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Ex Bagni Pubblici Garbatella: inizia il processo partecipativo

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Primo incontro per ‘Moby Dick la biblioteca che verrà’. Molte le proposte dalla cittadinanza: “Rimanga uno spazio di tutti”

 

L’INCONTRO – Si è svolto nel tardo pomeriggio del 27 febbraio, il primo incontro partecipativo sul futuro dei locali degli ex Bagni Pubblici di Garbatella in via Ferrati. Oltre alla buona partecipazione da parte della cittadinanza, bisogna segnalare la presenza del Commissario di Laziodisu, Carmelo Ursino, intervenuto proprio per spiegare il coinvolgimento e l’interesse dell’Ente nella vicenda di questo stabile.

PER LAZIODISU – questa esperienza si integra bene all’interno degli spazi dedicati all’alta formazione: “Vogliamo portare avanti un progetto che si rivolga agli studenti universitari, ma anche ai cittadini e alla vocazione del territorio – ha spiegato il commissario – parte di questo luogo potrà essere dedicato alle arti dello spettacolo, anche in continuità con la Facoltà del Dams e con il Teatro Palladium. Oltre a questo cercheremo di capire con tutti i soggetti interessati come far vivere in osmosi questo spazio con il contesto culturale che lo circonda”. Per l’Ente il percorso attuato fino ad oggi è già un buon punto di partenza: “Si sono trovate risorse per un anno, poi si dovrà tornare a combattere per ottenerne altre e dare continuità a questa esperienza – seguita il commissario in relazione ai tempi per la restituzione dell’edificio alla cittadinanza – Vorremmo che tutto si svolgesse in tempi brevi, parliamo di quattro o cinque mesi”. un tempo questo che dovrebbe contenere la fase del processo partecipativo, la stesura di un progetto, l’assegnazione e la conclusione dei lavori di riqualificazione. “Tutto quello che facciamo viene svolto con soldi pubblici e con trasparenza – conclude il commissario – Tutto alla luce del sole”.

IL MUNICIPIO – “La nostra volontà è quella di essere immediatamente operativi, non solo attraverso queste proposte, ma con un concreto percorso partecipato – ha spiegato in quella sede l’Assessore alla Cultura del Municipio VIII, Claudio Marotta – Ci sarà un ruolo forte del nostro ufficio cultura, che funzionerà come cabina di regia nel processo. Si è lavorato perchè l’Ater non alienasse questo pezzo di patrimonio –seguita – ma abbiamo deciso che, con questo intervento, si risponda alle esigenze del territorio”. Anche Flavio Conia, consigliere Pd al Municipio VIII e promotore della mozione sullo stabile, è intervenuto in quella sede, richiamando l’importanza della memoria e della storia che gli ex Bagni Pubblici rappresentano: “Bisogna lavorare per far rivivere veramente questa struttura – spiega – Racconta questa parte di Roma e spero ci sarà spazio per raccontare questo quartiere. Aspettiamo di vedere cosa verrà messo in campo, mantenendo l’attenzione alla la storia che questo luogo racconta”.

LA CITTADINANZA – tra le molte suggestioni arrivate dai cittadini e dalle realtà presenti a questo primo incontro, quella più sentita è sicuramente la richiesta che questo spazio rimanga di tutti e non divenga appannaggio solo degli utenti di Laziodisu. Una richiesta richiamata in tutti gli interventi dei cittadini, che hanno spaziato dalla biblioteca pubblica, fino alla Casa della Poesia, passando per la richiesta di un concorso di progettazione su questo spazio aperto ai giovani progettisti. Una prospettiva questa espressa in un documento promosso dall’associazione Embrice2030, e sottoscritto da alcune importanti realtà territoriali: “Riteniamo indispensabile avviare un vero progetto di condivisione e partecipazione che non si risolva in una giornata di consultazione, ma che metta realmente la cittadinanza nelle condizioni di prendere parte alla trasformazione di questo luogo, di appropriarsi di questo spazio perché diventi concretamente bene comune – si legge nel documento – Per questo chiediamo il riconoscimento da parte delle istituzioni di un tavolo di coordinamento delle associazioni del quartiere e chiediamo che a questo coordinamento sia riconosciuto il ruolo di organizzare e programmare, con il sostegno del municipio, una fase di partecipazione aperta alla cittadinanza”. La richiesta sarebbe quella di organizzare tre incontri in cui declinare tutte le istanze che provengono dalle realtà associative del territorio: “Trasformeremo gli spunti e i desiderata che emergeranno da questi incontri in un documento programmatico che vogliamo diventi parte integrante di un bando di progettazione per architetti – conclude il documento – affinché a questo luogo storico e simbolico del quartiere sia garantita non solo una destinazione d’uso congrua alle aspettative dei suoi abitanti, ma anche un progetto di restauro adeguato alla sua qualità architettonica”.

IL PROCESSO PARTECIPATIVO – continuerà nelle prossime settimane con ulteriori incontri ai quali sarà certamente invitata la cittadinanza. La speranza è che nella necessaria celerità degli interventi non si dimentichi l’importanza della partecipazione e delle istanze che arrivano dal territorio. Un intervento totalmente avulso da qualsiasi contesto o rapporto con il territorio non avrebbe senso, vista la storia di questo luogo e lo spirito con il quale si è cercato di riconsegnarlo alla cittadinanza.

Leonardo Mancini