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Hotel Costantino: nessun intervento sulla recinzione, ma qualcosa si muove

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La società ha previsto un servizio di guardiania h24, mentre dal Municipio si chiede l’acquisizione da parte del Comune

LA SITUAZIONE DELL’ALBERGO – L’Hotel di via Costantino versa ancora in condizioni critiche. Nonostante le richieste di sistemazione della recinzione esterna, che avrebbe limitato l’uso della struttura come dormitorio per i senza fissa dimora, i residenti continuano ad attendere l’intervento. Intanto nella giornata di sabato la struttura è stata ancora una volta a rischio occupazione, da parte degli attivisti dei movimenti per la casa convenuti in corteo nella zona. Già nella mattinata del 28 marzo scorso l’edificio era stato vittima di una occupazione, questa volta simbolica, terminata nelle prime ore del pomeriggio: “Un enorme stabile in spregio a qualunque idea di utilità pubblica da un noto palazzinaro romano e quindi lasciato vuoto da ormai diversi anni – spiegavano in quell’occasione i Movimenti in una nota – L’azione intende denunciare la pratica delle speculazioni portate avanti sulla pelle di territori già gravati dal peso della crisi”. Dopo la votazione di una Proposta di Delibera in Consiglio Municipale nella giornata di ieri abbiamo voluto riprendere la vicenda, scoprendo che qualche passo in avanti è stato comunque fatto.

LA DIFFIDA DA PARTE DEL MUNICIPIO – Ripercorriamo le ultime azioni intraprese dal Municipio VIII per risolvere la questione. Per far fronte al problema della recinzione, sicuramente un facilitatore del degrado della struttura, i Consiglieri del M5S in Municipio VIII, Carlo Cafarotti e Valentina Vivarelli, nel mese di aprile scritto ai curatori del concordato preventivo in cui è inserito lo stabile di Acqua Marcia, per richiedere la messa in sicurezza delle recinzioni. La risposta non è tardata dato che dall’inizio della procedura di concordato preventivo il debitore conserva l’amministrazione dei suoi beni, i commissari hanno quindi immediatamente richiesto alla Acqua Marcia Immobiliare s.r.l. di provvedere con urgenza. Purtroppo nessuno è intervenuto per il ripristino della recinzione. Si arriva così al 21 maggio, quando c’è la diffida da parte del Municipio VIII. La richiesta è stata effettuata attraverso una nota ufficiale anche affissa lungo tutto il perimetro del cantiere: “Si diffida la proprietà, e/o gli aventi causa, a provvedere alla bonifica, alla messa in sicurezza e alla chiusura dell’edificio, nonché al ripristino della recinzione dell’area di cantiere – inoltre – a tutela della pubblica incolumità, si diffidano i soggetti non autorizzati ad accedere all’interno dell’area di cantiere; in caso di presenza di non autorizzati all’interno della proprietà, si provvederà allo sgombero immediato dell’immobile”. In quel momento abbiamo sentito il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci, per capire quali fossero i passi successivi all’affissione della diffida: “Tra cinque giorni se la recinzione non sarà ripristinata interverremo in danno. Per noi – spiegava il Presidente – questo è anche il mezzo per rilanciare la richiesta già fatta al Comune di acquisire al patrimonio lo stabile”. Purtroppo ad oggi ancora non ci sono stati sviluppi e la recinzione continua a cadere a pezzi. 

IL DOCUMENTO VOTATO IN CONSIGLIO – Ieri mattina durante la seduta del Consiglio Municipale di via Benedetto Croce, si è tornati a parlare dell’Hotel con una Proposta di Delibera presentata dalla Commissione Urbanistica. Lo scopo del documento, protocollato il 7 aprile, è quello di avviare la procedura per la sistemazione della recinzione del cantiere. Attività che potrebbe essere portata avanti in danno, cioè a carico del Municipio che poi si rifarà sulla propietà. Da sottolineare la progressione di date, tra il documento votato oggi (protocollato dalla Commissione il 7 aprile) e la diffida del Municipio (21 maggio). L’atto della Commissione che era rimasto in giacenza fin troppo a lungo, ed è stato ‘ripescato’ dal Presidente del Consiglio Municipale, Umberto Sposato, tra quelli in attesa del parere della Giunta. L’atto è stato votato all’unanimità, ma nonostante questo dall’opposizione si è sottolineata la discrepanza tra gli atti votati in Consiglio e le azioni della Giunta Municipale: “La necessità di votare questo atto emerge dopo il nuovo tentativo di occupazione da parte dei cortei sponsorizzati politicamente dal Presidente Catarci – ha dichiarato in Aula il Capogruppo di Fi al Municipio VIII, Simone Foglio – Vorremmo capire quale è l’indirizzo politico della maggioranza dato che viviamo in costante stallo sulle questioni urbanistiche. Sarebbe stato gradito che Il Presidente o l’Assessore competente fossero stati presenti in Aula per spiegare cosa si sta facendo – seguita Foglio in relazione alla diffida da parte del Municipio – Abbiamo visto tutti i volantini attorno all’Hotel ma vorremmo capire che tipo di scadenze ci siano per mettere in essere questo tipo di autotutela. Come si manifesta? Ci dobbiamo far bastare i soli volantini oppure seguiranno delle azioni amministrative?”.

 

IL SERVIZIO DI GUARDIANIA E LE REPLICHE DELLA PRESIDENZA – Dopo le critiche dell’opposizione alla mancata presenza in Aula del Presidente Catarci e dell’Assessore Miglio, situazione evidenziata più volte dal Consigliere Fi, Maurizio Buonincontro, abbiamo interpellato la Presidenza per capire a che punto è l’iter per la sistemazione della recinzione e se sia necessario procedere in danno. “Nei giorni successivi il Curatore Fallimentare della società (Ndr Acqua Marcia) ci ha contattato assicurando dei provvedimenti – ha spiegato telefonicamente il Presidente Catarci – quindi abbiamo bloccato la diffida”. Il motivo di questa decisione è comprensibile, per la sistemazione della recinzione dell’intero cantiere c’è un costo stimato di diverse decine di migliaia di euro, che sarebbero l’ennesimo salasso per le casse municipali. Nonostante l’eventuale procedura in danno permetta la rivalsa sulla società inadempiente, i tempi lunghi non permetterebbero infatti altri interventi sulle molte criticità del territorio: “Questa è un’operazione molto onerosa, abbiamo preferito aspettare un segnale di responsabilità dalla società. Successivamente – seguita Catarci – ci hanno comunicato l’istituzione di un servizio di vigilanza h24, nonché alcune riparazioni alla recinzione”. Questo intervento consisterebbe nella sistemazione di parte della rete in via Galba, mentre sul resto del cantiere rimangono ancora molti punti d’ingresso: “Non hanno sicuramente sistemato tutto, su via Costantino infatti rimangono ancora ampie parti di recinzione completamente crollata. Abbiamo comunque inviato una lettera – aggiunge il Presidente – in cui ringraziamo per la vigilanza, ma chiediamo ancora di intervenire sulla recinzione”. In questa lettera si legge infatti come: “Nel prendere atto con soddisfazione dell’istruzione del servizio di vigilanza, conseguente alla diffida emessa dallo scrivente Municipio, si vuole tuttavia segnalare il mancato adempimento relativo alla bonifica dell’area e la messa in sicurezza dell’edificio soprattutto mediante il ripristino della recinzione”. Nella lettera, datata 23 giugno, indirizzata anche al Gabinetto del Sindaco, il Presidente Catarci aggiunge: “Si resta pertanto in attesa degli interventi suindicati da parte di codesta Società e si invita il Gabinetto del Sindaco a voler sovrintendere a tutte le azioni utili ad assicurare la vivibilità di quel quadrante e la tutela della pubblica incolumità”. La necessità dell’intervento di Roma Capitale nella vicenda, è stata più volta richiamata da Catarci, che non manca di farlo anche nella nostra telefonata: “Quella che ritengo una soluzione ragionevole è che il Sindaco con atto proprio acquisisca l’edificio e l’area di pertinenza. Questo perchè compreso nella Convenzione di Piazza dei Navigatori, completamente disattesa dai proprietari – continua Catarci – In questa storia il Comune non ha avuto nulla e con probabilità, nulla avrà. Questo è il modo per ottenere un risarcimento per la collettività – conclude il Presidente Catarci – Si acquisisca questo fabbricato, il più facile da convertire in ostello per la gioventù o per far fronte all’emergenza abitativa, mettendolo finalmente in sicurezza”.

Leonardo Mancini