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Fosso delle Tre Fontane: dopo il dissequestro parte il ripristino dell’area

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Il Municipio VIII sta procedendo in danno al ripristino dell’alveo. Catarci: “Ripristinare la vegetazione e ricostruire il luogo come era originariamente”

IL DISSEQUESTRO DEL FOSSO – Sono partiti questa mattina all’alba, sotto la pioggia scrosciante, i lavori di ripristino del Fosso delle Tre Fontane. Come molti ricorderanno l’area interna al cantiere per l’edificazione del nuovo quartiere I-60 era stata sequestrata dal Corpo Forestale dello Stato il 25 luglio scorso. “Il dissequestro dell’area per permettere il ripristino del Fosso è stato notificato il 3 novembre – ci spiega Andrea Catarci, Presidente del Municipio VIII – avendo ottenuto dalla Procura l’autorizzazione ad intervenire nell’area già sequestrata, stiamo procedendo in danno con una nostra impresa per il ripristino dell’alveo del Fosso. Oggi ci è stato attivato un cantiere del Municipio per 90 giorni con l’obiettivo di fare riqualificazione ambientale”. 

L’AZIONE DI RIPRISTINO – “Le ruspe sono al lavoro per ripristinare ciò che illecitamente era stato interrato – aggiungono il Presidente Catarci e l’Assessore all’Urbanistica del Municipio Roma VIII, Massimo Miglio – Già dai primi colpi di benna è riemerso l’alveo del Fosso nella sua naturale consistenza. Si procederà, inoltre, a ripristinare la vegetazione preesistente e a ricostruire il luogo come era originariamente prima dell’inizio degli interventi del consorzio Grottaperfetta”. È soddisfatto il presidente Catarci, che tiene a sottolineare la natura di ripristino ambientale dell’operazione: “Una volta di più viene confermata la tesi del Municipio e l’azione di denuncia e di tutela ambientale svolta fino ad ora. Già dopo poche ore di lavoro – racconta il Presidente – l’alveo inizia ad essere nuovamente visibile, mentre si fa piazza pulita di tutte le chiacchiere fatte fino ad ora sull’esistenza o meno del Fosso”. 

IL PROGETTO DELL’I-60 – I Lavori quindi dureranno 90 giorni, durante i quali si procederà a ripristinare il Fosso, ma l’idea del Municipio continua ad essere quella di incidere notevolmente sulle cubature dell’I-60: “Questo – sottolinea Catarci – è un’ulteriore passaggio che sottolinea la necessità di prevedere il Fosso e la sua tutela, con i 150 metri di rispetto e la rivisitazione drastica generale di tutto il progetto, con una drastica riduzione delle cubature previste rispetto ai 400.000mc originariamente indicati”. 

LE REAZIONI – Anche il Coordinamento Stop I-60, presente all’apertura del Cantiere, ha subito espresso tutta la sua soddisfazione per l’intervento diretto del Municipio VIII: “Vediamo realizzato quello che credevamo fosse un obiettivo irraggiungibile – dichiara la portavoce del Coordinamento, Giuseppina Granito – Si sta ristabilendo la legalità, tutelando l’ambiente e impedendo operazioni di cui la città di Roma ha molti esempi poco edificanti”. L’esempio della Granito è riferito alle edificazioni di Talenti: “Dove il costruttore aveva promesso, a compensazione delle edificazioni, un grande Parco che non si è realizzato – seguita la portavoce – A via Ballarin invece, grazie alla tenacia dei cittadini, all’impegno del Municipio e del Corpo Forestale, si sta scongiurato questo evento”. Anche dal Coordinamento si stanno mettendo in campo tutte le azioni utili ad ottenere una revisione del progetto: “Nonostante il nubifragio e l’orario erano presenti tanti cittadini. Con una piccola assemblea abbiamo concordato di scrivere al Comune per chiedere la revisione del progetto perché adesso sono saltati tutti gli standard originari”. Anche il M5S Capitolino ha salutato con favore l’inizio dei lavori di ripristino del Fosso: “Il sequestro del luglio 2014 è stato un successo soprattutto dei Comitati e delle Associazioni che hanno compreso quanto i portavoce del Movimento 5 stelle cerchino febbrilmente di portare nelle Istituzioni la voce di tutti coloro che mai sono stati ascoltati, per il bene comune – seguita la nota – Oggi alcuni attivisti insieme ai consiglieri Valentina Vivarelli, Carlo Cafarotti e Daniele Frongia, si sono recati presso il cantiere del fosso delle Tre Fontane al fianco dei Comitati e delle Associazioni per seguire e documentare i lavori intrapresi per la sua messa in sicurezza e sul quale insiste un vincolo paesaggistico”

PERICOLI IDROGEOLOGICI – In una giornata in cui la Capitale cera di tenersi a galla nelle piogge torrenziali delle ultime ore, il pensiero non può che andare all’importanza di mantenere attivi i fossi e i canali per il naturale defluire delle acque piovane: “Il Municipio – concludono Catarci e Miglio – ha sempre sostenuto che la tutela ambientale e il rispetto dell’assetto idrogeologico dell’area sono condizioni essenziali e non possono prevalere altre logiche come la dissennata idea di edificare sopra il Fosso. Questi sono argomenti quanto mai di attualità ed importanti, visti i cambiamenti climatici che stiamo vivendo e l’allerta per le perturbazioni abbondanti che si stanno abbattendo su Roma come sul resto della nazione”. 

Leonardo Mancini

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