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Elezioni Municipio VIII: Foschi lascia, Catarci resta

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Il PD è senza candidato, mentre SEL presenta un parere legale a sostegno della candidatura

ENZO FOSCHI LASCIA – Il candidato del PD in Municipio VIII, Enzo Foschi, lascia la tornata elettorale, decidendo il ritiro della sua candidatura. Foschi affida la comunicazione al suo profilo Facebook, spiegando le ragioni della decisione: “Rimane aperta una indagine giudiziaria su vicende della Regione Lazio del 2010/2012 – spiega – Per quanto mi riguarda mi si imputa un concorso in abuso di ufficio in relazione alle modalità con cui l’allora gruppo PD ha assunto il personale fiduciario a disposizione dei consiglieri (la accusa sostiene che si sarebbe dovuti procedere con un avviso pubblico)”. Nonostante Foschi non abbia alcun carico pendente e sarebbe quindi ‘candidabile’ per la Legge italiana (nonché per il codice etico del PD), afferma di essere “assolutamente consapevole che in questo momento con uno scontro politico fatto solo di sensazionalismo questa situazione sarebbe ovviamente strumentalizzata e artatamente enfatizzata. Non mi va di sottoporre né la mia persona né la mia famiglia né il partito (che ovviamente era a conoscenza di tutto) né il candidato sindaco a polemiche odiose – prosegue – Le elezioni a sindaco di Roma e questa nostra meravigliosa città meritano una campagna elettorale bella positiva non i sospetti e le polemiche strumentali. Spero con questa mia scelta di riuscire a dare un piccolo contributo”. 

 

ORA IL NUOVO CANDIDATO – Nelle prossime ore il PD municipale dovrà dipanare questa situazione. Con le primarie già concluse da tempo, e il Municipio VIII arrivato alle consultazioni con un candidato unitario, resta poco tempo per trovare la quadra su un nuovo nome condiviso e iniziare la campagna elettorale. “Non vi dico che non mi fa male – conclude Foschi – ma lo faccio con consapevolezza e serenità. Ringrazio tutti coloro che mi avevano spinto e sostenuto e che già stavano impegnandosi col loro tempo… ma come sempre al lavoro e alla lotta. I fascisti a Roma (e a Garbatella) non devono vincere”.

DUE ANNI SEI MESI E UN GIORNO – Intanto mentre il post di Enzo Foschi rimbalza sui social network, si riapre la vicenda dell’incandidabilità di Andrea Catarci, minisindaco di SEL uscente. Nelle scorse settimane si era paventata l’impossibilità per Catarci, e altri due minisindaci della Capitale, di ricandidarsi alla prossima tornata elettorale. È stata una nota del 4 marzo scorso a far rallentare la corsa di Catarci verso le elezioni amministrative Il testo è firmato dalla nuova segretaria generale del Campidoglio, Antonella Petrocelli, arrivata da Milano per sostituire Serafina Buarnè. “Non sono rieleggibili a Presidente del Municipio per la terza volta consecutiva coloro che, eletti a tale carica nel 2008, abbiamo completato il mandato nel 2013 e che rieletti nello stesso 2013, nel secondo mandato abbiano assommato un periodo di carica superiore a due anni sei mesi e un giorno”.

CATARCI ANNUNCIA LA CANDIDATURA – Oggi è lo stesso Presidente Catarci a spiegare come questa norma non si possa applicare ai casi dei tre presidenti considerati incandidabili: “Abbiamo ottenuto un parere molto articolato Prof. Sandulli – ci spiega Catarci – Questo si conclude affermando che visto il legame inestricabile del Sindaco con le Giunte municipali, il lavoro del Presidente è da ritenersi concluso alle dimissioni del Sindaco nel mese di ottobre”, quindi prima di 2 anni e 6 mesi dall’inizio del mandato. Catarci ha già trasmetto questo parere al Prefetto Gabrielli e al Commissario Tronca e, con l’occasione, rilancia la sua candidatura: “Confermo la mia volontà di candidarmi. La campagna elettorale a breve entrerà nel vivo, puntiamo ad una riconferma per portare a conclusione le iniziative positive realizzate nel territorio – aggiunge – per concludere tante battaglie di resistenza, soprattutto sul fronte della tutela del territorio e delle questioni urbanistiche, ma anche per rilanciare il protagonismo sociale e culturale di una comunità ricchissima e dare il nostro contributo alla rinascita di una città che ha tanto bisogno di un punto di svolta. A prescindere da quanto accadrà nell’ambito cittadino – conclude – da questo municipio ci si aspetta sempre qualcosa”. Di sicuro delle candidature al cardiopalma.

Leonardo Mancini

 

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