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Ex Mercati Generali: il M5S si ricompatta, lasciando la vicenda al Campidoglio

Bocciato l’atto delle opposizioni per chiedere l’inserimento di alcune opere pubbliche nel progetto

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SI TORNA IN CONSIGLIO – Dopo un primo scontro in Aula del 2 marzo dove l’atto delle opposizioni non viene votato per l’uscita degli stessi proponenti dall’aula, una mossa utile a non mettere la componente dei consiglieri vicino al presidente Pace nella condizione di lasciare in minoranza il proprio gruppo, nella giornata del 7 marzo si torna in Aula con entrambi gli atti. Quello delle opposizioni viene bocciato, mentre quello firmato dal M5S viene rimandato a domani quando, con buona probabilità, verrà ritirato dai proponenti. Ma cosa è successo tra le due sedute? Il Comune ha ricevuto una risposta dall’avvocatura Capitolina sulla possibilità di bloccare il progetto degli ex Mercati Generali. Un parere già anticipato in Aula il 2 marzo, ma che deve essere stato interiorizzato dal M5S municipale durante l’incontro in Campidoglio del 6 marzo, necessario, ancora una volta, per comporre i contrasti interni alla maggioranza. Sono due articoli (uno de La Repubblica del 1 marzo, e uno de Il Tempo del 2 marzo) a parlare del parere: “Se la Sindaca non dovesse dare il via libera formale – si legge su Il Tempo – il Campidoglio dovrebbe rimborsare i 111 milioni di euro finora spesi dai proponenti, inoltre dovrebbe anche risarcire altri circa 37 milioni tra danno emergente e lucro cessante. Senza contare l’inevitabile danno erariale”. Seconda ipotesi prospettata dal quotidiano romano riguarda una possibile revoca in autotutela della convenzione: “Si prospetterebbe un contenzioso giudiziario che finirebbe probabilmente col riconoscimento ai proponenti del diritto a costruire. Anche in questa eventualità – seguita l’articolo – il Campidoglio dovrebbe risarcire i danni e si configurerebbe un danno erariale”.

IL DIBATTITO IN AULA – “I lavori in Municipio sono bloccati da troppe settimane – esordisce il consigliere Pd, Claudio Mannarino – parlando di un progetto che è già deciso in una Conferenza di Servizi che ormai si è chiusa. Bloccarlo ora vuol dire spostare gli interventi di altri 15 anni”. Il tutto, aggiunge la capogruppo Dem, Anna Rita Marocchi, mentre “i Comitati di Ostiense stanno raccogliendo le firme per chiedere la partenza del cantiere il prima possibile. Voi invece chiedete una sospensione senza proporre nulla, mettendo a rischio le casse del Comune che dovrà risarcire i danni ai privati”. A queste dichiarazioni si aggiungono poi in una nota anche i consiglieri Roberto Falasca e Antonella Melito: “I 5Stelle votano contro la risoluzione, dopo il loro sostanziale ‘commissariamento’ dal Campidoglio. Noi continueremo a sostenere la riqualificazione di Ostiense e tutte le possibilità di sviluppo e vivibilità del territorio, attenti ai problemi e alle esigenze dei cittadini. Questo Municipio – concludono dal gruppo Pd – non merita un governo litigioso e più preoccupato di mantenere la poltrona che di occuparsi della città”.

IL RICOMPATTAMENTO – Nel M5S gli unici a prendere la parola sono i consiglieri più distanti dalle posizioni del Presidente Pace, e quindi dalle opposizioni: “Non vogliamo distruggere il progetto, ma capire se c’è un margine di contrattazione”, afferma la consigliera Conficconi, seguita poi dal consigliere Ferranti, “Noi lavoreremo con il Comune per trovare la migliore soluzione possibile sugli ex Mercati. Non vogliamo bloccare il progetto, ma migliorarlo, magari sotto il profilo energetico e dei materiali”. È poi il capogruppo penta-stellato, Alberto Afflitto, a mettere sul piatto il voto contrario del Movimento: “Abbiamo una brutta notizia per le opposizioni e per chi le ha votate – afferma – il M5S è compatto e voterà contro perché abbiamo un’idea diversa del territorio”. Questo ricompattamento nella maggioranza, per il consigliere Andrea Catarci non è altro che una diminuzione drastica della capacità del municipio di farsi sentire: “Il M5S si ricompatta senza lasciarsi autonomia personale e lasciando la palla al Campidoglio. Non si discute, mentre si azzera e svilisce il ruolo del Municipio. State facendo i curatori fallimentari di questa città. Non vi togliete l’elmetto – conclude – la battaglia non è finita. A breve presenteremo un nuovo atto, questa volta su piazzale dei Navigatori”.

SCEGLIERE DI NON FARE – Per il centrodestra la misura sembra essere colma: “Continuate a scegliere di non fare – afferma da Fi il consigliere Baccarelli – Basta mettersi seduti ai ‘tavoli’, questa città ha bisogno di rialzarsi e di iniziare a camminare”. Per il Capogruppo forzista, Maurizio Buonincontro il problema oramai è la mancanza di interlocutori: “Il vostro approccio mentale in Consiglio è quello delle assemblee di condominio. Non governate e siete impegnati e divisi per beghe e litigi interni. Come mai il Presidente è assente? Non vuole esprimere il suo pensiero? È ancora lui l’interlocutore con cui parlare? Oppure dobbiamo rivolgerci al Campidoglio?”. Per il Consigliere Alessio Scimé, FdI, l’assenza del Presidente in Aula si è fatta sentire “ma non dobbiamo dimenticare che in questo Municipio non abbiamo nemmeno un assessore all’Urbanistica che possa esporre i fatti”.

LA CONCLUSIONE DEL DIBATTITO – Domani in Aula si torna a parlare degli ex Mercati Generali, dopo che la discussione dell’atto firmato dal M5S è stato rimandato a causa di un ‘pasticcio’ con il numero legale. Il documento, a quanto si apprende dovrebbe venire ritirato, lasciando così tutta la vicenda nella mani della Sindaca e del nuovo assessore all’Urbanistica.

Leonardo Mancini

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