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IRCCS S. Lucia di nuovo a rischio chiusura

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santa lucia

Di nuovo minacce di chiusura da parte dellIRRCS S. Lucia di via Ardeatina. La struttura, un’eccellenza su scala nazionale, denuncia ancora una volta la mancanza di fondi e l’insostenibilità di una situazione che ormai si protrae da anni

LA VICENDA – Drammatica la situazione in cui versa il S. Lucia, l’istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di via Ardeatina, nuovamente a rischio chiusura. Sono anni che la struttura vive in difficoltà a causa dell’insufficienza dei fondi regionali e dell’inadeguatezza di questi ultimi, quando corrisposti.

Ultima notizia era stata la firma di un Accordo sul Budget per il 2012. Successivamente ritardi nella ricezione degli acconti delle rimesse mensili regionali, la struttura si era dichiarata impossibilitata a corrispondere agli operatori l’intera quota relativa agli stipendi del mese di aprile scorso, corrisposti nella loro totalità con ritardo nella seconda metà di maggio. Varie ormai le sentenze di Tar e Consiglio di Stato a favore dell’IRCCS e ancora numerosi i ricorsi in atto.
Adesso la Fondazione torna a far sentire la propria voce, minacciando nuovamente la chiusura e denunciando una situazione finanziaria ai limiti della sopravvivenza.
Ad un incontro della direzione dell’IRRCS con Presidente Regione Lazio il 4 luglio, è seguita una lettera dei vertici del S. Lucia del 9 luglio. La direzione dell’Istituto denuncia una situazione ormai ai limiti della sopravvivenza e minaccia di chiudere se non verranno riconosciuti alla struttura gli standard necessari.

LA DIREZIONE S. LUCIA – In più sedi la direzione del S. Lucia si è detta preoccupata per la situazione, svariate volte ormai il direttore generale dell’Istituto, il dott. Luigi Amadio, ha parlato della gravissima mancanza di fondi e della situazione economica tragica in cui versa la Fondazione. Necessario immediatamente – ha detto Amadio durante la trasmissione televisiva “Amministratori e cittadini” su Rete Oro del 12 luglio  – il pagamento delle somme di denaro in sospeso: è questo l’unico modo per evitare il tracollo dell’Istituto.

IL COORDINAMENTO – Ha fatto sentire la sua voce in merito anche il Coordinamento Salviamo l’Ospedale Santa Lucia, un comitato composto da genitori e utenti che da anni si batte per la causa: “Il Presidente Zingaretti, come il suo predecessore, ignora completamente le indicazioni della magistratura e nega ai cittadini il diritto alla cura di qualità le cui competenze sono motivo di orgoglio  scientifico e medico. – Dichiara il Coordinamento Santa Lucia – L’unicità della Fondazione  è ormai conclamata ma sembra che le belle parole appartengano solo alle campagne elettorali, ora come allora. Il Coordinamento è pronto a riprendere la lotta e assicura alla Regione Lazio e al suo Governatore che se è vero che l’unico destino sarà la chiusura della struttura, allora vuol dire che venderemo cara la pelle”.

LA REGIONE – Immediate le repliche della Regione Lazio che inizialmente ha trasmesso un comunicato in cui esprime ancora una volta la volontà di giungere ad una soluzione della vicenda in modo che il S. Lucia possa proseguire la sua attività. Pochi giorni dopo la Regione è tornata a parlare della faccenda: “Abbiamo ricevuto la comunicazione da parte della Asl competente RMC circa la conclusione delle verifiche dei requisiti minimi della struttura ospedaliera Santa Lucia di Roma. Si tratta di un importante passo in avanti per scongiurare definitivamente l’ipotesi di chiusura dell’ospedale e di un atto che ci permetterà di effettuare a breve i pagamenti, poiché il percorso per il conseguimento dei requisiti necessari è stato completato. Inoltre, abbiamo costituito insieme all’Agenas una commissione di altissimo livello per lo studio e per l’individuazione di percorsi appropriati nella rete di riabilitazione. La commissione si è impegnata a chiudere entro l’autunno i lavori che disegneranno le nuove regole della riabilitazione nel Lazio”.

Anna Paola Tortora