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I-60: nuova manifestazione dei cittadini, avanti con il ricorso e con le petizioni per salvare l’area

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Nella mattinata di sabato 10 ottobre il comitato Cittadini per la Salvaguardia dei Beni Comuni, che da tempo lotta contro l’edificazione dell’I-60, ha dato appuntamento ai cittadini della zona per informare sulla situazione e sulle azioni intraprese.

All’appuntamento di fronte il Centro Commerciale ‘I Granai’, hanno risposto in molti che, interessati al futuro del loro quartiere, hanno voluto far sentire la loro voce su questo esempio di edificazione selvaggia. I numeri dell’opera sono ben noti ai lettori di Urlo, ma non fa mai male ricordare di cosa stiamo parlando: un’edificazione che potrebbe rivelarsi un problema enorme per il territorio. Si parla di circa 400.000mc di cemento sul lato Sud di via di Grotta Perfetta. Circa 16 palazzi a semicerchio con altezze variabili dai cinque fino ai sette piani. Oltre ai già stimati 3500 residenti in più sul territorio, si deve considerare anche la grande quantità di persone che nelle ore diurne frequenteranno il quartiere per usufruire dei nuovi servizi offerti. Tutto questo comporterà, assieme al progetto della tangenziale che dal raccordo dovrebbe arrivare fino a via Ballarin, un aumento incredibile del traffico su strade, come Grotta Perfetta e Tintoretto, già fortemente congestionate.
Durante la manifestazione è stato dato conto ai cittadini delle stato delle azioni intraprese dal comitato. In primis il ricorso al Tar presentato grazie al sostegno economico dei cittadini, per il quale si aspetta ancora la data per la seduta preliminare. Nel ricorso sono stati esposti e documentati dieci elementi di illegittimità che potrebbero, secondo il parere del comitato, far perlomeno rivedere l’opera. Fra questi elementi sicuramente sono presenti le criticità poste dalla grande quantità di reperti archeologici di età romana rinvenuti nella zona, e sui quali si sono concentrate anche le due interrogazioni parlamentari e l’esposto alla Procura della Repubblica, per cui si è attivato nei mesi scorsi il Senatore Stefano Pedica dell’Idv: “Ci sono state delle risposte da parte delle sovrintendenze e dal Ministero per i beni e le attività culturali – continua il Senatore Pedica – stiamo cercando di vigilare perche quelle risposte, vaghe e senza certezza ne impegno contro la cementificazione, non siano lettera morta”. Il Senatore dell’Idv intervenuto nel corso della manifestazione, è stato anche contestato, soprattutto in relazione alle affermazioni riguardo la possibilità che ‘il politico di turno’, si faccia carico delle richieste dei cittadini per soli scopi elettorali. Allee contestazioni, mosse anche dalle notizie di carattere giudiziario che stanno sconvolgendo la politica romana, il Senatore ha voluto rispondere che: “Le persone non cercano di colpire me direttamente – spiega il Stefano Pedica – perché sanno cosa ho fatto e cosa cerco di fare in questa situazione. Colpiscono un sistema che ha permesso a molte persone di approfittare di denaro e favori. La mia amarezza sta nell’aver visto consiglieri di ogni parte politica accordarsi trasversalmente per appropriarsi degli sprechi della politica”. Il Comitato ha poi proposto anche la sottoscrizione di una petizione per chiedere l’intervento delle Istituzioni in questa vicenda oramai, a detta dei cittadini, totalmente fuori controllo. La mattinata si è conclusa con una ‘visita guidata’ alla zona in cui dovrebbe sorgere il nuovo quartiere, un tour fra i resti archeologici ricoperti, forse per sempre.

 

 

Leonardo Mancini