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FdI Municipio VIII: continua lo scontro con la Presidenza

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montezemolo

Dopo due interrogazioni sul decoro è la volta dei termosifoni della scuola Montezemolo

IL GUASTO – ai termosifoni della scuola di via Andrea di Bonaiuto è stato annunciato con una nota congiunta del 27 novembre degli esponenti di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo, portavoce costituente romana e Glauco Rosati, capogruppo in VIII Municipio di Roma: “Gli studenti del plesso centrale della scuola media Montezemolo per il secondo giorno di fila, in coincidenza con il grande freddo di questi giorni, hanno dovuto assistere alle lezioni senza il riscaldamento a causa di un guasto del sistema idrico – spiega la nota – Nonostante la richiesta urgente di intervento municipale da parte del Preside della scuola, oggi non si è presentato nessuno a riparare il guasto – proseguono chiedendo il ripristino dell’impianto – Il sindaco di Roma Ignazio Marino e il presidente dell’VIII Municipio di Roma Andrea Catarci intervengano immediatamente per ripristinare le minime condizioni di praticabilità prima che la particolare condizione di questi giorni possa causare rischi per la salute dei ragazzi e del personale”.

LA REPLICA – del Presidente Catarci non si è fatta attendere, definendo ‘bugie’ i fatti presentati dai due esponenti di FdI: “Sulla scuola media Montezemolo le sparano grosse. Oltre al fatto che il Municipio Roma VIII non è stato mai interpellato sul guasto dei termosifoni, visto che la competenza, come noto, è degli Uffici centrali dell’Amministrazione, l’impianto di riscaldamento risulta non funzionante da quest’oggi e non da due giorni come riportato dai rappresentanti di FdI – seguita il Presidente Andrea Catarci – Il Municipio Roma VIII si è già fatto portatore dell’istanza della scuola prendendo contatto con il Dipartimento dei Lavori Pubblici preposto alla manutenzione dell’impiantistica all’interno delle scuole, per riparare al più presto il danno ed evitare che i ragazzi e gli operatori della scuola rimangano al freddo nei prossimi giorni – concludo – Agli illustri membri della compagine di destra per il futuro suggeriamo di accertarsi prima sui fatti per poi poter parlare correttamente di responsabilità”.

LE INTERROGAZIONI – Nelle scorse settimane il Capogruppo Rosati ha invece presentato al Presidente Catarci due interrogazioni riguardanti situazioni di disagio e mancanza di decoro in due differenti quadranti del Municipio VIII. La prima sulla ‘Sicurezza e il degrado ambientale’ in piazza Giovanni da Verrazzano alla Garbatella, nella quale il Consigliere lamentava la presenza di un bivacco all’interno dell’area verde completamente abbandonata all’incuria. A questa prima interrogazione il Presidente Catarci ha risposto mettendo tutte le autorità competenti a conoscenza dei fatti e degli episodi portati all’attenzione dell’Amministrazione dal Consigliere Rosati: “Se ci si attiva facendo le giuste segnalazioni e l’Amministrazione Municipale ascolta, allora si possono risolvere i problemi – dichiara Rosati – a piazza Giovanni da Verrazzano è stato interessato il servizio giardini per ripristinare il decoro e, al contempo, si è cercato di scongiurare il fenomeno del bivacco”. Ma è la seconda interrogazione a far indignare il Consigliere di FdI: “Abbiamo chiesto conto al Presidente Catarci di un campo nomadi abusivo situato all’incrocio di via Laurentina con la Cristoforo Colombo. Su questa vicenda – seguita Rosati – abbiamo ricevuto moltissime segnalazioni da parte dei residenti e volevamo comprendere quali fossero le azioni intraprese dal Municipio per far cessare questo fenomeno”. La risposta all’interrogazione si basa però sul fatto che l’area in questione non ricade all’interno dei confini del Municipio VIII, interessando formalmente il territorio del confinante Municipio IX: “Questo problema non può essere affrontato in questo modo, le abitazioni più vicine al campo abusivo sono all’interno del nostro territorio municipale, e sono i nostri cittadini a chiedere che si arrivi ad una soluzione – conclude Rosati – non ci si può nascondere dietro un dito e dietro una linea di confine, i problemi vanno risolti”.

Leonardo Mancini

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