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I-60: il Consorzio verso il ripristino del Fosso

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i60 ottobre 2016

La seduta del TAR rivela la possibilità di una nuova variante che dimostrerebbe l’esistenza del Fosso delle tre Fontane

LA SEDUTA DEL TAR – Nella mattinata di venerdì scorso si è svolto un nuovo capitolo della lunghissima e complicata vicenda inerente l’edificazione dell’I-60, il quartiere che sta sorgendo lungo via Grotta Perfetta. La seduta del TAR in merito alla richiesta di ripristino del Fosso delle Tre Fontane avanzata dal Municipio VIII durante la scorsa consiliatura, ha posto sul tavolo delle nuove interessanti carte. A quanto si apprende il Consorzio dei costruttori interessati alle edificazioni sull’area avrebbe stilato, in accordo con il PAU di Roma Capitale, un nuovo documento di variante contenente il ripristino del Fosso. Al momento il documento non è ancora consultabile, dato che lo stesso sarebbe stato inviato al TAR soltanto giovedì. Quindi per il momento il Tribunale Amministrativo non ha emesso nessuna sentenza, in attesa di valutare questo nuovo testo. 

DAL COMITATO DEI CITTADINI – Il Comitato Stop I-60 ha accolto con favore le novità arrivate dalla seduta del TAR: “È un primo passo che consideriamo un successo dopo dieci anni di lotta ininterrotta – spiega Giuseppina Granito, Presidente del Comitato – Ci fa piacere vedere che finalmente il Consorzio dei costruttori inizia a guardare alle esigenze dei cittadini”. Il Comitato adesso aspetta di poter visionare questa variante per la quale “visto l’Art 12 del Testo Unico sull’Edilizia, dovrebbe partire un processo partecipativo e una nuova VIA – Valutazione di Impatto Ambientale Ndr – vogliamo vedere queste carte e giudicarle”. Nonostante questo, qualora la vicenda del Fosso delle Tre Fontane venisse risolta, resterebbero comunque sul piatto le criticità legate alla mobilità del quadrante: “Si deve pensare che nei primi elaborati dell’intervento si parlava della previsione della Metro D – seguitano dal Comitato –inoltre se pensiamo che le due rotatorie previste insistono su via Ballarin, il traffico in uscita dal nuovo quartiere andrà ad aumentare la congestione di via del Tintoretto”.

RIPRISTINO O MENO – Sulla seduta del TAR è intervenuto anche l’ex minisindaco del Municipio VIII, Andrea Catarci, al momento consigliere d’opposizione: “Questa è una novità che andrà approfondita perché apre all’accettazione da parte del Consorzio dell’esistenza del Fosso”. Catarci sottolinea però un aspetto che potrà essere verificato soltanto carte alla mano: “Se si punterà al ripristino del Fosso si riapre la questione degli standard urbanistici che non ci sono più. Infatti quella parte dell’area sarà protetta e non rientrerà nella porzione di ‘verde’ prevista dalla Convenzione – seguita – In questo caso andrà rivista la Convenzione, nel rispetto degli standard e di tutte le tutele, anche attraverso la diminuzione di cubatura”. Diverso il caso in cui il ‘ripristino’ si configurasse come la ‘messa a verde’ dell’area del Fosso: “In questo caso la porzione di verde verrebbe spostata, si cancellerebbe il Fosso e la cubatura resterebbe immutata”.

LA PALLA AL MUNICIPIO – Intanto il Comitato Stop I-60 ha avuto modo di parlare con gli esponenti municipali del M5S: “Siamo stati ricevuti dalla Presidente della Commissione Urbanistica del Municipio VIII e dal Presidente del Consiglio municipale, che si sono resi disponibili a seguire le istanze e i timori dei cittadini”. La palla, in attesa del pronunciamento del TAR, è tornata infatti nelle mani del Municipio. Nei prossimi giorni arriverà in Commissione Urbanistica e poi in Consiglio Municipale, un atto sull’I-60 proposto da Sinistra per Catarci. Un testo che avrebbe già incassato il parere negativo della Giunta 5 Stelle: “Il Parere contrario è particolarmente grave – afferma Andrea Catarci – Perché il documento parlava di bloccare i lavori, di rispettare le tutele e di rivedere la convenzione. È persino in controtendenza con la storia locale del M5S, che nella scorsa consiliatura era con noi in questa battaglia, tanto da sostenere l’Assessore su questi temi. In controtendenza anche sulla legalità e la tutela del territorio. Sulla edificazione più massiccia che abbiamo sul territorio e nel GRA ci si schiera contro il rispetto del suolo e quindi con i poteri forti”. Come già detto nei prossimi giorni questo documento verrà discusso nella sede di Benedetto Croce, avremo quindi modo di riportare quali saranno le posizioni assunte dal Consiglio su questa delicatissima vicenda.

Leonardo Mancini

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