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Il Centro Alzheimer Tre Fontane resta chiuso

Il Centro resta sospeso, in attesa della documentazione per chiudere le gare e assegnare il servizio per i Municipi VIII e IX

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MUNICIPI VIII E IX – Da 12 anni il Centro diurno Alzheimer Tre Fontane presta servizio socio-assistenziale a una quarantina di pazienti dislocati tra il Municipio VIII e il IX, attraverso un protocollo con la ASL. Sono moltissime le attività svolte nel centro che, come ci spiegano dalla Domus Caritatis, la Cooperativa che fino a pochi giorni fa lo gestiva, variano a seconda delle necessità e delle abilità degli utenti: ginnastica dolce, laboratori teatrali, musica, giardinaggio e laboratori di autobiografia. Questo lavoro, così importante per tanti malati di Alzheimer e per i loro familiari, è purtroppo giunto a uno stop che al momento non sembra facile definire in termini di tempo.

INIZIANO I PROBLEMI – La Convenzione con il Municipio VIII, che da 12 anni concede gli spazi al Centro, è scaduta nel marzo del 2016: “Purtroppo per la prima volta non era stato predisposto il nuovo bando – ci spiega la Direttrice del Centro, Alessandra Italia – Ci venne spiegato che non era più possibile per il Municipio VIII fare un bando che comprendesse anche gli utenti del IX e che per motivi di gestione dei fondi si sarebbero dovute espletare due gare differenti”. Così il Centro diurno ha proseguito il suo lavoro andando avanti, grazie a una proroga del servizio, in attesa della preparazione dei due bandi. Sono arrivate le campagne elettorali e, come sempre accade nella nostra città, tutto si è bloccato. Solo in estate sono arrivati i bandi, ai quali hanno risposto 6 organismi (due in Municipio VIII e 4 in IX).

I BANDI – Gli utenti sembrava potessero tirare un sospiro di sollievo, ma purtroppo la situazione si è complicata. In Municipio VIII venivano aperte le buste e a fine ottobre c’era una graduatoria, ma non è successo nulla, anzi si è continuato con le proroghe. “Il 22 dicembre ci hanno contattato dal Municipio – ci spiega la Direttrice – e ci hanno chiesto di incontrare utenti e familiari, ai quali hanno comunicato che si stava lavorando a degli accertamenti sul bando, che c’era una cooperativa vincitrice, ma che non ci sarebbero state più proroghe e che, quindi, il servizio per gli utenti del Municipio VIII sarebbe finito il 31 dicembre”. Agli utenti sono state offerte ore di assistenza domiciliare oppure la permanenza in un Centro Anziani Fragili, per tamponare in attesa della ripresa. Intanto in Municipio IX le buste sono state aperte lo stesso 22 dicembre ed è stata disposta una nuova proroga fino al 17 febbraio. Ma “nonostante non fosse ancora terminato l’iter, il 16 febbraio hanno deciso che non ci sarebbero state nuove proroghe e hanno comunicato alle famiglie che il servizio era sospeso in attesa di verifiche”.

I LAVORATORI – Gli operatori al momento sono in aspettativa non retribuita e lamentano l’assenza delle componenti politiche in tutta la vicenda. “In passato abbiamo avuto sempre la possibilità di incontrare le parti politiche per avere un confronto e risolvere le criticità – spiega la Direttrice – Adesso invece gli unici contatti che abbiamo sono con le componenti amministrative e un dialogo sembra impossibile”. Da Fi arriva chiara la critica verso questa lentezza amministrativa. Sono il Consigliere Comunale, Davide Bordoni e l’esponente del partito, Simone Foglio, a richiamare quanto già segnalato nei mesi scorsi: “Vogliamo sapere come si sta governando Roma e con quale spirito di servizio verso questi cittadini e le loro famiglie che vivono sulla loro pelle una tremenda malattia come l’Alzheimer – seguitano i due esponenti forzisti – Il Sindaco Raggi che si commuove al pranzo di Natale dei senza fissa dimora, come fa a non indignarsi di fronte a questa situazione? Come è possibile non essersi accorti di quanto stava accadendo? Si è pensato minimamente al benessere degli utenti e a quello dei lavoratori della struttura?”.

LE REPLICHE DAI MUNICIPI – Il minisindaco Paolo Pace ricostruisce la vicenda del Municipio VIII, partendo dal dicembre 2015: “Il bando europeo, per una serie di problematiche connesse anche con l’attività del Dipartimento centrale della razionalizzazione della spesa, ha prodotto dei ritardi per il suo completamento. Solo a dicembre scorso ha dato un vincitore che però, a seguito di una verifica della ASL, non è risultato avere i locali adeguati come da normativa; pertanto si è dovuti passare al secondo, che invece è risultato carente di alcune autorizzazioni, motivo per cui nelle more della regolarizzazione si è perso altro tempo”. Per il Presidente Pace la vicenda del Centro diurno dovrebbe comunque volgere al termine in tempi brevi: “Sembrerebbe che l’aggiudicazione del contratto potrebbe avvenire entro la fine di marzo 2017. Speriamo che non si frappongano altre problematiche al riavvio dell’attività nell’interesse della nostra collettività”. Dal Municipio IX abbiamo potuto ascoltare l’Assessora ai Diritti alla Persona, Fiorella Caminiti, che ha ricostruito l’iter seguito da via Ignazio Silone, fin dal momento in cui il Municipio VIII ha deciso di proseguire con il servizio solo a favore del proprio territorio e procedere autonomamente con la gara. Per preservare gli utenti del Municipio IX era stato fatto un affidamento diretto fino al 31 luglio scorso, ma il bando, che intanto era stato predisposto, è andato deserto. Così si è portata avanti una nuova procedura e altre proroghe “fino alla pubblicazione della graduatoria provvisoria a gennaio, che conta 4 organismi”. Si è proceduto con la verifica dei requisiti richiesti dal bando, tra i quali figura la necessità di fornire una sede: i primi due organismi sono stati messi da parte perché nell’impossibilità di fornire la documentazione; il terzo, la stessa Domus Caritatis che già gestiva il servizio, “non era dotata del parere igienico sanitario richiesto da una norma del 2015 e dal bando”; anche il quarto organismo non aveva i requisiti richiesti, quindi al momento si aspetta la sua documentazione. “Il Centro si occupa di utenti afflitti da Alzheimer di grado medio-lieve – seguita l’Assessora – non è un servizio di livello essenziale di assistenza. Il fatto stesso che il Municipio si sia creato lo scrupolo di concedere alle famiglie ore di assistenza domiciliare, oppure la presenza presso il Centro Anziani Fragili, è la dimostrazione che i bisogni delle persone vengono prima dell’osservanza stretta delle procedure”. Sulle tempistiche per risolvere la vicenda l’assessorato è chiaro: “I tempi sono quelli relativi alla certificazione. Quando arriverà si sbloccherà la situazione in tutti e due i municipi, con il servizio che riprenderà a Tre Fontane. C’è comunque da sottolineare che nessuno in passato ha controllato, a partire dal 2015 quando entra in vigore il Dgr 126/2015, la presenza della certificazione igienico-sanitaria per i locali”.

Leonardo Mancini

Tratto da Urlo n.144 marzo 2017