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L’ex Assessore che non arriva a fine mese

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Cameriere

De Palo: “con una famiglia di 6 persone lo stipendio non basta, il rischio è che la politica la facciano i ricchi”

L’EX ASSESSORE CAMERIERE – È una notizia divenuta virale tra i cittadini di Roma anche grazie al servizio della nota trasmissione televisiva ‘Le Iene’ del 7 maggio scorso. Nello spezzone dal titolo ‘Roma: Ex Assessore che non arriva a fine mese’, viene ripercorsa la giornata tipo di Gianluigi De Palo, ex Assessore alle Politiche Sociali della Giunta Alemanno e, ad oggi, Capogruppo di Cittadini X Roma in Consiglio Comunale. 

 

IL CALCOLO DELLO STIPENDIO – Nel servizio viene spiegato come, attraverso il sistema dei gettoni di presenza, utili al calcolo dello stipendio di un qualsiasi Consigliere, si possa raggiungere un tetto massimo di 1700 euro al mese, spesso diminuiti per via di Commissioni non convocate o Consigli Comunali saltati. Come riportato dallo stesso De Palo, sia nell’intervista che in un successivo commento attraverso i social network: “Non ho mai detto che 1.700 euro sono pochi. Dico però che non bastano alla famiglia De Palo che è composta da 6 persone e ha un mutuo di una casa necessariamente grande sulle spalle. Da qui l’urgenza di trovare un altro lavoro”.

PERCHÈ PROPRIO IL CAMERIERE – Il secondo lavoro l’ex Assessore De Palo lo ha trovato in un ristorante di San Paolo: “Sono ormai quasi 4 mesi che il giovedì e il sabato vengo a Burro e Sugo e non ho mai fatto un comunicato stampa per pubblicizzare la cosa. Semplicemente alcuni consiglieri intervistati da Le Iene sulla situazione al Comune di Roma hanno raccontato di un ex assessore-cameriere”. Un lavoro molto diverso rispetto alle esperienze e al settore da cui proviene De Palo: “Perché non trovare un lavoro in base alle mie competenze? In primo luogo perchè non è così facile trovarlo. Diciamo che il tema del lavoro che manca è oggettivamente un problema del nostro Paese – spiega – Poi perché da giornalista esperto in Associazionismo ci sarebbero parecchi conflitti di interesse con il mio incarico da consigliere che preferisco evitare. Mentre mi sto comunque muovendo, continuando la ricerca di un lavoro dove potrei valorizzare maggiormente quello che so fare, era necessario dare un segnale concreto ai miei figli e alle nostre famiglie di origine: Gigi De Palo non sta con le mani in mano”.

Andrea Calandra