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Ex deposito Atac San Paolo: polemiche su utilizzo presente e futuro

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Dopo l’abbandono e l’occupazione il deposito in via Alessandro Severo diventa un magazzino per i cassonetti dell’Ama.
Immerso nel tessuto del quartiere, fino ad essere praticamente ricoperto, l’ex deposito Atac di San Paolo è una delle strutture che ricorda il passato della città, quando una zona come la nostra poteva essere considerata tanto periferica da ospitare un deposito di bus. Successivamente, con l’avanzare dell’urbanizzazione e con il cambiamento delle necessità dell’azienda di trasporti romana, il deposito è rimasto inutilizzato. Lasciato per anni al degrado è stato poi occupato per un breve periodo da un gruppo di attivisti dei Movimenti di lotta per la casa. L’occupazione, durata dal 21 giugno al 31 ottobre del 2011, è stata un’azione per protestare contro la delibera 35 in discussione in quel periodo in Assemblea Capitolina, un documento che prevede l’inserimento della struttura all’interno del piano di valorizzazione per far fronte ai problemi di bilancio di Atac.

“Circa un anno fa la Giunta Alemanno e l’Atac ponevano fine, con l’intervento della Polizia, all’occupazione a sfondo socio-abitativo dell’ex deposito Atac di via Severo, nel quartiere San Paolo – dichiara in una nota il Presidente del Municipio XI, Andrea Catarci – La struttura, risalente ai primi anni del Novecento ed eccezionale esempio di archeologia industriale, è poi tornata nel consueto sottoutilizzo. Peggio – spiega Catarci – dalla scorsa estate l’Atac ha avuto la brillante idea di metterla a disposizione dell’Ama e in via temporanea è stata adibita a zona di smistamento, igienizzazione e pulizia dei cassonetti. Per gli abitanti della limitrofa Collina Volpi ciò ha comportato rumore in orari notturni, gas di scarico di mezzi pesanti ed insalubrità ambientale, con l’incremento periodico di cumuli di immondizia, topi e cattivi odori”. Queste sarebbero infatti le criticità riscontrate dai cittadini residenti che hanno anche presentato le loro rimostranze al Sindaco Alemanno, alla Direzione generale di Ama e al Presidente Catarci.

“Questa situazione è la conseguenza dell’immobilismo delle amministrazioni di sinistra nel corso degli ultimi anni – dichiara il Capogruppo Pdl al Municipio XI, Simone Foglio – È anche per rispondere a questa situazione che la Giunta Alemanno ha inserito lo stabile nel piano di valorizzazione. Ma – continua il Consigliere Foglio – quella individuata con i cassonetti, che comunque sono puliti ed igienizzati, è solo una situazione temporanea per evitare che l’immobile subisca un’ulteriore occupazione che pregiudichi la tanto agognata riqualificazione”. Quest’ultima è intesa, dal Consigliere Foglio, sulla falsa riga della Città dei Giovani, grande opera che dovrebbe sorgere dall’eterno cantiere per la riconversione e il riutilizzo degli ex Mercati Generali: “Si potrebbe pensare ad una nuova biblioteca, un asilo nido, attrezzature sportive e tanto altro ancora, visto l’enorme spazio a disposizione. Non sarebbe da escludere – continua Foglio – un polo culturale e commerciale, il tutto naturalmente evitando l’ennesima speculazione edilizia in un quartiere che ha bisogno di tutto tranne che di ulteriore cemento”.

Di tutt’altro avviso è il Presidente Catarci, che in una nota esprime l’importanza del periodo di occupazione: “Nei quattro mesi di occupazione, dopo oltre 10 anni di disuso, abbandono e degrado, si è avviata una reale discussione e si è concretamente provato a sperimentare un riutilizzo sociale. Con mostre e studi insieme alle facoltà di Architettura delle Università romane – spiega il minisindaco – con incontri ed assemblee insieme al tessuto associativo locale, con iniziative di recupero sulla storia e la memoria del luogo, con l’insediamento abitativo di un nucleo di persone in difficoltà, si è contrastato il piano di svendita di quella di San Paolo come delle altre ex rimesse. Ora si è tornati indietro, con il presente fatto di cassonetti e il futuro, delineato nel chiuso di qualche stanza, all’insegna di una valorizzazione che punta solo al maggior profitto possibile”.

Attualmente sembra difficile pensare ad una riqualificazione dell’area vista la presenza nello stabile di Ama. In ogni caso la volontà di riconsegnare l’ex deposito alla cittadinanza sembra essere bipartisan: “Non è più possibile persistere in questa condizione, questo spazio enorme deve essere utilizzato in maniera compatibile con le necessità del territorio – continua Foglio – mi farò portatore di una proposta in Consiglio Municipale per sbloccare questa situazione”. Anche il Presidente Catarci parla di rivalutazione, attraverso un processo partecipativo con la cittadinanza: “Ora sembra si punti solo al maggior profitto possibile. Ma il futuro dell’ex rimessa è una grande partita che deve coinvolgere la comunità locale e la città intera, mettendo al centro le esigenze del quartiere San Paolo e di un quadrante di Roma in termini di servizi e spazi, respingendo – conclude Catarci – l’idea di una valorizzazione puramente economica e a vantaggio di pochi”. Nei prossimi mesi continueremo a monitorare la situazione, sperando in un processo partecipativo che dia nuova vita ad una struttura che potrebbe accogliere tanti servizi utili al territorio.

Leonardo Mancini