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Il Comune rassicura i cittadini: saranno demoliti tutti i cartelloni abusivi

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Bordoni descrive il lavoro del Comune contro le affissioni abusive. Ma il Municipio XI incalza.

“Prosegue senza sosta lo scempio di strade e quartieri realizzato attraverso l’installazione di impianti pubblicitari di vaste dimensioni e con basamenti di cemento armato. Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto le note del locale Gruppo di Polizia Municipale in risposta ad alcune richieste di verifica sulla regolarità avanzate a marzo, concernenti recenti obbrobri che hanno fatto la loro comparsa nelle vicinanze della sede municipale di Via Benedetto Croce – dichiara il Presidente del Municipio Roma XI Andrea Catarci che attacca il Comune per la mancata demolizione di tali strutture – Non siamo sorpresi più di tanto nel rilevare che tali impianti sono tutti debitamente autorizzati dall’Amministrazione comunale. Peccato che due strutture abbiano preso il posto di alberature ammalate, espiantate e non sostituite, e che una terza sia stata sistemata in prossimità di un incrocio, alla fine di un attraversamento pedonale”. Ma secondo il Comune, il bilancio dei primi quattro mesi del 2010 del Settore Affissioni è buono, con un programma di interventi di decoro urbano predisposti dall’Assessorato di via dei Cerchi in collaborazione con l’Ufficio Affissioni che ha interessato, in questa prima fase, la zona del centro storico. Dopo aver completato la sostituzione dei pannelli in via del Teatro Marcello e in via Petroselli, i lavori stanno andando avanti nella zona compresa tra Lungotevere Aventino, Lungotevere Cenci e Lungotevere in Augusta. Continua, inoltre, l’azione di controllo sugli impianti non censiti dalla Nuova Banca Dati comunale ad opera della Polizia Municipale, attraverso il nucleo speciale del Gruppo Sociale Sicurezza Urbano. Da gennaio ad aprile 2010 sono stati elevati 1.153 verbali che hanno per oggetto cartelloni irregolari o collocati illegittimamente; sono inoltre stati sanzionati 3.688 manifesti abusivi. L’Ufficio Affissioni ha effettuato, fino ad aprile, 600 rimozioni. “Riguardo a reali o presunti abusi in materia di cartelloni pubblicitari l’Ufficio Affissioni sta procedendo a verifiche che devono rispettare una procedura e i tempi burocratici che essa impone – sostiene Davide Bordoni, Assessore alle Attività Produttive del Comune di Roma – Grazie all’indirizzo mail segnalazioniaffissioni@comune.roma.it gli uffici tecnici e amministrativi, in sinergia con il nucleo GSSU dei vigili urbani, stanno cercando di operare in maniera diretta su casi specifici. Mentre proseguono le rimozioni, stiamo lavorando alla stesura del primo “Piano Regolatore degli impianti pubblicitari” che ci permetterà di punire, in maniera chiara e definitiva, le situazioni irregolari. Si tratta di un documento che prende in considerazione tutta la città, indicando strade e piazze in cui i cartelloni potranno o meno essere posizionati”.  “A via delle Sette Chiese la Polizia Municipale ha elevato la relativa sanzione per la presenza di un impianto, ma per rimuovere i detriti abbandonati sul marciapiede manomesso si è comunque dovuti ricorrere alla ditta che ha in appalto la manutenzione delle strade del municipio stesso, con un onere per la collettività – continua Catarci – Altri due impianti di recente installazione a via Veronese, quartiere Tormarancia, hanno già dato prova di chiara instabilità, con la caduta di parte degli stessi nell’area verde dell’asilo nido Acquerello. Anche se sono autorizzati, dobbiamo aspettare che cadano in testa a qualche bambino per rimuoverli o è possibile un intervento immediato?”. Il Comune ha solo bisogno di tempo, le richieste sono tante e gli uffici preposti stanno lavorando per rimuovere tutti gli impianti pericolosi o non autorizzati. Così enuncia Bordoni: “Da parte dell’assessorato ribadisco la disponibilità al dialogo con associazioni e chiunque volesse lavorare insieme a noi per tutelare il decoro di Roma. Esprimo invece profondo scetticismo nei confronti di dichiarazioni politiche strumentali che nascondono una cattiva informazione che i cittadini non meritano”. 

Arianna Adamo