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Garbatella: il Comune cancella la storica scritta ‘Vota Garibaldi’

Cancellato un pezzo di storia che resisteva dal 1948, tutta l'indignazione di cittadini e Municipio

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GARBATELLA – Alcuni anni fa un bambino passeggiava con suo nonno, ma ad un certo punto la camminata si interrompe e gli viene raccontata una storia. Parole semplici che oggi parlano di democrazia e di sacrificio, ma che allora, nella mente di un bambino, ricordavano solo un uomo con la barba e la camicia rossa. Questo è uno dei tanti ricordi legati a questa scritta che intere generazioni di residenti potrebbero raccontare. ‘Vota Garibaldi’ ha resistito dal 1948 fino ad oggi, costituendo un segno indelebile nella memoria dei cittadini del quartiere. Fino ad oggi, perchè la storica scritta di via Basilio Brollo che invitava a votare il Fronte Popolare è stata cancellata.

LA RIMOZIONE – Quest’azione senza memoria che ha portato alla rimozione del testo ‘Vota Garibaldi Lista N1’, non è stata però perpetuata da vandali qualsiasi, bensì dalle squadre del decoro urbano del dipartimento SIMU di Roma Capitale. Un quadrato di vernice a coprire la scritta, mentre a pochi centimetri, intonsa, la targa che commemora la vicenda. Un atto grave stigmatizzato dai cittadini della zona e dalla politica locale, che non mancherà di avere ripercussioni anche a livelli più alti. “Bastava farsi venire il dubbio e leggere la targa”, commenta un passante. Le immagini riportate in questo articolo ci sono state inviate da un cittadino della zona e attivista della Lega, Gerardo Cesarelli, che ha sottolineato il rammarico per quanto accaduto ad un pezzo di storia di questo quadrante. Un sentimento comune a molti dei residenti e commercianti, sconvolti per la cancellazione della scritta: “è come se una vecchia amica non ci fosse più”, ci dice una residente.

LA DENUNCIA DEL MUNICIPIO – “Per noi il Centenario di Garbatella può essere l’occasione di rilancio di un pezzo di città – commenta l’assessore municipale alla Cultura, Claudio Marotta – La giunta Raggi di tutta risposta tiene chiusa via delle Sette Chiese de 4 mesi, ha chiuso il ponte di Via Giulio Rocco da oltre due anni, lascia il quartiere pieno di immondizia ed ora cancella anche l’identità del quartiere”. Anche il minisindaco Amedeo Ciaccheri ha condannato quanto avvenuto: “Il nostro impegno quotidiano è cercare di restituire cura e attenzione al territorio in contro tendenza a una città in abbandono. E invece il Campidoglio non da risposte su emergenze che si prorogano nel tempo e gestisce in maniera folle i suoi uffici. Oggi il Campidoglio – seguita il Presidente – apre una ferita nel cuore della nostra comunità e dovrà risponderne politicamente per il danno e per l’urgenza del ripristino e del restauro immediato che come Municipio stiamo richiedendo da subito”.

IL RESTAURO – La scritta negli anni ha anche subito un restauro (luglio 2004), è il vice presidente della Regione Lazio, nonché ex presidente del Municipio VIII (allora XI), Massimiliano Smeriglio, a ricordarlo: “Una scritta che avevo fatto restaurare da Presidente di Municipio e che questa mattina il Comune ha fatto cancellare. Sono furibondo – scrive su Facebook Smeriglio – Una città è fatta di storie, di tracce, di segni del passato. Chi non sa riconoscere l’identità di un luogo non può governarlo. Non ci arrendiamo alla superficialità di chi non sa vedere e apprezzare la storia popolare di Roma. Faremo di tutto per ripristinare quella testimonianza. Lo dobbiamo ai nostri nonni, che con tanta passione si sono impegnati per la loro comunità”.

IL RIPRISTINO – Perdere un pezzo importante della nostra storia è sempre tragico. Quando questo avviene per l’incedere del tempo, o per una manutenzione manchevole l’indignazione è giusta e normale, ma quando avviene in questo modo la ferita che resta è molto più profonda. Naturalmente dal Municipio VIII e dalle realtà associative del quartiere c’è la volontà di ripristinare al più presto la scritta. L’appello e la speranza è che nessun cittadino, anche se mosso da buone intenzioni, si improvvisi ‘artista’. Il pericolo, ci spiegano, è quello di danneggiarla ulteriormente.

Leonardo Mancini


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