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Garbatella: ancora in bilico il destino del mercato

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Farmer market 138

Il rischio chiusura del Farmer’s Market e i problemi sull’adeguamento antincendio pesano sul futuro del mercato di via Passino

Tratto da Urlo n.138 settembre 2016

GARBATELLA – È dall’aprile del 2013 che il mercato di via Passino è tornato a vivere, anche se solo per due giorni a settimana. Il sabato e la domenica infatti la splendida struttura, progettata dal Comune di Roma nel dopoguerra per sostituire il mercato rionale all’aperto e inaugurata nel luglio del 1952, viene animata dai produttori a Km0 del Farmer’s Market, spostati in questa struttura da Testaccio. Ma il mercato di via Passino era rimasto chiuso per oltre dieci anni, in attesa di una profonda ristrutturazione (costata più di 2,5 milioni di euro), partita nel 2002 con lo spostamento degli operatori storici, delocalizzati “provvisoriamente” in via Santa Galla e, ad oggi, mai rientrati.

Dopo tre anni di attività, il 24 giugno scorso gli operatori del Farmer’s hanno ricevuto una lettera del Dipartimento Sviluppo economico del Comune di Roma che sottolinea l’assenza della certificazione antincendi per la struttura e la necessità di interventi per circa 200mila euro. A mettere a rischio la prosecuzione di questa esperienza è anche la revoca della concessione per l’affidamento in gestione del Farmer’s Market alla Cooperativa Metro Service, alla quale sono stati contestati inadempimenti contrattuali, e sulla quale è stato presentato un ricorso al Tar l’11 luglio.

Nelle ultime settimane, quindi, nelle Commissioni municipali è stata dibattuta una proposta di Risoluzione presenta dai Consiglieri d’opposizione Amedeo Ciaccheri e Andrea Catarci, sottoscritta anche dalla Consigliera Pd, Anna Rita Marocchi. Nel testo, che dopo il parere della Giunta dovrebbe essere discusso in Aula, viene richiesto che “il Farmer’s Market prosegua regolarmente e senza interruzioni, garantendo un servizio essenziale per la cittadinanza e l’attività lavorativa dei 23 operatori commerciali e dei loro dipendenti”. E ancora “che nel periodo dei lavori si disponga l’adozione di misure finalizzate a garantire comunque l’apertura, predisponendo chiusure solo parziali evitando il blocco totale della struttura”. Inoltre viene richiesto di portare a 55 gli operatori, come previsto dalla Convenzione, e che si proceda ad individuare nuove progettualità da inserire nella struttura di via Passino per “restituirla alla collettività anche negli altri giorni e non solo nel fine settimana”. Le motivazioni alla base di queste richieste ci sono state spiegate dal Consigliere, ex Presidente municipale, Andrea Catarci: “Bisogna tenere insieme la volontà dei cittadini di utilizzare quel luogo, che dopo tutti questi anni non può essere ancora una volta chiuso, con il diritto al lavoro di quelle aziende agricole che sono diventate un punto di riferimento”. Per Catarci il problema della normativa antincendio non dovrebbe comunque mettere a rischio la prosecuzione delle attività di mercato: “È stato aperto e nessuno ha sollevato problemi, a mio avviso non ci sono criticità sull’antincendio, ma questo è da verificare. Se anche ci fossero, 200mila euro su una struttura del genere non sono nulla. Si trovino i soldi e si mettano a bilancio, lavorando e aprendo la struttura una metà alla volta come fatto altrove, per non bloccare il servizio e senza gettare nella disperazione gli operatori”.

Per il M5S il mancato adeguamento alle normative antincendio potrebbe avere radici più profonde. È il Presidente della Commissione Lavori Pubblici, Giuseppe Morazzano, a parlare della possibilità che tali lavori fossero già inseriti all’interno di quelli ultimati nel 2011, ma che non siano mai stati eseguiti: “Ci chiediamo se nei lavori fatti per ristrutturare non fossero compresi anche quelli per l’adeguamento antincendio. I capitolati dei lavori non li troviamo, continueremo a verificare”. La volontà di mettere mano alle carte e verificare l’iter amministrativo su questa struttura è confermato anche dalla Presidenza: “Sono sbalordito dal fatto che le attività obbligatorie per legge non siano state portate a termine a suo tempo nonostante tutti soldi spesi – afferma il Presidente del Municipio VIII, Paolo Pace – Adesso vogliamo capire chi doveva controllare e perché non lo ha fatto”. Dalla Presidenza arriva comunque chiara la volontà di preservare e continuare l’esperienza del Farmer’s Market: “Abbiamo l’interesse che continui nel tempo e, se non ci riuscissimo in quella sede perché si devono portare a termine i lavori, anche se stiamo cercando di capire con i tecnici se potranno essere svolti in contemporanea, dovremo trovare un luogo d’appoggio per dare continuità”. Una delle proposte avanzate in Commissione Commercio riguarda l’Istituto Agrario Garibaldi nella zona di Roma 70-Vigna Murata. In ogni caso, come spiegato da Marco Salietti, (M5S) Presidente della Commissione Commercio, lo spostamento dovrà essere comunque una soluzione del tutto temporanea: “Fermo restando l’obiettivo condiviso di mantenere in vita l’attività del Farmer’s Market, ci potremmo impegnare per sollecitare l’amministrazione Capitolina all’adeguamento. Nel contempo, se possibile, trovare un luogo alternativo realmente provvisorio, non come successe per Santa Galla”. Sempre Salietti ricorda come il mercato di via Passino sia un elemento centrale nel programma di governo del M5S: “La struttura per noi è una priorità, anche con un ripensamento dell’utilizzo, ospitando una commistione di servizi utili alla cittadinanza”.

L’altra faccia di questa vicenda è il mercato in sede provvisoria e impropria di Santa Galla, la traversa di Circonvallazione Ostiense, dove tutt’ora ci sono gli operatori usciti dal mercato di via Passino nel 2002. La stretta connessione con la struttura originale e con gli interventi da mettere in opera sul mercato è stata richiamata dal Consigliere di FI, Maurizio Buonincontro, che considera inscindibili le questioni: “È giusto garantire continuità alla struttura, evitando il rischio che si svuoti, ma allo stesso tempo c’è anche un’emergenza che va affrontata. Si deve lavorare anche sulla vicenda degli operatori di Santa Galla, non solo per quelli del Farmer’s: non possiamo dimenticare che il destino della struttura di Passino è comunque legato a quello degli operatori originali”. Posizione condivisa e sottolineata anche dalla Consigliera Pd, Anna Rita Marocchi: “È importante prendere una posizione nel dire che il mercato continuerà ad esistere, ma bisogna anche affermare che gli operatori originali dovranno tornare”. E per superare le difficoltà che potrebbero sorgere tra due esperienze mercatali totalmente diverse, la Consigliera Marocchi parla di un percorso già iniziato nella passata Amministrazione volto alla realizzazione di “un mercato di terza generazione dove possano convivere tutte queste differenti realtà assieme a nuovi servizi per i cittadini”.

Nelle prossime settimane il dibattito rimasto nelle commissioni potrebbe arrivare in aula. In ogni caso lo stanziamento dei fondi per l’eventuale adeguamento antincendio potrebbe arrivare solo tra qualche mese. Se poi questi interventi non si potessero realizzare in contemporanea con l’attività del mercato, la ricerca di una soluzione alternativa diventerà più urgente. Il rischio è quello che i tempi si allunghino notevolmente, lasciando ancora una volta un’attività mercatale proveniente da via Passino in sede provvisoria e impropria.

Leonardo Mancini