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Ex Dazio Ardeatina: da un Giubileo all’altro, una piccola opera resta dimenticata

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Sembra svanire l’ipotesi della Protezione Civile, mentre torna il degrado e l’abusivismo

Tratto da Urlo n.124 aprile 2015

ARDEATINA – C’era voluto il Giubileo del 2000 per ottenere una riqualificazione dell’ex Dazio su via Ardeatina, all’incrocio con via di Vigna Murata. Nel marasma di progettazioni e assegnazioni che aveva preceduto l’arrivo dei pellegrini, la struttura era stata affidata all’Ama per la realizzazione di bagni pubblici. Successivamente, dopo un brevissimo periodo di utilizzo, la struttura è rimasta chiusa e più volte occupata e utilizzata impropriamente. Un altro di quei pezzi di città lasciati al degrado, difficili da governare, e quindi da mantenere in uno stato decoroso. Nel corso degli anni la situazione non ha fatto che peggiorare, con alcuni sgomberi, bonifiche e persino il sequestro di materiale rubato stipato all’interno degli ex bagni. C’è stata anche la demolizione di un chioschetto abusivo adiacente e la costruzione di una recinzione attorno all’area per scoraggiare nuove attività illecite. I tentativi di migliorare la situazione non sono mancati fino all’idea, circa tre anni fa, di utilizzare questo stabile come nuovo polo per l’emergenza e di affidarlo alle associazioni di Protezione Civile del territorio. La soluzione, stimolata anche dai cittadini di Fonte Meravigliosa, il quartiere “dirimpettaio” del Dazio appartenente al vicino Municipio IX, sembrava poter ristabilire il decoro e la legalità nell’area: “Avevamo spinto per questa soluzione, già tre anni fa – ci racconta Carla Canale, Presidente del Cdq – Ad oggi siamo molto arrabbiati per quanto successo. Il problema dell’ex Dazio è sempre stato avvertito dagli abitanti del quartiere Fonte Meravigliosa e Prato Smeraldo. Più volte il Cdq si è trovato nelle condizioni di segnalarne occupazioni da parte di senza fissa dimora. Più volte abbiamo avanzato al Presidente Catarci e al Comune la necessità di porre lì un presidio, di Polizia Municipale o di Protezione Civile”. Ma passando davanti alla struttura, ad oggi, si notano i segni evidenti di una nuova occupazione. Il motivo? Presto detto. A quanto si apprende non sembrano esserci i margini per l’affidamento della struttura alle associazioni di Protezione Civile Millennium, Brigata Garbatella e al Gruppo Volontari dei Sommozzatori. A spiegarne il motivo dal punto di vista amministrativo è il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci: “Il Dipartimento del Patrimonio ha rinvenuto un verbale di consegna dei locali all’Ama per la realizzazione di bagni pubblici in occasione del Giubileo del 2000 – spiega Catarci – Ma malgrado l’Ama si dichiari immediatamente disponibile a restituire gli spazi, essendo venuta meno la funzione a servizi igienici ed avendo peraltro disdetto le relative utenze, il Dipartimento pone il veto al progetto perseguito dal Municipio, bloccando tutto e rifugiandosi nella comoda posizione di nullafacente”. La posizione del Dipartimento sembra essere quella di consentire l’uso dello spazio soltanto per degli uffici: “Si ringrazia di cuore l’Assessora al Patrimonio Cattoi e l’intera Giunta capitolina per l’ennesimo atto di arrogante centralismo che comporta gravi ripercussioni negative per l’intero territorio”, ha concluso Catarci. Perentoria anche la posizione del Cdq Vigna Murata, che ribadisce l’insostenibilità di questa situazione per i quartieri che insistono sull’arteria: “Pensavamo che la questione si potesse risolvere, invece, oggi ci troviamo come prima e con l’aggravante che sono stati spesi ulteriori fondi pubblici per porre in essere una cancellata. Stiamo seriamente valutando di sottoporre la questione al vaglio della Corte dei Conti”.
Intanto l’area risulta essere nuovamente occupata, o quantomeno “molto frequentata”. Le segnalazioni arrivate dalla cittadinanza parlano di nuovi accumuli di materiali e immondizia, ma anche di panni stesi su quelle cancellate che avrebbero dovuto proteggere l’edificio. L’insostenibilità della situazione non passa inosservata. Tant’è che il Capogruppo di Fi in Municipio VIII, Simone Foglio, punta il dito contro il minisindaco Catarci e le affermazioni sul destino dell’ex Dazio: “Lanciando idee strampalate è normale che si sbagli. Non si possono illudere cittadini e volontari di un’organizzazione tanto importante senza perlomeno aver ricevuto le dovute rassicurazioni amministrative – spiega Foglio – È facile poi tuonare contro l’amministrazione di centro sinistra, che ricordiamo essere la stessa del Presidente Catarci, che non permette al Municipio di fare il bello e il cattivo tempo – conclude – Con una maggiore pianificazione si sarebbero potuti pensare dei servizi per i cittadini che potrebbero realmente fare la differenza, scoraggiando anche le continue occupazioni, il degrado e l’illegalità”.

Intanto il pensiero di tanti che continuano a segnalare l’abusivismo e l’illegalità nell’area è che una soluzione per l’ex Dazio vada trovata. In questa direzione va la posizione assunta dal Capogruppo municipale del Pd, Federico Raccio: “Comprendo il Presidente, ma la soluzione a questa vicenda sembra difficile, anche dal punto di vista economico, per la sistemazione dell’area. Inoltre bisognerebbe aprire un dibattito sull’utilità di un polo di Protezione Civile così decentrato, ma in ogni caso la struttura va valorizzata”. Raccio ipotizza qualche soluzione alternativa che, sottolinea, andrebbe comunque concertata con cittadini e amministrazione: “Si potrebbe pensare di fare uno scambio con le Asl e magari inserire un Cup. Sono interventi sui quali bisogna ragionare attentamente, la situazione attuale è critica. Magari per il momento si potrebbe pensare ad un punto informazioni per il Giubileo, utilizzandolo per 12 mesi e ragionando sull’utilizzo successivo”. Quindi, da un Giubileo all’altro, si cerca ancora la quadratura del cerchio, ma intanto è la Protezione Civile, assieme ai cittadini dell’area, a fare le spese di questo immobilismo. È infatti Cristiano Bartolomei, Presidente dell’Associazione di Protezione Civile Brigata Garbatella, tra i gruppi che avrebbero dovuto gestire il polo, ad esprimere il suo disappunto nei confronti della vicenda: “Per l’ennesima volta il volontariato perde. Ci si ricorda di noi soltanto durante le emergenze – aggiunge – Se c’è da fare un progetto duraturo sul territorio, anche ad uso istituzionale, non stanno mai dalla nostra parte”. Bartolomei ci tiene a sottolineare la totale volontarietà dell’iniziativa: “Noi non abbiamo un tornaconto personale, siamo volontari e cittadini. Ringraziamo intanto la Presidenza e la Giunta municipale che si erano spesi per questo progetto – conclude – Aspettiamo di vedere come verrà utilizzata questa struttura”.
Ma la vicenda dell’utilizzo degli ex dazi negli ultimi giorni si è allargata con un atto, bocciato dal Consiglio municipale, presentato dal Consigliere Fi, Maurizio Buonincontro: “Abbiamo voluto allargare l’attenzione alla vicenda dell’ex Dazio di via Appia, anch’esso occupato e sul quale sono i cittadini del limitrofo quartiere di Statuario a chiedere chiarezza. Non si chiedeva come urgenza lo sgombero, volevamo far prendere coscienza della situazione di degrado. Purtroppo la maggioranza ci risponde che è di competenza dipartimentale, ma allo stesso tempo ci dicono che il Municipio si sta interessando – seguita Buonincontro – Vogliamo vederci chiaro su entrambe le strutture, non ci fermiamo”.

Leonardo Mancini