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Ex Mercati: in attesa del progetto si blinda la convenzione per 6 anni

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Un nuovo incontro pubblico risponde ad alcune perplessità dei cittadini, ma spunta un luogo di culto

Tratto da Urlo n.125 maggio 2015

OSTIENSE – Un nuovo incontro con la cittadinanza apre, idealmente, le porte degli ex Mercati Generali. Presso la “Casa della Città”, l’Assessorato all’Urbanistica di Roma Capitale ha infatti presentato il progetto di riqualificazione dell’area. Dopo la Conferenza di Servizi del 27 gennaio scorso e l’approvazione preliminare in Giunta, si aspettano ora gli ultimi step per arrivare ad un progetto definitivo entro il prossimo giugno. Si attende quindi una progettazione sulla base della delibera della Giunta, che dovrà passare per la Conferenza dii Servizi e poi nuovamente in Campidoglio con uno schema di convenzione e con gli obblighi dell’Amministrazione e del privato.

Intanto durante l’incontro del 27 aprile scorso l’Assessore capitolino Giovanni Caudo ha ripercorso gli elementi principali del progetto che i cittadini di Ostiense aspettano ormai da più di dieci anni, rispondendo anche alle molte critiche e perplessità avanzate in questi mesi. Intanto resta salda l’edificazione di uno studentato, in un edificio di nuova costruzione che affaccerà sull’imbocco del ponte Spizzichino. Le stanze in affitto per gli studenti avranno dei prezzi agevolati, fuori quindi da quelli di mercato presenti in zona, e saranno in convenzione con Roma Tre. “Una funzione inserita senza sottrarre cultura e servizi – afferma il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci – sulla quale abbiamo fatto barriera assieme all’Assessorato”. Si è parlato poi di uno dei temi più cari ai cittadini del quadrante: l’assenza di parcheggi. A quanto affermato durante l’incontro, con il termine dei lavori dovrebbero essere disponibili circa 3500 mq di parcheggi su strisce blu, che potranno essere convenzionate per i residenti. Inoltre si punta a razionalizzare il traffico veicolare dell’area, intervenendo sugli impianti semaforici e sugli incroci, lavori, ha sottolineato Caudo, che saranno interamente a carico del privato. Inoltre si punta all’integrazione di questi nuovi spazi con il resto del quadrante. Non una “cittadella” chiusa in se stessa, bensì uno spazio aperto, h24, che divenga una risorsa per il pubblico, controllato e sicuro con la presenza di telecamere. “Speriamo che al suo interno si trasferisca parte della movida che tartassa il territorio – seguita il minisindaco – e che si valorizzino le aree senza aggiungere caos e che ci sia spazio per la vivacità culturale della zona”. Poi un elemento tecnico, cioè la sospensione, già annunciata, dell’articolo della convenzione che permette ulteriori rimodulazioni dell’intervento. Unica novità in questo frangente è che la sospensione sarebbe assicurata per soli 6 anni dalla presentazione del progetto definitivo: “In modo da dare la possibilità al privato di realizzare l’intervento, aprire le attività e sperimentare le funzioni da lui stesso individuate come sostenibili, senza poter chiedere all’Amministrazione di poter rimodulare le funzioni: il motivo per cui è passato tutto questo tempo – ci spiega Caudo al margine dell’incontro – Dopo i sei anni si ritorna alla possibilità prevista dalla convinzione – aggiunge – Ma non dimentichiamoci che essa prevede una quantità di metrature culturali che non possono essere messe in discussione”. Una possibilità che se da un lato assicurerebbe l’inizio rapido dei lavori, dall’altro mantiene la possibilità di una nuova rimodulazione in tempi relativamente brevi. Soprattutto sulla metratura relativa all’ambito culturale, per la quale però Caudo ha assicurato circa 1500 mq con diritto di prelazione per soggetti individuati dall’Amministrazione. Nelle prossime settimane gli uffici di “Citta Storica” dovrebbero inoltre trovare posto all’interno degli edifici perimetrali in prossimità del ponte. Luoghi per i quali il Comune non pagherà affitto e che, qualora gli uffici del Comune trovassero uno spazio unitario – ad esempio nel progetto di Campidoglio 2 – potranno essere occupati da una parte degli uffici municipali. “Sarebbe importante per il futuro portare la sede del Municipio in quest’area – afferma la Consigliera Pd e Presidente della Commissione Urbanistica, Antonella Melito – Questo creerebbe una nuova centralità e faciliterebbe l’idea di non fare del nuovo complesso un mix di uffici e negozi come banalmente succede in tante area a sud di Roma”. Per tutto questo Caudo è sicuro: “Serviranno 30 mesi dal momento dell’approvazione del progetto esecutivo. O si termina oppure prenderemo atto che il concessionario non ha più interesse di portare l’opera a compimento – aggiunge – Per l’Amministrazione l’obiettivo è riqualificare”.

Ma intanto sul progetto inizia a trapelare una notizia che necessiterà di maggiore approfondimento da parte della politica municipale e capitolina, prima ancora che si arrivi all’approvazione del progetto. In seguito ad un sopralluogo nel cantiere del 10 aprile, è la Consigliera municipale Pd, Alessandra Aluigi, ad esprimere alcune perplessità sull’intervento. “Abbiamo visionato il cantiere e rispetto alla scorsa estate non abbiamo avuto contezza di notevoli avanzamenti, in più abbiamo avuto notizia della predisposizione – ancora sulla carta – di un edificio di culto sul lato del Ponte Spizzichino. Su questo non abbiamo ancora informazioni definite – aggiunge la Consigliera – Sarà la Commissione e il Municipio ad approfondire la vicenda”. Aluigi parla poi delle molte richieste avanzate dai cittadini del quartiere in questi mesi: “Tendevano ad altro, molte sono state accolte come per i parcheggi, ma questa è una novità. Rimane la ferita di Ostiense che è la mancanza di una scuola che speravamo potesse trovare spazio nei Mercati, di questo ci spiace”. Molto più radicale la posizione del neo Consigliere per la Lega dei Popoli con Salvini in Municipio VIII, Andrea Baccarelli, che sulla questione del luogo di culto ha già chiesto chiarimenti in Commissione: “Siamo ottimisti e speriamo che i tempi proposti siano rispettati, ma nutriamo dei dubbi su questo luogo di culto. Lo diciamo da subito: no a Moschee nei nostri territori. Evitiamo che su questo Municipio, dopo le coppie di fatto e il testamento biologico, si continui a cancellare l’identità dei nostri quartieri – conclude Baccarelli – Se non avremo garanzie in breve tempo saremo pronti a fare le barricate”. L’attesa ora è tutta per il progetto definitivo che, oltre a fare chiarezza su molti aspetti dell’opera, farà partire il conto alla rovescia sui 30 mesi per la realizzazione.

Leonardo Mancini

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