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Grotta Perfetta: torna il centro antiviolenza del Casale Rosa

La riapertura del servizio grazie ai fondi della Regione Lazio

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ROMA – Sono tre i centri antiviolenza che apriranno (o riapriranno) nella Capitale. Il ritorno di questi servizi indispensabili è stato reso possibile grazie allo stanziamento di fondi regionali, per una somma complessiva di 178mila euro. Il Campidoglio ha approvato il 1 marzo lo schema di convenzione per assegnare i centri, che prevede la formazione di una Associazione temporanea di scopo.

I CENTRI – I tre centri saranno gestiti da altrettante associazioni. Il primo aprirà in via Cornelio Sisenna 53, nel VI Municipio e sarà gestito dall’Associazione Differenza Donna Onlus Ong. L’Associazione di Promozione Sociale Casa delle Donne Lucha y Siesta sarà invece ospitata all’interno della sede dell’ex Municipio IX (adesso VII) in via Tommaso Fortifiocca 71. L’ultimo centro invece tornerà ad aprire i battenti in Municipio VIII, all’interno della vecchia sede del Casale Rosa di via Grotta Perfetta 610. La gestione di questo centro sarà nuovamente affidata alla Società Cooperativa Sociale Be Free, già assegnataria della struttura in passato.

IL CASALE ROSA – La struttura venne restaurata come onere delle edificazioni di via della Fotografia, per ospitare attività ricreative e associative del quartiere. Successivamente l’Amministrazione Alemanno affidò lo stabile, attraverso l’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, all’Associazione Comunità Giovanile. Nel 2014, con la scadenza dell’affidamento, il dibattito sul destino della struttura si riaprì, e dopo alcuni mesi di tira e molla (comprensivi anche di occupazioni, manifestazioni e ingiunzioni di sgombero), l’Associazione lasciò i locali. Fino al febbraio del 2015, quando vennero assegnati alla Cooperativa BeFree per l’istituzione di un Servizio Antiviolenza SOS Donna H24. Il Casale Rosa ha quindi riaperto i battenti fornendo questo servizio, ma dopo poco più di un anno, nel giugno 2016, non avendo ottenuto la proroga disposta dal Commissario Tronca per i servizi anti-violenza residenziali, venne chiuso nuovamente. Da quel momento in poi non c’è stato modo di restituire il Casale Rosa al quartiere, né per continuare l’esperienza del Centro anti-violenza, né per adibirlo a nuove funzioni. Per questo motivo, il 22 dicembre 2016, è stato dibattuto in Aula municipale un atto volto a richiedere la riapertura della struttura. Il documento, presentato in prima battuta dal Pd, ma condiviso poi anche dalla maggioranza 5 Stelle, pur allontanandosi dall’idea dell’uso esclusivo della struttura come centro anti-violenza, punta ad ottenerne una rapida riapertura.

UNA LUNGA ATTESA – È la ex consigliera del Pd, Antonella Melito, a ricostruire i passaggi fondamentali di questa lunga vicenda, a partire dalla provenienza dei fondi “che sono della Regione Lazio – afferma – mentre nel primo bilancio della giunta Raggi, estate 2016, non furono stanziati i fondi necessari a mantenere attivi questi servizi alle donne vittime di violenza e il Casale Rosa venne chiuso”. L’esponente dem ricorda anche i passaggi fatti in Municipio VIII per giungere ad una rapida riapertura: “La risoluzione del PD, presentata a luglio 2016 – spiega Melito – venne calendarizzata in Consiglio municipale a ottobre 2016. È stata votata a favore da tutte le forze politiche, ma dal 2016 ad oggi il Casale Rosa di Via Grotta Perfetta, dunque il servizio antiviolenza, è stato chiuso. Detto ciò – aggiunge la ex consigliera – non è una gara a chi arriva prima ma le cose vanno raccontate per quello che sono”. In ogni caso la riapertura del centro è una buona notizia, anche se, conclude Antonella Melito, “il lavoro sul Casale non è finito, ci sono infatti spazi che aspettano di essere utilizzati magari dalle associazioni del territorio”.

Leonardo Mancini