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I-60: diverse ‘interpretazioni’ sul Fosso delle Tre Fontane, la parola alla Magistratura

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Dopo lo stralcio del vincolo sul Fosso, mediante la delibera di Giunta regionale, si attende l’esito delle indagini per conoscere il futuro delle edificazioni

Pubblicato su Urlo n. 115 – maggio 2014

GROTTAPERFETTA – La Giunta Regionale il 23 aprile scorso ha approvato la Delibera proposta dall’Assessore alle Politiche del Territorio, Mobilità e Rifiuti, Michele Civita che, di fatto, elimina la tutela paesaggistica su 30 fossi, basandosi su un Regio Decreto del 1910. La presenza del vincolo sul Fosso delle Tre Fontane, nei mesi scorsi, aveva portato al sequestro di parte del cantiere dell’I-60, l’edificazione in zona Grottaperfetta da anni osteggiata dai cittadini del Coordinamento Stop I-60, che così hanno commentato l’approvazione: “La Regione Lazio ha compiuto un’azione illegittima, un colpo di mano a danno dei cittadini in favore dei costruttori, senza sentire il parere del Ministero”.

Pesante anche il giudizio dell’Associazione Italia Nostra, schierata al fianco del Municipio nella battaglia per preservare il vincolo: “L’Assessore che dovrebbe garantire sempre più un territorio ormai in continuo dissesto ambientale, e che vede ogni giorno scomparire sotto il cemento l’agro romano sia con l’abusivismo che con nuove convenzioni edilizie, dimostra invece una grande efficienza nel limitare o addirittura togliere le tutele esistenti”. Nonostante questo nuovo atto la partita sul Fosso e, indissolubilmente, sulla riprogettazione dell’I-60, sembra ancora tutta da giocare. Il sequestro infatti, convalidato dalla Magistratura, dovrà fare il suo corso, e saranno le indagini portate avanti nei prossimi mesi a dare conto dell’esistenza o meno del vincolo e del Fosso stesso. “I documenti sulla vicenda sono stati interpretati in tre modi diversi – spiega il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci – Per noi la situazione è chiara, c’è il Fosso e anche il vincolo; la Regione ammette l’esistenza del Fosso ma non il vincolo su di esso; mentre, per il Comune, il Fosso non è presente e quindi non ci sarebbe vincolo. Sono abituato – seguita Catarci – a riconoscere la buona fede dei vari pezzi del centrosinistra: ritengo importante affermare che ognuno di noi interpreta i documenti in modo differente. Mi sforzo di capire le interpretazioni di tutti e spero che il Comune e la Regione faranno lo stesso. In ogni caso – seguita il Presidente – ora le istituzioni non possono più nulla, sarà la Magistratura a decidere il da farsi”. Il Presidente Catarci non manca però di richiamare la linea tenuta dalla sua Amministrazione: “Continuiamo a pensare che bisogna rivedere il progetto stralciando la parte insistente sul vincolo del Fosso – 150 metri – rivedendo quindi la cubatura generale dell’I-60”.

Il M5S che, negli scorsi mesi aveva plaudito al lavoro dell’Assessore Municipale all’Urbanistica, Massimo Miglio, ha deciso di alzare il tiro, con la presentazione in Parlamento, grazie all’interesse dell’On. Federica Daga, di una interrogazione Urgente al MiBAC e al Ministero dell’Ambente: “Per chiedere se queste istituzioni intendono avviare un’istruttoria ai fini della conservazione del vincolo diretto, e se vogliono intraprendere azioni e provvedimenti per confermare la rilevanza paesaggistica del Fosso – spiegano i Consiglieri del M5S al Municipio VIII, Carlo Cafarotti e Valentina Vivarelli – La sua esistenza è certa, qualsiasi altra opinione è un gioco di prestigio. Inoltre laddove c’è un Fosso di pertinenza Demaniale, esso comporta un vincolo che può essere rimosso soltanto con il benestare del Ministero. I cittadini del Movimento 5 Stelle sono focalizzati, a tutti i livelli e in tutte le istituzioni, sulla sua tutela ed impegnati fattivamente nella battaglia per la difesa del territorio – concludono – Non lo facciamo contro qualcuno, ma a tutela del nostro ambiente. Come si concilia la tutela dell’ambiente tanto sbandierata dal Pd con un atto come questo?”.

Ma è proprio dal Pd comunale che invece, il giorno dopo l’approvazione della Delibera in Regione, arriva la richiesta di dissequestrare il Fosso, richiamando la veridicità delle indicazioni dell’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Caudo: “La delibera regionale che ha liberato dal vincolo paesaggistico il Fosso delle Tre Fontane – scrivono in una nota congiunta il Capogruppo comunale D’Ausilio e la Consigliera Baglio – dimostra quanto il Pd aveva, già da tempo, sostenuto sulla base delle indicazioni fornite dagli Uffici dell’Assessorato all’Urbanistica: il Fosso, interrato già da alcuni decenni, è lontano 1 Km dal comprensorio edilizio noto come ‘I-60’ a Grottaperfetta e non ha nessuna attinenza con l’operazione urbanistica in atto. Non si tratta quindi – aggiungono – di cedere ai costruttori ma di garantire ciò che legittimamente era stato autorizzato. A questo punto non esiste alcuna ragione che ostacoli l’immediato dissequestro del cantiere”. Nelle prossime settimane i cittadini del Coordinamento Stop I-60 hanno deciso di continuare a protestare contro questo ‘declassamento’, in attesa delle decisioni della Magistratura sull’area sottoposta a sequestro e sul ricorso al Tar del Lazio, che si pronuncerà il 22 maggio prossimo.

Leonardo Mancini