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Incendio al Socrate: alle Istituzioni una lettera di scuse

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In una nota il vice presidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, distingue tra reati e opportunità di cittadinanza, mentre si prepara il consiglio municipale all’interno del Liceo

 

CONSIGLIO MUNICIPALE AL SOCRATE – Domani 24 luglio il consiglio municipale del Municipio VIII si terrà all’interno dell’aula magna del Liceo Socrate. In questa occasione è stato previsto che il consigliere alle Politiche Scolastiche del Municipio VIII, Paola Angelucci, riferisca delle iniziative intraprese per riaprire la scuola entro l’inizio del nuovo anno scolastico.

UNA LETTERA – è stata inviata il 20 luglio scorso, dai quattro ragazzi autori del gesto a diverse cariche istituzionali, dal Sindaco di Roma, al Prefetto Commissario della Provincia, al vice presidente della Regione Lazio, nonché al Preside del Socrate, una missiva nella quale gli autori di questo gesto scellerato ed irresponsabile manifestano il loro pentimento e la loro volontà di rimediare in qualche modo allo stesso, anche contribuendo direttamente, con il loro lavoro, alla ricostruzione della scuola.

LA REPLICA – del vice presidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, racconta della volontà, da parte dei quattro ragazzi, di rimediare al gesto compiuto: “Ho ricevuto e letto con attenzione e rispetto, la lettera firmata dai quattro studenti responsabili dell’incendio al Liceo Socrate, nella quale gli autori di questo gesto scellerato ed irresponsabile manifestano il loro pentimento e la loro volontà di rimediare in qualche modo allo stesso, anche contribuendo direttamente, con il loro lavoro, alla ricostruzione della scuola – seguita Smeriglio – Ho sempre ritenuto che sia dovere di ogni uomo, ed ancora più di un amministratore pubblico, ascoltare ogni voce, anche e soprattutto quella di chi chiede perdono dopo sbagli gravissimi ed offensivi per la collettività. Non giungerà quindi da questa istituzione un diniego alla richiesta d’incontro e di confronto con i ragazzi e con i loro genitori, evidentemente piegati da un dolore inaspettato ed amaro”. Nonostante questo il vice presidente della Regione Lazio non vuole dare alcuna speranza di perdono, ribadendo l’autonomia fra il canale della magistratura, che dovrà appurare e punire le violazioni, e quello civico: “Al contempo, però, la Regione Lazio non può essere coinvolta in una strategia difensiva che, per quanto legittima, attiene le competenze e ai compiti esclusivi degli avvocati di parte, e pertanto un incontro di questo genere non può, né deve in alcun modo rappresentare un’assoluzione collettiva delle responsabilità oggettive e gravi dei ragazzi – seguita il vice presidente – Anche perché l’ipotesi di un percorso con le Istituzioni non potrà sostituire in alcuna maniera quello che sarà il giudizio della Magistratura: sono due strade chiaramente distinte. Da una parte la valutazione e le conseguenze dei reati commessi, dall’altra l’occasione di una seconda opportunità di cittadinanza. Ma soprattutto – conclude Smeriglio – ritengo che questa lettera in primo luogo andasse indirizzata non ai politici ma ai loro insegnanti, al preside, al vice preside e soprattutto ai compagni di scuola, ancora in preda alla rabbia e alla tristezza per uno “sfregio” che non comprendono e che li ha feriti profondamente”.

Leonardo Mancini