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I-60: in 300 contro l’edificazione

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I cittadini celebrano il funerale del bene comune, un bara di cartone viene portata in corteo su Grotta Perfetta

CIRCA 300 PERSONE – hanno manifestato nella giornata di sabato il loro dissenso nei confronti dell’edificazione su via di Grotta Perfetta conosciuta come I-60. La ‘maratona oratoria’ dal titolo ‘mille voci per l’I-60’, ha visto la partecipazione di molte realtà legate dal filo conduttore della lotta al consumo di suolo e alla speculazione edilizia. 

 

UNA PARTECIPAZIONE RINNOVATA – fatta di vertenze che si incrociano e lasciano il segno. Chi con le sue vittorie, chi pronto a dare un contributo, un ‘forza ragazzi’. Sabato pomeriggio in piazza Bernardini c’erano gli uomini e le donne che vogliono alzare la voce, che non ci stanno. Quelli che leggono migliaia di pagine di convenzioni urbanistiche, perchè non vogliono che l’agro romano sia ancora una volta deturpato. Quelli che si tassano, per pagare avvocati e ricorsi al Tar. Quelli che settimana dopo settimana affollano gli uffici del Comune per richiedere atti e documenti, troppo spesso negati.

A RICORDARE TUTTO QUESTO – ci pensano i portavoce del Coordinamento Stop i-60: “Oltre allo scempio e ai problemi che comporterebbe questa edificazione – spiega al microfono uno dei portavoce – bisogna ricordare che sono stati abbattuti tre casali dell’800 posti sotto vincolo, per i quali è stato dichiarato che sono crollati. Stessa sorte sarebbe toccata ad un torretta, un residuo di un monumento funebre di epoca romana. Tutto questo senza contare i vincoli di tipo idrogeologico – seguita – non presenti nella documentazione sull’edificazione”.

INTERVENGONO ANCHE LE FORZE POLITICHE – oltre ai rappresentati del Partito della Rifondazione Comunista del Circolo Che Guevara della Montagnola, che hanno voluto ribadire l’importanza di schierarsi al fianco della cittadinanza in questo tipo di vertenze, hanno preso la parola anche il Capogruppo del Movimento 5 Stelle al Municipio VIII, Carlo Cafarotti e il Consigliere Capitolino, Daniele Frongia: “Dopo interrogazioni e accessi agli atti – spiega Cafarotti – abbiamo richiesto anche l’istituzione della Commissione di Vigilanza per il controllo dei lavori. Purtroppo ci è stato risposto che non è un obbligo prevederla. Non abbiamo nemmeno ricevuto nessuna risposta sulle possibilità da noi prospettate in commissione urbanista nel settembre scorso, cioè l’estensione del vincolo per diminuire perlomeno l’area edificabile”. Il Consigliere Frongia parla invece di traffico e di simulazione degli impatti: “Sono sei mesi che chiediamo i risultati di questi studi, che sappiamo essere devastanti. Abbiamo scritto al Sindaco e all’Assessore Caudo, ci è stato detto che i costi da sostenere per fermare il progetto sarebbero troppo alti – seguita Frongia in relazione alla possibilità di compensare economicamente i costruttori delle cubature perse -Abbiamo chiesto i pro e i contro delle varie soluzioni e chiesto che si faccia un Referendum cittadino. Purtroppo – conclude – Siamo ancora in attesa di una risposta”.

IL FUNERALE DEL BENE COMUNE – Dopo il giro di interventi, che hanno visto la partecipazione degli attivisti del ‘No pup indignati’ di via Leonardo da Vinci, del Coordinamento Lotta per la Casa, dei Blocchi Precari Metropolitani e dei rappresentati della squadra di calcio popolare Ardita San Paolo, i cittadini si sono spinti in corteo lungo via di Grotta Perfetta fino ai cantieri dell’I-60, celebrando simbolicamente il funerale del bene comune: “Perché in questa città si sta sotterrando il bene comune – spiegano dal Coordinamento – con il cemento, gli interessi economici e con le speculazioni urbanistiche”.

Leonardo Mancini

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