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Garbatella: dagli ex Bagni Pubblici spuntano i mosaici

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Cronaca del sopralluogo nell’edificio che ospiterà Mobydick la biblioteca che verrà

LA SCOPERTA – È come togliere un velo. Come quando per far luce in una casa chiusa da tempo si tirano con forza le pesanti tende impolverate. La luce entra nella stanza smascherando la polvere, che silenziosa danza nell’aria. Si scopre e si riporta alla luce un pensiero, un’opera, oppure, come in questo caso una storia. Fatta di persone, di lotta, di povertà, ricchezza e di tanto orgoglio. Nella mattina di sabato 21 febbraio siamo tornati a visitare i locali degli ex Bagni Pubblici della Garbatella in via Ferrati, l’ex Mobilificio Proietti come ricorderanno in molti, oppure Mobydick la biblioteca che verrà.

bagni3IL SOPRALLUOGO – L’ultima volta che eravamo entrati nell’edificio era in occasione delle riunioni del processo partecipativo che ne avrebbe deciso il futuro. Quello che vedevamo nella grande sala erano le vestigia di una magnifica struttura, impensabile che fosse stata concepita per i bagni pubblici, ma svilita da decenni di utilizzo commerciale. Intercapedini, controsoffitti, soppalchi e una costante moquette grigiolina che aveva sicuramente la funzione di far risaltare la merce in vendita, ma che minimizzava le spendite colonne e i soffitti a volta. Poi arriva questa mattina. L’incontro con i cittadini che su questo pezzo di città hanno progettato, discusso e lavorato moltissimo, pronti ad entrare per guardare come proseguono i lavori.

bagni6LA MERAVIGLIA – Lo spettacolo non può che essere descritto come una scoperta. Il velo da sollevare in questo caso era proprio quella grigiolina e insignificante moquette. Immediata la reazione di tutte le persone che sono entrate nell’edificio: gli occhi che vagano sugli spazi, sulle colonne, fino a posarsi sul pavimento, senza riuscire più a sollevare lo sguardo. Una pavimentazione tanto bella da essere addirittura firmata. ‘Pavimenti L. Rimassa’, che sia il nome di un marmista oppure quello di una ditta è cosa che accerteremo al più presto, mentre non c’è nessun dubbio nel leggere le frasi del mosaico attorno al vecchio lucernario dei bagni. “Laudato si mi Signore per sora acqua la quale è molto humile et prestigiosa et casta”, i versi di San Francesco campeggiano nello spazio centrale dell’edificio. Poco lontano un altro mosaico recante l’indicazione, crediamo, dell’VIII anno dell’era fascista, con quattro pesci a contorno.

bagni4LA STORIA – un edifico del secolo scorso, quando le case popolari venivano tirate su senza nemmeno i servizi igienici. Si era tornati a parlare degli ex Bagni Pubblici nel mese di novembre del 2013, quando il Municipio VIII aveva approvato una mozione che puntava alla valorizzazione della struttura per sottrarla ad una possibile speculazione immobiliare da parte dell’ATER. L’ex Mobilificio è stato poi al centro dell’attenzione con l’occupazione del 24 gennaio 2014, da parte degli attivisti del gruppo PlayLab, per richiedere la realizzazione di una biblioteca pubblica. Questa vicenda ha provocato non poche polemiche anche all’interno della maggioranza municipale fino alla spaccatura tra Sel e Pd. La ricomposizione si consuma in pochi giorni, a seguito anche della firma di un protocollo tra il Municipio VIII, LazioDisu e l’Ater, per la ristrutturazione dell’immobile al costo di un milione di euro a carico di LazioDisu. Da quel momento si è cercato di dare spazio alle richieste e alla progettazione dei cittadini attraverso ‘La fiera delle idee’, un processo di partecipativo con ben 177 partecipanti. Una serie di riunioni che hanno portato all’identificazione di funzioni orientate all’identità e la storia del territorio, per la realizzazione di un Archivio storico dei Quartieri e di un Centro multimediale.

bagni2I LAVORI PER L’APERTURA – Al momento in cui scriviamo i lavori per rendere finalmente fruibile questo spazio stanno proseguendo, anche se non troppo speditamente. I problemi nella rimozione di due soppalchi, regolarmente accatastati, nonché le difficoltà di comunicazioni tra enti molto diversi tra loro, stanno facendo rallentare gli interventi. La speranza è che si possa aprire questo spazio all’inizio del prossimo anno accademico, tra settembre e ottobre 2015, per poi lavorare alla fruizione degli spazi da parte dei cittadini. La sala centrale sarà infatti adibita a centro polifunzionale, mentre in una delle due ali dell’edificio verrà organizzata la biblioteca gestita da Roma tre. Per il piano inferiore dei Bagni la ristrutturazione sembra però essere molto lontana. Evidenti problemi tecnici potrebbero rallentare di molto l’apertura degli spazi, oltre a rendere l’intervento non sostenibile dal punto di vista economico. L’idea è quindi quella di procedere un passo alla volta: aprire la biblioteca e il centro polifunzionale il prossimo settembre, lavorare per l’inclusione delle proposte della cittadinanza provenienti dal processo partecipativo e poi, in un secondo momento, puntare all’apertura del piano inferiore.

Leonardo Mancini