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Ex Fiera: l’Aula approva le riduzioni mentre l’opposizione parla di danno erariale

Arriva in Aula la delibera del 2016 sulla riduzione di cubature. Per le opposizioni in voto apre la strada a ricorsi e risarcimenti

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foto comitati ex fiera

EX FIERA DI ROMA – Prosegue l’iter amministrativo per la riqualificazione dell’area della ex Fiera di Roma. Nella giornata di ieri l’Assemblea capitolina ha approvato (24 favorevoli, 10 contrari) la delibera n. 55/2017 che richiama le riduzioni di cubature volute dall’allora assessore all’Urbanistica Berdini il 9 agosto del 2016. Una riduzione in controtendenza rispetto a quanto sperato dalla partecipata del Comune Investimenti Spa (proprietaria dell’area), che puntava sulla valorizzazione per risanare il suo bilancio, in difficoltà dopo la realizzazione della Nuova Fiera di Roma.

I NUMERI – Si passa dai 67.500 metri quadrati del documento di Caudo, ai 44.360 metri quadrati ricalcati sull’esistente. Con la delibera 55, ha spiegato in Aula Giulio Cesare l’Assessore all’Urbanistica Montuori, “si respingono le osservazioni fatte nel febbraio 2017, si mantiene la quota edificabile –spiega – dedicata l’80% a edilizia residenziale, il resto a servizi, il 20% dei quali da destinare a edilizia sociale”. Una storia, quella dell’ex Fiera, che parte da lontano e che, come ha sottolineato Montuori, è nata “come un tema più che urbanistico, cioè sull’interesse pubblico della città, di uno scambio di moneta”. Un chiaro riferimento alla volontà di risanare il bilancio di Investimenti Spa, attraverso la valorizzazione dell’area. Una vicenda richiamata anche dalla presidente della commissione capitolina Urbanistica, Donatella Iorio: “Per legge il Comune non può ricapitalizzare società con bilanci in perdita da più di 5 anni – ha riferito in Aula – noi continuiamo a ritenere inopportuno aumentare le cubature solo a fini economici con nuove colate di cemento solo per ripianare i bilanci di società in condizioni economiche non positive”.

POSSIBILI RICORSI – Il rischio, secondo l’opinione espressa dal consigliere di Fdi, Andrea De Priamo, potrebbe essere invece quello di far diventare “l’ex Fiera di Roma una moneta di scambio”. Tra i contrari alla proposta c’è anche il consigliere di Fi, Davide Bordoni, che in una nota congiunta con il vice coordinatore romano, Simone Foglio, punta il dito contro l’Amministrazione per aver messo a repentaglio i conti del Campidoglio: “Potremmo trovarci, nei prossimi mesi, di fronte altri ricorsi insostenibili per il Comune”, spiegano gli esponenti forzisti. Che poi aggiungono: “L’amministrazione grillina sta ignorando le problematiche urgenti e improrogabili di degrado e abbandono che continuano a peggiorare di giorno in giorno. Come hanno segnalato più volte i comitati di quartiere, l’ex Fiera è diventata territorio di nessuno, o meglio sede di occupazioni abusive. All’interno sono presenti materiali nocivi, amianto e eternit, nei vecchi padiglioni; impianti elettrici abbandonati che potrebbero causare situazioni a rischio”.

DANNO ERARIALE – Altri voti contrari arrivano dai consiglieri del Pd, con la capogruppo Michela Di Biase che sottolinea come la Delibera “determinerà una minore entrata finanziaria e dunque un danno erariale per le casse del Comune, per questo siamo molto preoccupati”. Una preoccupazione che è diostrata nella presentazione di una ‘pregiudiziale’ alla votazione: “Quando si vota in quest’Aula ci si assume responsabilità di rispondere agli eventuali ricorsi – spiega la consigliera dem, Valeria Baglio – Siamo di fronte ad una scelta che ha ridotto le entrate per il Comune di Roma di circa 50 milioni – seguita – Ci chiediamo come le tante cose previste nell’interesse dei cittadini verranno effettuate”.

Leonardo Mancini