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Licenziamenti ed esoneri nei servizi per l’infanzia, i lavoratori non ci stanno

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Gli ex lavoratori di Progetto Laboratorio ONLUS in presidio per raccontare un piccolo ‘frammento di mondo’

IL PRESIDIO IN MUNICIPIO – Nella giornata di ieri un gruppo di ex lavoratrici e lavoratori dei servizi rivolti all’infanzia e all’adolescenza gestiti dall’Associazione Progetto Laboratorio ONLUS nel Municipio VIII (lo Spazio B.eB.i. Ludomagicabù e il Centro di Aggregazione Giovanile Tetris), hanno organizzato un presidio ed una merenda solidale per far conoscere a genitori, cittadini e Istituzioni la loro situazione. ‘Tutto il mondo in un frammento’, questo il titolo del volantino distribuito a dipendenti e passanti per raccontare la loro situazione lavorativa. 

LA STORIA DEGLI EX LAVORATORI – “All’inizio del 2013 a causa di debiti pregressi e consistenti l’associazione ha cercato di convincere alcuni lavoratori e lavoratrici a rinunciare alle garanzie (ferie pagate, tredicesima, tfr) inerenti il loro contratto a tempo indeterminato (imposto dal Comune e condizione necessaria per l’ottenimento della convenzione stessa), in seguito, settembre 2013, non essendovi riuscita ha cominciato a non pagare gli stipendi di tutti i lavoratori e le lavoratrici, senza neanche ipotizzare un piano di rientro – spiegano gli ex lavoratori in una nota – Dopo 6 mesi di mancati stipendi, 6 dei 7 lavoratori e lavoratrici di Progetto Laboratorio, che non fanno parte del direttivo dell’Associazione, hanno chiesto con determinazione chiarimenti sui tempi dei pagamenti, senza mai ricevere alcuna risposta. Alcuni, meno tutelati dalle forme di contratto che avevano in atto, sono stati “esonerati” immediatamente”. I lavoratori dei due servizi, orami esasperato dalla condizione in cui si trovavano, si sono quindi rivolti ad un avvocato: “A giugno le educatrici dello Spazio B.e B.i hanno organizzato una giornata di sciopero, con la solidarietà degli altri ex lavoratori e lavoratrici e della totalità dell’utenza. Contemporaneamente – aggiungono – sia il Comune di Roma che il Municipio Roma VIII, negli organi competenti, sono stati messi a conoscenza della situazione insostenibile cui erano costretti a vivere i lavoratori e le lavoratrici dei due servizi. L’Associazione ha così deciso di eliminare uno ad uno tutti i/le 6 lavoratori e lavoratrici, accampando motivazioni ridicole e prive di fondamento. Ad oggi – concludono – tutti e 6 abbiamo perso il nostro posto di lavoro, pur avendo lavorato fino all’ultimo giorno col massimo della professionalità, la stessa che ci è stata sempre riconosciuta sia dall’utenza, che dall’amministrazione, che, incredibile a dirsi dall’associazione stessa”. 

LA POSIZIONE DEL MUNICIPIO – All’incontro organizzato in via Benedetto Croce sul piazzale esterno del Municipio VIII, oltre a decine di genitori e di piccoli utenti dei servizi, hanno partecipato anche l’Assessore alla Scuola del Municipio VIII, Paola Angelucci e l’Assessore alle Politiche Sociale, Claudio Marotta. La loro partecipazione, richiesta dagli ex lavoratori, è stata utile per fare chiarezza sui passi intrapresi fino ad oggi dall’istituzione municipale. Per quanto riguarda il servizio di asilo nido dello Spazio B.e.B.i., che conta anche 15 posti comunali, l’Assessore Angelucci ha riferito di aver inviato una nota al Dipartimento, all’Assessore Capitolino Cattoi, al Presidente del Municipio VIII Catarci e all’Osservatorio sull’Occupazione di Roma Capitale, per spiegare la vicenda e chiedere tutte le verifiche a norma di legge. “Alla fine dello scorso anno scolastico abbiamo saputo del problema – spiega Paola Angelucci – Al netto dei licenziamenti e dei mancati pagamenti, non possiamo che percepire un sentimento di frustrazione. Lavorare per anni con cooperative di cui ti fidi e poi venire a conoscenza di tutto questo è una scorrettezza nei confronti dei lavoratori, dei cittadini e anche delle Istituzioni”. Nonostante questo l’Assessore Angelucci non può che rimarcare la necessità di mantenere attivo il servizio di Asilo Nido: “Non possiamo di certo permetterci di arretrare nel servizio. I locali in questione sono del Municipio, ma la Convenzione che regola l’attività è di Roma Capitale. Per questo abbiamo scritto al Dipartimento per sapere se sussistano ancora gli estremi per la Convenzione, ma anche se le ore di lavoro siano idonee a garantire qualità ed efficacia del servizio. Infatti – seguita – una volta rimosso il personale non sappiamo quante nuove assunzioni ci siano state, magari parliamo di un numero inferiore. In definitiva abbiamo chiesto di far valere la legislazione in materia”. Tutt’altra la situazione del Centro Giovanile Tetris, sul quale è intervenuto l’Assessore Marotta: “Su questa vicenda abbiamo portato avanti le azioni che competono all’Amministrazione municipale – spiega – C’è stata una gara pubblica cui l’Associazione ha partecipato per la gestione fino a dicembre del 2014, presentando un’equipe ed una coordinatrice rimosse dopo aver vinto”. L’Assessore Marotta prosegue spiegando come siano state avviate le procedure Amministrative per sapere se siano comunque mantenuti gli standard previsti dalla gara pubblica: “Vogliamo capire se gli standard sono rimasti invariati. Questa è una storia dolorosa che conosciamo. Ci sono due importantissimi servizi gestiti da un’Associazione che storicamente lavora sul territorio che, da un giorno all’altro, volta le spalle a chi ha garantito i suoi standard e all’Amministrazione. Gli ex lavoratori sono le prime vittime di questa situazione, con loro le famiglie e gli utenti dei servizi ma, in ultima analisi, anche il Municipio è vittima in questa vicenda”.

LE RICHIESTE DEGLI EX LAVORATORI – “Si tratta di una vicenda che riguarda la dignità di alcune persone, che non hanno voluto accettare le decisioni che, in maniera illegittima, venivano loro imposte e che hanno subito, loro malgrado, condizioni di lavoro materialmente ed eticamente insostenibili – seguitano i lavoratori nella nota – Rivogliamo i nostri posti di lavoro, perché è un lavoro che abbiamo sempre svolto bene, con cura, responsabilità e competenza. Noi – sottolineano – non siamo responsabili dei debiti accumulati da chi amministra una ONLUS. Crediamo che la continuità educativa sia un valore importante e crediamo che non possa essere trascurato né punito con licenziamento di chi ha alzato la testa davanti al sopruso dei propri diritti”. Gli ex lavoratori per il momento hanno ascoltato la posizione delle istituzioni municipali e, nelle prossime settimane, si adopereranno per far sentire ancora una volta la loro voce.

Leonardo Mancini