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L’AGRO ROMANO CADE SOTTO IL VINCOLO DELLA SOPRINTENDENZA

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Il Ministro Bondi appoggia l’iniziativa. E’ scontro con Alemanno. Le Associazioni di Quartiere chiedono tempestività e decisione. Che la Sovrintendenza considerasse la tutela dell’immenso patrimonio paesaggistico e culturale della campagna a sud di Roma un punto nevralgico della sua politica a difesa del territorio non era un mistero ormai da tempo, ma adesso che la Sovrintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Roma, la Dott.ssa  Federica Galloni, ha dichiarato la porzione di agro romano compreso tra la via Ardeatina e la Laurentina  “di notevole interesse pubblico”, la prospettiva di vedere immobilizzare di fatto più di un milione di metri cubi di nuove costruzioni è diventata più che un’ipotesi.  In ballo non ci sono solo questioni di mero principio, ma gli interessi di molti operatori economici , che già da tempo avevano legato le loro prospettive di guadagno alle aspettative di sviluppo edilizio, che adesso rischierebbero di andare in fumo, e la straordinaria varietà paesaggistica, culturale, faunistica e floreale di questa nicchia  ecologica alle porte di Roma ancora per gran parte intatta e allo stato selvatico.  L’area interessata dal vincolo è quella di Cecchignola, Tor Pagnotta, Castel di Leva, Falcognana, Santa Fumia e Solforata, delle quali zone alcuni nomi  importanti  dell’edilizia romana come Francesco Gaetano Caltagirone, Leonardo Caltagirone e Santarelli, posseggono ampie porzioni in proprietà. Di tempo per decidere cosa fare a Comune di Roma e Regione Lazio ne è rimasto poco, perché se fra due mesi non avranno saputo rispondere con argomentazioni valide e pareri convincenti all’ipotesi di vincolo, la Soprintendenza avrà il potere di imporlo, ponendosi per altro in forte linea di continuità con le perplessità già espresse lo scorso anno nei confronti del Piano Regolatore Generale,  di cui era stata chiesta una variazione. Il forte “no” espresso per bocca della Dott.ssa Galloni ha costretto l’ Amministrazione Capitolina insieme al Vice-Presidente e Assessore all’Urbanistica della Regione Lazio, Esterino Montino, a scendere in campo a favore del vecchio PRG . Sul fronte favorevole al vincolo paesaggistico ci sono, oltre alla Sovrintendenza, anche le tante associazioni di quartiere e non,  che da anni si battono per la tutela di questo territorio nel quadrante sud di Roma  e che hanno trovato il sostegno dello stesso Ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi (PdL),  favorevole all’iniziativa. L’incidente diplomatico che si è creato all’interno della stessa compagine di Governo è stato sottolineato dall’intervento dello Sindaco Gianni Alemanno, che, pur criticando duramente la presa di posizione del Ministro, auspica il ritorno a un tavolo di lavoro comune fra il Ministro Bondi e la Soprintendenza  per l’approvazione di un piano urbanistico in grado di coniugare gli interessi dei molti operatori coinvolti salvando le previsioni di sviluppo urbanistico già avviate e la tutela dei valori paesaggistici presenti. Il rischio che incombe su tutta la vicenda è che il conflitto fra le Istituzioni si traduca in una paralisi generale che nuocerebbe sia agli interessi di costruttori e cittadini  ma che non gioverebbe nemmeno alla tutela di quest’area , lasciando ancora troppo libere le ipotesi sul suo futuro. Le  parole di Matilde Spadaro, capogruppo dei Verdi al Municipio XII, che si dice “entusiasta per questa iniziativa intelligente”, sembrano fare eco alle intenzioni della Soprintendenza affinché  il vincolo sia esteso ad un’area ancora più ampia comprendente tutto il territorio dell’Appia Antica e quello del Fosso della Cecchignola, creando così una rete “sistemica” di raccordo intorno alla città, includendo anche la riserva di Laurentino e Decima-Malafede. Ad esprimere preoccupazione per tutta la vicenda ci sono anche le Associazioni dei Costruttori Romani che temono i danni economici e occupazionali derivanti dalla caduta di un simile vincolo.

Stefano Lippera
Urloweb.com

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