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Ex Mercati Generali: in vista una nuova modifica al progetto

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Si pensa ad uno studentato per mantenere vantaggioso l’intervento

OSTIENSE – Negli ultimi mesi si è parlato spesso del quartiere Ostiense come luogo di innovazioni e riconversioni. È però l’intervento più importante dell’area a riportare l’attenzione sul quadrante: la riqualificazione degli ex Mercati Generali con il progetto dell’architetto olandese Klaus Koohlaas. La concessione, stipulata nel 2006, ha subito una modifica nella primavera del 2012 attraverso la delibera comunale n.68. Principale effetto di questa revisione è stata la diminuzione delle percentuali di cubatura destinata alla cultura e al tempo libero, a favore di quella indicata per il terziario. In questa modifica sono stati anche previsti degli oneri concessori per la Lamaro S.p.A. dei fratelli Toti, relativi alla sistemazione di via Negri e della viabilità di via Ostiense per il tratto antistante gli ex Mercati Generali. Queste modifiche avevano alimentato la polemica da parte del Municipio VIII, con l’allora Amministrazione Alemanno, accusata di aver svenduto il progetto della città dei Giovani. Nelle ultime settimane però la situazione degli ex Mercati Generali è tornata a muoversi, in primis con la conclusione dei lavori di realizzazione del nuovo centro anziani in via Negri. Le sale (in totale circa 400 mq) non sono state però ancora prese in carico da parte del Municipio, che attende della documentazione. Ma non sembra essere solo questa la novità, infatti si parla della possibilità di una nuova modifica alla convenzione, che andrebbe a rivedere gli equilibri sulle percentuali. Di questa nuova variazione proposta dal costruttore ha parlato, in Commissione Urbanistica al Municipio VIII, l’Architetto Luigi Caruso, del Dipartimento Urbanistica del Comune di Roma, che ha spiegato come una nuova modifica sia possibile grazie all’art. 4 della convenzione, che permette di rivedere il progetto per il riequilibrio economico e finanziario dell’intervento a causa di eventi sorti in corso d’opera. A portare ad una nuova richiesta di rivisitazione della convenzione sarebbe stata l’apertura, a poche centinaia di metri in linea d’aria, del megastore Eataly, che potrebbe assestare un duro colpo alla componente di ristorazione (dal 10% di cubature dell’ultima variante all’8%) in programma negli ex Mercati, anche in vista della realizzazione di un nuovo cavalcaferrovia pedonale (per il quale dovrebbero essere già stati stanziati dei fondi da Roma Capitale) che collegherebbe via Francesco Negri con via Girolamo Benzoni, a due passi dal gigante dell’eno-gastronomia. Inoltre a ridursi drasticamente, di circa 21 punti percentuali, potrebbero essere anche le aree destinate al terziario (dal 26% di cubature al 5%), che cederebbero circa 15.200 mc ad un nuovo progetto: uno studentato approssimativamente di 500 posti. Nell’area in cui dovrebbe sorgere, con cinque sedi dell’Università Roma Tre nell’arco di poche centinaia di metri, potrebbe rilevarsi una struttura di grande utilità. Le richieste che arrivano dall’Assessorato all’Urbanistica di Roma Capitale sarebbero però quelle di mantenere un costo calmierato per gli alloggi, anche per ridurre e combattere il mercato sommerso degli affitti in nero. Un aspetto questo che potrebbe inficiare il vantaggio economico dell’intervento per i privati. Le altre richieste portate avanti dall’Assessorato all’Urbanistica riguarderebbero la possibilità di mantenere le modifiche delle percentuali al di sotto della soglia oltre la quale ci sarebbe bisogno di coinvolgere il Consiglio Comunale, operazione che potrebbe allungare ulteriormente i tempi dell’opera. Altra condizione potrebbe riguardare l’art. 4 della convenzione, causa delle modifiche al progetto. L’idea sarebbe quella di bloccarne la validità nei tre anni di erogazione degli investimenti. Su questo tema c’è da ricordare anche l’interesse dell’Amministrazione Comunale a far sì che gli interventi siano validi e proficui. Infatti, se la gestione del nuovo polo sarà garantita ai privati per sessant’anni, all’indomani di questa scadenza l’intera struttura tornerà nelle mani di Roma Capitale, che la metterà a bilancio. La progettazione deve quindi mantenere l’occhio sul lungo periodo, senza dimenticare l’immediato interesse della cittadinanza e dei residenti che dal 2007 vivono con un enorme cantiere a ridosso delle abitazioni. L’altra richiesta dell’Assessorato comunale infatti riguarderebbe il crono-programma degli interventi, che dovrebbe presentare la contemporaneità nella realizzazione delle opere culturali e di quelle commerciali. Sulla possibilità di modifica al progetto abbiamo ascoltato il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci, che si è detto favorevole all’inserimento di uno studentato, pur mantenendo una posizione ferma nei confronti di ulteriori tagli alle percentuali di cubature culturali dell’opera: “Lo studentato è sicuramente un arricchimento del progetto, purché venga vincolato a degli standard sociali e magari gestito dall’AdiSU – l’Ente per il diritto agli Studi Universitari – o in convenzione”. Una opinione questa condivisa anche dal Capogruppo municipale del PdL (rettifica dal cartaceo), Andrea Baccarelli: “L’ipotesi ci trova favorevoli e siamo convinti che il cantiere vada concluso. Rappresenta una ferita aperta nel cuore della città da troppo tempo non rimarginata con la presenza di servizi importati – seguita il Capogruppo in relazione alle possibilità commerciali del quadrante – Eataly è un punto di eccellenza e non andrà a pagare le conseguenze dei nuovi locali. La modifica del territorio ha portato invece a rivedere la convenzione, più passa il tempo maggiori saranno le problematiche. Non si può pensare di effettuare modifiche ogni anno, ma serve anche il dialogo con il concessionario in reciproca collaborazione”. A non convincere la Presidenza del Municipio VIII è la contropartita richiesta dal costruttore per portare avanti questa modifica: “Non possiamo accettare nemmeno un punto percentuale sottratto alla Cultura – che nella proposta vedrebbe ridotte le cubature dal 27% al 21% – che ha già subito dei tagli. Rispetto agli altri adeguamenti è il Dipartimento che deve valutare l’equilibrio dell’intervento – aggiunge – Un punto in meno alla Cultura e ci sarà la mobilitazione dei cittadini”. In risposta a questa ipotesi il Consigliere municipale del PdL (rettifica dal cartaceo), Simone Foglio: “In questo modo si rischia di fare gli stessi errori della ex Fiera di Roma, una iniziativa così importante per il nostro territorio rischia per l’immobilismo della Giunta Catarci di veder rallentati i tempi di realizzazione. Bisogna mettere la parola fine alla riconversione, facendo ripartire l’attività economica del quadrante. Ridare dignità ad un luogo che era impresa e portava tanti posti di lavoro, per farlo tornare a rappresentare il cuore pulsante del lavoro nella nostra città”. Sono però i lati positivi dell’intervento a far ben sperare il Presidente Catarci nella riuscita delle trattative sulla modifica della convenzione: “Abbiamo richiesto all’Assessorato comunale di formalizzare la destinazione di 1500 mc alla nuova sede del Municipio – da sempre prospettata ma mai messa nero su bianco – Inoltre entro gennaio si conta di aprire il nuovo centro anziani in via Negri, seppur in un contesto ancora di cantiere – conclude Catarci – Anche questo è un segno significativo, la prima consegna alla collettività è un servizio pubblico, non un nuovo punto commerciale”. Sempre dall’opposizione ma dai banchi dei Consiglieri del M5S arriva però la critica nei confronti della variazione: “Chiamare un centro commerciale la Città dei Giovani è inappropriato – sottolinea il Capogruppo, Carlo Cafarotti – Inoltre portare la riduzione dei ricavi per via della crisi come elemento per attuare una nuova revisione è una forzatura, non si possono fare attualizzazioni di ricavi su di una gestione di sessant’anni con i dati della crisi di oggi”. Le trattative per la nuova modifica alla convenzione si potrebbero concludere nei prossimi mesi, saranno da valutare gli effetti che questa nuova riorganizzazione degli equilibri potrà portare. Solo al momento della formalizzazione sapremo se le richieste del Municipio VIII di non ridurre ulteriormente gli spazi culturali saranno o meno prese in considerazione.

Leonardo Mancini