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Elezioni Municipio VIII: è scontro sulla ineleggibilità del minisindaco Catarci

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pace catarci

Botta e risposta tra gli esponenti del M5S e il Presidente ricandidato

QUESTIONE DI INELEGGIBILITÀ – È una nota di queste ore, firmata dal candidato presidente del M5S in Municipio VIII, Paolo Pace, a sollevare nuovamente la questione della presunta ineleggibilità del Presidente uscente Andrea Catarci. Il candidato penta-stellato non manca di richiamare i pareri del segretario generale del Comune di Roma del 4 marzo ed il parere espresso dal Ministero dell’Interno: “Il presidente uscente dell’VIII Municipio Andrea Catarci si ostina a ritenersi immune alle leggi dello Stato – scrive Paolo Pace – Il Testo Unico degli Enti Locali infatti, descrive senza ombra di dubbio che egli sia ineleggibile, e l’ulteriore recente risposta del Segretario generale comunale alla richiesta presentata dal Movimento 5 stelle conferma ulteriormente quanto espresso nelle citate comunicazioni”. 

LA RISPOSTA DEL SEGRETARIO GENERALE – La questione starebbe proprio nel Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), che prevede la possibilità, per i presidenti di municipio, di essere rieletti per un terzo mandato laddove la durata dei due precedenti mandati consecutivamente ricoperti sia stata superiore a due anni, sei mesi, un giorno. Dal M5S è stata fatta richiesta di chiarimenti direttamente al Segretario Generale. Quest’ultimo, dopo aver sottolineato la differenza tra ‘incandidabilità’ e ‘ineleggibilità’, afferma che il Sig. Catarci risulta eletto “di nuovo nel 2013 per un periodo di carica che, ad oggi, ha già superato la durata di due anni, sei mesi, un giorno”. “Ciò che preoccupa seriamente il Movimento 5 stelle – continua Paolo Pace – è che l’eventuale rielezione di Andrea Catarci porterebbe alla inevitabile successiva dichiarazione di decadenza dalla carica ed allo scioglimento del consiglio municipale e, quindi, la necessità di procedere a nuove elezioni del consiglio municipale con un notevolissimo aggravio di costi a carico dei contribuenti”. A quanto si legge nella risposta del Segretario generale la ‘decadenza’ non sarebbe però immediata, bensì dovrebbe essere votata dal nuovo Consiglio Municipale: “Il Consiglio sarebbe chiamato a pronunciarsi definitivamente sull’insussistenza della ineleggibilità contestata ovvero, laddove ne rilevi la sussistenza, dichiarando la decadenza della carica”.

LA REPLICA DEL MINISINDACO USCENTE – Andrea Catarci non manca però di replicare, parlando di ‘noiose bugie a 5 stelle’: “Ancora menzogne da parte del candidato penta-stellato alla presidenza del Municipio VIII – scrive Catarci in una nota – Senza uno straccio di programma per il territorio e senza idee, invece di guardare alla possibile ineleggibilità della loro candidata a Sindaco, si concentrano su presunti miei impedimenti, che sono stati ampiamente confutati dal prof. Sandulli, tanto da indurre l’attuale Segretario Generale a sostenere – nella risposta all’interpellanza del M5S Ndr. – che una eventuale contestazione può essere presa in considerazione solo se votata dal futuro Consiglio Municipale”.

IL PARERE CHE RASSICURA CATARCI – Il candidato di SI-Sel, che da settimane definisce inconsistenti le accuse di ineleggibilità mosse verso di lui da più parti, mantiene la sua posizione, forte del parere del giurista Sandulli: “In cui si spiega – conclude Catarci – come l’esperienza municipale con i pieni poteri si sia conclusa con lo scioglimento dell’Assemblea Capitolina, prima di metà mandato. Tutto il resto è noia”. Con questo parere il Presidente Catarci è certo di poter mantenere la carica qualora venisse eletto, considerando conclusa la consiliatura ben prima dei “due anni, sei mesi, un giorno”.

Leonardo Mancini