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Leonardo Da Vinci: Dopo anni di abbandono si cerca la luce alla fine del PUP

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Il Municipio chiede la revoca della concessione e il ripristino dei luoghi

LA VICENDA – Una strada ristretta, immondizia, insicurezza e tanto degrado. È questo che per molti cittadini rappresenta l’ultimo tratto di viale Leonardo da Vinci nel quartiere San Paolo. In quella cantierizzazione, secondo quanto previsto dall’amministrazione nel 2009, sarebbe dovuto sorgere un parcheggio interrato. Un PUP frutto della ricollocazione di un altro parcheggio da delocalizzare, perché previsto su di un’area non adatta. Si procede quindi alla cantierizzazione, mentre i cittadini della zona iniziano a lottare. A colpi di perizie, complice anche l’abbandono del cantiere, la situazione rimane immobile, ferma, pietrificata. A cambiare sono soltanto le condizioni dell’area, fattasi via via più sporca e pericolosa. 

L’IMPEGNO DEL MUNICIPIO – Nella giornata di oggi il Municipio VIII, ha votato un atto per chiedere all’Amministrazione capitolina la revoca della concessione su quel cantiere, chiedendo al contempo il ripristino delle aree: “Con la Giunta Marino si giunge finalmente all’apertura di un dialogo con il Municipio ed i cittadini, che porta alla decisione di metter fine alla concessione – hanno dichiarato dopo la votazione in Aula il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci e l’Assessora ai Lavori Pubblici, Paola Angelucci – Il Municipio, nel tentativo di provare a districare l’intricata matassa, visto che una parte degli oneri di concessione erano stati versati nella casse capitoline, ha proposto un’allocazione diversa del parcheggio, trasformandolo in struttura di servizio per lavoratori e utenti dell’Ospedale Cto – seguitano Catarci e Angelucci – Anche di fronte a questa proposta, però, l’Assessorato competente alla Mobilità non ha attivato nessuna procedura in tal senso, malgrado il concessionario avesse espresso il proprio interesse alla soluzione prospettata. Preso atto dell’impantanamento attuale, il Consiglio del Municipio Roma VIII ha approvato un atto in cui chiede all’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Guido Improta, di sostanziare con atti concreti l’impegno alla revoca della concessione e al rispristino di quegli spazi per troppo tempo sottratti alla collettività.”

DAI CITTADINI – Sono i cittadini del Comitato No Pup Indignati, che da anni si battono contro quest’opera, a salutare con favore l’impegno preso dal Municipio VIII: “Per noi la votazione di questo documento era un atto dovuto. Adesso, assieme al Municipio, forti anche di questa risoluzione, dobbiamo andare alla carica dell’ufficio parcheggi”. Unica nota dolente per i cittadini è che non sia stata una votazione unanime: “Ci dispiace che non sia stato votato all’unanimità, avremmo preferito un’Aula compatta su questo tema”.

L’USCITA DALL’AULA – I motivi dell’uscita dall’Aula da parte dei consiglieri di FI ci sono stati spiegati dal capogruppo in Municipio VIII, Simone Foglio, che durante il suo intervento ha fatto distribuire ai consiglieri presenti la risposta ottenuta da un cittadino alle domande sulle condizioni in cui versa il PUP. “Una risposta fornita dal Dipartimento Mobilità e Trasporti in poco più di un mese – dall’inizio di marzo alla metà di aprile – sulla quale si può ricalcare quasi alla lettera l’atto presentato dalla maggioranza in Municipio VIII – racconta Foglio – La sinistra ha deciso di delocalizzare quel PUP nel 2009. Ora si accorge che non era il posto giusto e che quel PUP ha prodotto solo danni. Noi lo dicevamo già allora, ma se la nostra opinione conta poco, chi risarcirà i cittadini del quartiere San Paolo per gli incidenti provocati, il traffico, lo smog, le piante tagliate e la prostituzione esercitata nei container abbandonati? Chi risarcirà i cittadini? Un documento copiato e incollato?”.

L’OCCUPAZIONE INTELLETTUALE – Intanto il cantiere del PUP nelle ultime settimane è stato scosso da una forma di ‘occupazione’ molto particolare. I container abbandonati sono stati riorganizzati da un ignoto cittadino e adibiti a biblioteca popolare: “C’è un divanetto delle riviste e una enciclopedia – ci raccontano i cittadini del Comitato – Non sappiamo chi sia stato, ma certamente questa forma di ‘occupazione intellettuale’ ci fa più piacere rispetto ad un cantiere abbandonato”.

Leonardo Mancini