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Ex Fiera di Roma: il Municipio conferma il parere positivo condizionato

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Pd, Sel e Lista Civica votano il parere, mentre l’opposizione parla di cambio di rotta e di scontro interno alla maggioranza

 

LA VOTAZIONE SUL PARERE – Questa mattina il Consiglio del MunicipioVIII ha dato parere favorevole, seppur con alcune condizioni, alla proposta di delibere della Giunta comunale sulla riqualificazione della ex Fiera di Roma. Ancora una volta ci troviamo a ricordare che il parere espresso dai Municipi su materia urbanistica non è assolutamente vincolante per l’Assemblea Capitolina, né tantomeno lo sono le eventuali condizioni poste. Il Potere dell’Ente di prossimità infatti si limita all’espressione di un parere consultivo, verso il quale l’Amministrazione centrale non ha alcun obbligo di legge. La votazione ha visto 14 voti favorevoli della maggioranza, due voti contrari espressi dai Consiglieri Federici e Cafarotti rispettivamente Cittadini per Roma e M5S, l’astensione del Capogruppo di Ncd Andrea Baccarelli e l’uscita dall’aula di Fi e Fdi.

LA POSIZIONE DELLA GIUNTA MUNICIPALE – È il Presidente del Municipio Andrea Catarci, presente in Aula assieme all’Assessore all’Urbanistica Massimo Miglio, a spiegare ancora una volta le ragioni del parere espresso dalla Giunta in relazione alla riqualificazione: “In passato ci sono state altre due proposte che abbiamo criticato – ha sottolineato Catarci in relazione alle delibere di Veltroni e Alemanno – Oggi in questa nuova proposta della Giunta Marino riscontriamo linee di sviluppo diverse, assieme ad alcune nostre vecchie rivendicazioni come il reperimento degli standard urbanistici direttamente nell’area”. Tra questi l’aumento dei servizi pubblici e del verde, con la realizzazione della fascia verde sulla Colombo, ma anche “molto spazio lasciato alla partecipazione – aggiunge Catarci – Con il territorio che porrà le linee guida del documento alla base del concorso di progettazione”. Tra le condizioni poste a margine del parere c’è una mediazione verso la diminuzione della volumetria: “Che consideriamo ancora eccessiva – seguita il minisindaco – nonostante gli 88.000mq di SUL della proposta di Veltroni ed i 93.000 di Alemanno, i 75.000 della Giunta Marino sono ancora troppi”. In merito a questo il Municipio chiede che vengano prese in considerazioni due deliberazioni. La prima, di carattere municipale, riguarda l’ipotesi del 2010 costruita con un lungo processo partecipativo che vedeva un massimo di 37.900mq. La seconda delibera è invece Comunale e riguarda le aree verdi della colombo in cui viene fatta una stima reale delle cubature al momento presenti nella ex Fiera.  “La battaglia – così la Capogruppo di Sel Gabriella Magnano ha definito questa mediazione – inizia oggi con questo parere positivo”. Ogni tentativo di portare una riduzione sarà quindi, secondo il Municipio, giocato tra le cubature indicate nelle due deliberazioni inserite nelle condizioni al parere. Inoltre è la Presidente della Commissione Urbanistica, la Consigliera Pd Antonella Melito, a richiamare il lavoro svolto sulla delibera prima ancora di arrivare in votazione, rispondendo a chi dall’opposizione parlava di fretta per l’approvazione: “In Commissione abbiamo avuto ampia partecipazione da parte del Comune. Dal 2007 sono finite le attività della Fiera è per questo che oggi si vogliono risolvere velocemente i problemi sull’area. Vogliamo impedire un ulteriore scempio del territorio – seguita la Melito – anche attraverso il processo partecipativo più volte previsto negli atti della Commissione”.

I RAFFRONTI DEL CENTRODESTRA – Tutt’altra posizione quella assunta dall’opposizione che non manca di sottolineare un cambio di rotta della maggioranza: “Nonostante quello che ci vogliono far credere il Municipio oggi non svolge un ruolo da protagonista – dichiara il Capogruppo di Fi Simone Foglio – Anche i pochi cittadini presenti in Consiglio dimostrano che il processo partecipativo avviato sulla ex Fiera arriva alla sua conclusione con una sconfitta”. Le ragioni secondo il Consigliere Foglio stanno nella lunghissima vicenda della Fiera e nell’approvazione di una delibera che, a detta dell’opposizione, non riduce affatto le cubature sull’area: “Quando si prende un impegno che non si mantiene la gente riconosce che è stata presa in giro – seguita – Ricordo gli annunci contro Alemanno e la ‘Giunta di palazzinari’. Il Presidente si è battuto fin quando non si è scontrato con il Pd che vuole le cubature sulla ex Fiera – spiega Foglio – sono loro che critico maggiormente”. Dal Consigliere Foglio arriva poi il conto delle superfici che probabilmente saranno interessate dalle edificazioni, rapportate a quelle delle precedenti delibere: “La famosa delibera del 2010 parlava di 37900mq, mentre ad oggi diamo parere positivo a 75.000mq. Questo – continua il Capogruppo di Fi– significa che in soli tre anni il Municipio ha raddoppiato la sua idea sulle edificazioni”. Sulle percentuali di edificazioni residenziali il Consigliere Foglio ha poi aggiunto: “Oggi si parla di massimo l’80% di edilizia residenziale, mentre nella delibera del municipio del 2010 si chiedeva il 40% dei 37.000mq”.

L’EMENDAMENTO BOCCIATO – Durante la seduta del Consiglio è stato anche presentato un emendamento firmato dal Capogruppo di Fdi Glauco Rosati, volto all’inserimento delle condizioni poste al parere all’interno del dispositivo della delibera. Un procedimento che, a detta di Rosati, avrebbe reso molto più forte la posizione del Municipio: “Se questo argomento fosse stato trattato in un diverso periodo dell’anno questa sala sarebbe stata piena di tantissime persone che vivranno sulla loro pelle questa trasformazione. Stiamo votando una delibera in bianco – aggiunge Rosati – almeno cerchiamo di darle forza inserendo le considerazioni all’interno del dispositivo non allegandole.  Infatti nell’emendamento ho chiesto di inserire altri passaggi assembleari del progetto, che altrimenti potrebbe andare avanti con le sole decisioni della Giunta Capitolina”. L’emendamento del Consigliere di Fdi è stato però bocciato dall’Aula mantenendo solamente un richiamo alle condizioni allegate all’atto votato.

I VOTI CONTRARI – Totalmente contrari al parere espresso sia il Consigliere di Cittadini per Roma, Franco Federici, che il Capogruppo del M5S Carlo Cafarotti. “Non ci sono garanzie sui tempi di intervento. Come l’hanno convinta presidente? – si chiede il Consigliere Federici – Con la crisi attuale del mercato immobiliare tutte le edificazioni saranno svendute, questo di certo non basterà a salvare i conti di Investimenti Spa”. L’intento del documento arrivato in Consiglio municipale viene apprezzato invece dal Consigliere Cafarotti che però aggiunge: “Purtroppo le condizioni poste sono incompatibili con la Delibera proposta. Un documento irricevibile – spiega – una carta in bianco per fare ciò che vuole la Giunta comunale. Avremmo dovuto rispedirla al mittente in attesa della pronuncia del Segretariato Generale sulle irregolarità e della Soprintendenza sullo stralcio dell’area dalla Carta della Qualità”. Quello che si è visto in via Benedetto Croce per il consigliere pentastellato non è altro che “Un municipio che una volta faceva la voce grossa, mentre oggi miagola, con la fretta legata alle esigenze finanziarie della proprietà dell’area”.

UNA FERITA APERTA – Interessante la posizione del Consigliere di Ncd Andrea Baccarelli che si astiene dal voto per non ostacolare l’intervento sulla ex Fiera ma, allo stesso tempo, vuole protestare contro il comportamento tenuto dalla maggioranza: “Quella del 2010 era una strumentalizzazione del territorio contro la Giunta Alemanno che ha prodotto una proposta inaccettabile per qualsiasi Giunta. L’ex Fiera – spiega Baccarelli – è una ferita aperta sulla quale si deve intervenire il più presto possibile. Non si può più permettere che si faccia un uso emergenziale dei padiglioni”. La scelta di un parere favorevole per il Consigliere Baccarelli va ricercata unicamente nella nuova amministrazione cittadina: “Prendiamo atto che il cambio di colore ha determinato l’esigenza di votare favorevolmente”.

LO SCONTRO SI SPOSTA IN AULA GIULIO CESARE – Dopo il parere favorevole l’atto dovrà passare il Aula Giulio Cesare, dove gli emendamenti alla delibera potrebbero realmente costituire una modifica all’intero impianto dell’intervento. A palesare la volontà di incidere sull’atto a livello comunale è il Consigliere di Fi Maurizio Buonincontro: “Abbiamo interessato i colleghi capitolini che proporranno degli emendamenti che in quella situazione saranno vincolanti. Inoltre il Comune non deve decidere da solo su questo intervento – seguita Buonincontro – bisognerà prevedere altri passaggi assembleari come era stato proposto anche in Commissione ma poi evidentemente dimenticato quando sono state scritte le condizioni al parere”. Secondo Buonincontro l’assenza di ulteriori passaggi assembleari è riconducibile ad una concertazione all’interno della maggioranza: “Che non condivide le politiche urbanistiche del territorio, in questo modo si è prodotta una sintesi che toglie autorevolezza all’istituzione municipale”.

Leonardo Mancini