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La Festa per la Cultura salta un giro e lascia il posto al Cultur Pride

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Salta il ventennale appuntamento con la Festa per la Cultura di Garbatella, ma gli organizzatori sono pronti per il Cultur Pride

PRIMO STOP DOPO 20 ANNI – “Quest’anno le luci non si accenderanno per un evento che in 20 anni ha visto crescere un consenso di artisti e di pubblico impressionante, resistendo al progressivo smantellamento, in atto da tempo, del tessuto socioculturale della città”. è in questo modo che l’Associazione Cultura Controchiave, capolista nel’organizzazione della Festa, annuncia il mancato appuntamento del 14 giugno. “ Un’esperienza collettiva a costo Zero per tutti (meno che – ricordiamolo – per noi di Controchiave e per gli artisti che hanno sempre partecipato gratuitamente) ma evidentemente non in linea con la ‘normalità’ – sottolinea la nota di Controchiave – ricercata da chi ritiene che Roma non meriti una politica culturale in grado di esaltare il grande fermento artistico e culturale che la attraversa, ma piuttosto costosi eventi mass-mediatici con esigue ricadute sul territorio”.

 

TUTTO QUELLO CHE È MANCATO – I motivi alla base della mancata realizzazione della Festa non starebbero, secondo gli organizzatori, nella crisi economica o nella cronica mancanza di fondi, ma nell’assenza, dopo vent’anni: “Di uno spazio polivalente a lei dedicato, incubatore artistico per i protagonisti delle strade e delle piazze, in grado di poter progettare le feste future; di un cantiere permanente per alimentare nel tempo quanto di meglio la Festa produce – e ancora – di una voce di spesa, anche minima, nel bilancio comunale, destinata a finanziare almeno i normali costi amministrativo-logistici necessari per la sua realizzazione; di iter specifici per agevolare le collaborazioni utili alla Festa, come quelle con le Municipalizzate (AMA, ATAC, ACEA) – ma anche – di convenzioni con spazi artistici del territorio”. Gli organizzatori parlano di ‘deserto’ attorno alla Festa: “Per salvarla e per continuare a proporre un modello di sviluppo culturale, noi quel deserto lo vogliamo attraversare proprio nel giorno in cui la Festa avrebbe dovuto svolgersi”.

IL CULTURE PRIDE – è in questo modo che gli operatori della cultura vogliono manifestare il 14 giugno: “Faremo la Non-Festa per la Cultura e chiamiamo a raccolta tutti: le associazioni, gli operatori, gli artisti, i tecnici e i cittadini che in questi anni hanno attraversato la Festa, per levare la propria voce in suo sostegno, con un corteo musicale, colorato e festoso che attraverserà le vie di Garbatella”. L’appuntamento con il corteo è per le 17,30 in Piazza S. Eurosia: “Questa è la ventunesima edizione della Festa per la cultura – spiega il Consigliere Sel al Municipio VIII, Marcello Duranti – perchè noi non ce ne andiamo dal territorio come operatori culturali, semplicemente c’è un momento di passaggio e bisogna mettersi in cammino fisicamente, con tanti artisti che hanno condiviso questo percorso. Anche il Municipio VIII – seguita -nonostante abbia vissuto questa privazione della Festa, ha capito come mettersi in cammino. Dal 15 bisogna lavorare ad un nuovo modello culturale che comprenda iniziative come la Festa per la Cultura”.

ORAMAI UNA TRADIZIONE – Abbiamo voluto ascoltare l’Assessore alle Politiche Culturali del Municipio VIII, Claudio Marotta, in relazione a questa vicenda e alla decisione degli organizzatori di sfilare in corteo per le vie della Garbatella: “Questa iniziativa degli operatori culturali ha la sua ragione d’essere nel momento in cui ci si dimentica di quella che oramai è divenuta una tradizione non solo della Garbatella. Pariamo dal dato che l’attivazione e le rivendicazioni di un territorio come il nostro sui temi della cultura sono forti e vigili – premette l’Assessore – La volontà di trasformare la Festa in una manifestazione artistica, ma anche intesa come mobilitazione della cittadinanza sui temi della cultura, è il segno dell’inteligenza dei nostri operatori culturali nel cogliere un momento di passaggio”. Una congiuntura letta dal’Assessore come una vera e propria battuta d’arresto: “Oggi siamo senza un Assessore di riferimento a livello comunale, con bilanci perlopiù azzerati sulla cultura, dobbiamo essere di nuovo tutti protagonisti di un processo di cambiamento. In questo senso – il Culture Pride del 14 giugno – sarà una manifestazione culturale, politica e artistica, che darà spazio alla creatività come strumento di rivendicazione per un futuro diverso per la città”. Molti i problemi da affrontare secondo l’Assessore Marotta: “Lunedì in Consiglio Municipale abbiamo approvato un bilancio duro e difficile, con allegato un ordine del giorno molto chiaro che dice che sulla cultura vanno investite delle risorse. Questa settimana – conclude -la festa della cultura si trasforma iun una giornata di rivendicazione per la cultura della città e per la città”.

NOI SIAMO INTERLOCUTORI MA LE RISPOSTE DEVONO ARRIVARE DAL CAMPIDOGLIO – Si è detto pronto a partecipare all’iniziativa del Cultur Pride il Consigliere Pd e Presidente della Commissione Cultura al Municipio VIII, Flavio Conia: “A Roma non abbiamo ancora un assessore alla cultura che possa dare risposte su questi temi. Quello che viene sollevato in questo caso non sono problematiche municipali o territoriali, noi possiamo farci carico di questi problemi, ma le risposte devono arrivare dal Comune. Aspettiamo che ci sia un segnale – spiega Conia – Il mondo culturale di questa città ha puntato molto su questa amministrazione, perchè dopo gli anni di Alemanno si aspettava un cambio di rotta molto forte. Questo non è stato fatto nel modo migliore. Noi saremo in piazza alla parata e accompagneremo queste realtà nel corso della dimostrazione. Spero che non ci sia una barriera che non permette un dialogo ma che si apra uno spiraglio che possa farci mettere alle spalle un anno difficile per fare qualche cosa di positivo per l’anno prossimo”.

Leonardo Mancini