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Garbatella: poche certezze sul futuro del Mercato di via Passino

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Potrebbe chiudere per dei lavori di adeguamento, bloccando l’esperienza del Farmer’s e le possibilità di rientro dei vecchi operatori

GLI ULTIMI SVILUPPI – Nei mesi scorsi avevamo già ripreso la vicenda del Mercato coperto di via Passino alla Garbatella. L’occasione era stata la discussione all’interno delle commissioni del Municipio VIII di una proposta di Risoluzione presenta dai Consiglieri d’opposizione Amedeo Ciaccheri e Andrea Catarci, sottoscritta anche dalla Consigliera Pd, Anna Rita Marocchi. Nel testo veniva richiesto che “il Farmer’s Market prosegua regolarmente e senza interruzioni, garantendo un servizio essenziale per la cittadinanza e l’attività lavorativa dei 23 operatori commerciali e dei loro dipendenti”. Questo documento si era reso necessario dopo la lettera del Dipartimento Sviluppo economico del Comune di Roma del 24 giugno scorso nella quale veniva sottolineata l’assenza della certificazione antincendi per la struttura e la necessità di interventi per circa 200mila euro. Nello stesso periodo poi, veniva anche revocata la concessione per l’affidamento in gestione del Farmer’s Market alla Cooperativa Metro Service, alla quale sono stati contestati inadempimenti contrattuali, e sulla quale è stato presentato un ricorso al Tar l’11 luglio.

LA STORIA DEL MERCATO – È dall’aprile del 2013 che il mercato di via Passino è tornato a vivere, anche se solo per due giorni a settimana. Il sabato e la domenica infatti la splendida struttura, progettata dal Comune di Roma nel dopoguerra per sostituire il mercato rionale all’aperto e inaugurata nel luglio del 1952, è diventata sede del Farmer’s Market dopo lo spostamento degli operatori da Testaccio. Ma per la Presidenza del Municipio VIII, quella del Mercato di via Passino è “una storia sbagliata” e ancora un “furto alla collettività e spreco di denaro pubblico”. In questo modo dalla Presidenza raccontano la storia del mercato: “È il 2002. Gli storici operatori del Mercato della Garbatella vengono spostati nella sede provvisoria di via di Santa Galla perché è assolutamente necessario adeguare la struttura alle normative igienico sanitarie. ‘Solo per 18 mesi’, è la promessa. Il Comune di Roma però impiega quattro anni solo per bandire la gara d’appalto. I mesi sono già 48 quando il 12 aprile del 2006 l’impresa Cos.ed.it s.r.l. si aggiudica la gara da quasi un milione e mezzo di Euro, e il 29 settembre viene consegnato ufficialmente il cantiere. Che chiude tre mesi dopo”. La storia prosegue, quando nel dicembre dello stesso anno si scopre che “è necessario adeguare l’edificio alle norme antisismiche vigenti della Regione Lazio – spiegano dal Municipio – Cinque anni e tre perizie di variante dopo, con una spesa raddoppiata, l’Atto Unico di Collaudo redatto e firmato il 16 dicembre 2011 chiude ufficialmente i lavori. Senza che sia stata certificata la conformità della struttura alla normativa in materia di sicurezza e prevenzione incendi”. Nonostante nell’aprile del 2013 “in violazione delle norme, i locali ristrutturati vengono dati in concessione alla cooperativa Metro Service snc che li usa per allestire il “Mercato dei Contadini” (o Farmer’s Market)”. Società che, a quanto riportato dal Municipio, “dimentica di pagare i canoni d’affitto previsti nella concessione nonostante ripetuti solleciti, ma non interrompe l’attività. Fino all’11 novembre di quest’anno, quando la Direttrice del Dipartimento Sviluppo Economico Attività Produttive e Agricoltura del Comune di Roma, Silvana Sari, ne decreta la chiusura per ragioni di sicurezza connesse alla prevenzione incendi”.

MANCANO PERIZIE E DOCUMENTAZIONE – Il M5S in Municipio VIII in questi mesi ha però voluto approfondire ulteriormente la vicenda, scoprendo “che non esistono tracce di pareri o collaudi della ASL e dei Vigili del Fuoco, che non esistono tracce delle perizie e delle relative documentazioni fotografiche presso l’Ufficio del Patrimonio e, sorpresa massima, che l’intero edificio per l’Ufficio del Catasto non esiste – concludono dalla Presidenza – Una storia sbagliata, che ha portato alla quasi estinzione degli storici operatori del Mercato della Garbatella, ancora oggi nella sede di via di Santa Galla, poiché non esiste nulla di più definitivo del provvisorio. Dei 65 operatori iniziali ne sono rimasti solo 35. E via Passino echeggia di silenzio tranne che nei fine settimana. E il Quartiere perde un altro pezzo di storia, un altro pezzo di vita”.

SE NECESSARIO SI PASSI ALLE DENUNCE – Nonostante la lunga descrizione dei fatti che hanno portato alla situazione attuale, dall’opposizione la richiesta che si solleva è quella di non limitarsi all’enunciazione dei passaggi amministrativi ma, se si profilano dei reati, di passare alle denunce. È il consigliere d’opposizione Andrea Catarci a prendere la parola: “A questi fenomeni penta-stellati chiediamo di essere conseguenti: denunciate tutti i Sindaci di Roma che dal secondo dopoguerra ad oggi hanno violato impunemente la legalità, costruendo e ristrutturando senza regole il Mercato. E denunciate anche noi – seguita il consigliere di Sinistra per Catarci – perché ci siamo sempre battuti, e continueremo a farlo, per la riapertura della struttura, per incrementare le attività al suo interno e per riacquisirne il pieno valore sociale”. Inoltre la richiesta avanzata dall’opposizione punta anche a diminuire al massimo l’impatto che gli eventuali lavori di adeguamento della struttura avranno sugli operatori del Farmer’s: “Lo si faccia con una chiusura alternata di metà degli spazi, senza privare le aziende agricole del lavoro e la cittadinanza di un servizio importante e di qualità, come scritto anche nell’atto da noi proposto e che il Consiglio del Municipio ha votato all’unanimità solo pochi mesi fa”.

Leonardo Mancini