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La festa al Parco Schuster che nessuno vuole

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La Festa dell’Unità nel Parco adiacente la Basilica di San Paolo crea dissensi tra residenti e politica locale

 

C’era una volta la festa dell’Unità. Un momento di aggregazione a livello cittadino, capace di raggiungere una buona sintesi tra informazione, spettacolo, artigianato, commercio. Una formula vincente, in grado di far sentire il popolo di sinistra, in tempi più recenti di centrosinistra, a casa propria. La festa dell’Unità a Parco Schuster, probabilmente, nasceva da queste intenzioni. Evidenziando, tuttavia, un’evidente difficoltà del Pd cittadino a relazionarsi con il territorio e con gli abitanti della città. Un chiaro paradosso, se si considerano i risultati ottenuti nella recente tornata elettorale. Eppure, la storia della festa dell’Unità a Parco Schuster è in qualche modo ascrivibile a questo paradosso.

E lo si è capito immediatamente, quando un gruppo di residenti d’ogni tipo, dall’attivista del centro sociale alla mamma preoccupata, passando per gli anziani del quartiere San Paolo, si sono presentati alla cerimonia d’insediamento del nuovo Consiglio municipale. Con una serie di foto ed un volantino in cui si invocava un “Parco Schuster Libero Subito”. Il motivo è presto spiegato: gli anziani sono stati confinati nella loro “riserva”; le mamme hanno cominciato a preoccuparsi per la presenza di bracieri, cucine e bomboloni del gas a ridosso dell’area giochi dei loro figli; i residenti hanno trovato transennato un parco dove, quotidianamente, andavano a passeggiare, a correre, a portare a spasso il cane. In sostanza, il desiderio di far sentire a casa propria il popolo di centrosinistra ha prevalso nei confronti delle esigenze di tutti gli altri residenti. “Noi, come PRC, abbiamo fatto nel 2011 una festa cittadina di 24 giorni, nello stesso luogo – ci spiega Luca Fontana, segretario del Circolo Che Guevara – e nella mia esperienza, quando si fa la festa in un parco pubblico, anche se paghi l’Occupazione di Suolo Pubblico, c’è una premessa. Poiché non si tratta di un’area privata, si perdoni il gioco di parole, l’accesso al pubblico dev’esser garantito. Dalle ore 6 alle 24. Come prima cosa, quindi, direi che il Municipio si è mosso male, perché c’è stato un centro anziani sequestrato, dei bambini che si sono trovati con l’area giochi vicina alle bombole del gas, con una fontanella pubblica, l’unica, resa inutilizzabile. Secondo me – conclude Luca Fontana – questa vicenda segna il primo passo falso della Giunta municipale e di quella capitolina”.

Che non sia stata una pagina edificante per la politica locale, sembra essere l’avviso anche di Simone Foglio, attualmente Vicepresidente del Consiglio del Municipio VIII. “Abbiamo ascoltato le legittime lamentele dei residenti, del centro anziani e delle varie realtà associative. Per ora posso anticipare che, nelle Commissioni, daremo seguito alle loro richieste” promette. Ed a proposito delle stesse, Cristiana, una mamma del quartiere presente in occasione della breve “contestazione” inscenata durante l’insediamento del Consiglio municipale, ci ha chiaramente esposto le istanze dei residenti. “Vorremmo l’eliminazione della recinzione attorno al parco; il dimezzamento dell’area interessata dalle strutture della Festa dell’Unità; l’allontanamento delle cucine dall’area bimbi; il ripristino del manto erboso da parte degli organizzatori, a festa terminata”. Queste, e la richiesta di non concedere più per tanto tempo il parco ad una festa commerciale, sono diventate rivendicazioni sottoscritte da centinaia di residenti. “Il prossimo obiettivo è di andare a parlare con Marino – aveva anticipato qualche giorno prima della stesura dell’articolo, Andrea Mocciaro, Presidente del Comitato di Quartiere Ostiense – Le mamme dell’area giochi hanno creato una pagina facebook, che ha contribuito a far salire l’attenzione. Adesso abbiamo moltissime firme e vorremmo portarle a Marino”. Detto fatto. “Abbiamo intercettato il Sindaco sabato scorso – ci ha spiegato sempre Cristiana, pochi giorni dopo – e gli abbiamo consegnato 500 firme ed una lettera, con tutte le nostre richieste”. Ed a tal proposito, dopo l’interessamento del Municipio ed una serie di lettere inoltrate al Campidoglio, la situazione non è granché cambiata. “La recinzione intorno al parco non l’hanno tolta, al massimo hanno aperto dei varchi. Le cucine sono rimaste dov’erano, anche se attorno ai bracieri hanno messo delle recinzioni, per limitare le fiamme libere a ridosso dell’area giochi. Però in sostanza non hanno accolto nessuna delle nostre richieste. Noi invece vorremmo – oltre a quanto detto – che i soldi dell’OSP venissero utilizzati per fornire più servizi al parco. Ma anche che il parco stesso, tornasse ad essere quello di prima”.

Una certa apprensione per il destino del parco, in effetti, ha accomunato molti degli intervistati. “Possiamo già elencare dei danni – c’informa Andrea Mocciaro – Io ho già preso nota e sono stato alla Sovrintendenza perché sono state rotte le caditoie del viale di travertino, probabilmente dai mezzi pesanti. Vi sono saliti sopra senza mettere dei tavolati. Ora, poiché quell’area è di competenza municipale, il Municipio in fase di riconsegna dovrà essere molto zelante, per far in modo che, in primis, siano accertati tutti i danni. E poi che si facciano pagare le dovute penali agli organizzatori”. Anche Simone Foglio, attestando la sua valutazione su un piano più politico, è sembrato preoccupato per l’utilizzo dell’area. “Il Presidente Catarci, dopo aver fatto esposti alla Procura, aver partecipato a mobilitazioni e fatto ricorsi al Tar, contro la realizzazione del polo sanitario del Bambino Gesù cui contrapponeva il valore culturale, artistico e architettonico della Basilica di San Paolo, se n’è già dimenticato? Possibile che sia caduto dalle nuvole davanti alle proteste dei cittadini che non vedono di buon occhio l’accostamento tra le salsicce della Festa dell’Unità ed il patrimonio che la circonda? A chi darà la colpa, questa volta, Andrea Catarci?” si chiede ironicamente il Vicepresidente del Consiglio Municipale.

Per concludere, a rimetterci per la presenza della Festa nel Parco, soprattutto per il periodo durante il quale è stata autorizzata, non ci sono solo mamme e bambini. Ma anche anziani e tanti residenti che, ogni anno, erano abituati a frequentarlo in occasione della festa del 29 giugno. “Il Comitato per i festeggiamenti, di cui il CdQ fa parte – ci spiega il suo Presidente Andrea Mocciaro, già Consigliere municipale – pur di non far perdere la tradizione, ha preso in mano la promozione della festa di San Paolo. Sono dieci anni che c’è quest’incessante lavorio per tenere coeso il territorio, i commercianti, i residenti. Di conseguenza il danno l’hanno subito tanto gli organizzatori quanto i residenti: noi siamo stati costretti a stare all’interno del centro anziani per poter fare tutte le iniziative che erano in calendario e che normalmente si svolgevano nel parco, all’aperto, per poter interagire con le persone che venivano da fuori, dal mercato, dal quartiere”. Una possibilità negata. E questo, tutto sommato, è poco “unitario”. Di “democratico”, invece, non ha proprio nulla.

(tratto da Urlo n. 107, luglio 2013)

Fabio Grilli