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LUNEUR: MA NON DOVEVA RIAPRIRE?

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Il noto lunapark romano ancora in stato d’abbandono. A quando una soluzione?
Ne parliamo dal lontano febbraio 2007 e ad oggi, tra le svariate peripezie dovute affrontare da ex giostrai, dipendenti e anche visitatori abituali, dell’unico storico parco di divertimenti della Capitale ancora non si hanno notizie certe.
Lo abbiamo detto più volte: Cinecittà, vincitrice del bando di gara per l’acquisizione dell’area ormai da circa un anno, non dà segni di voler iniziare dei lavori di ristrutturazione, né tantomeno di aprirsi ad un dialogo con gli operatori rimasti da tempo disoccupati. Anche i tavoli istituzionali del Comune non sembrano servire a granché, visto che nell’ultimo la Luneur Park (la società creata ad hoc per la gestione del Luneur) ha mandato un semplice “ascoltatore” in rappresentanza. Strano, perché a quanto pare quest’ultima è ancora l’unica che non ha proferito parola. “Abbiamo avuto un incontro con l’Assessore alle Attività Produttive e Commercio del Comune di Roma Davide Bordoni, dove erano presenti tutti, anche Eur S.p.A. e Cinecittà, che però ha inviato un “uditore” che ascoltava ma non interagiva – ci racconta Remigio Cona, Vicepresidente ANESV (Associazione Nazionale Esercenti Spettacolo Viaggiante) –  L’incontro, per quanto utile per mettere insieme le parti, non ha portato a nulla ed è morto sul nascere, avendo l’attore più importante, ovvero Cinecittà, solo in qualità di ascoltatore. Dal canto nostro noi abbiamo avanzato una proposta, ovvero quella di vederci garantiti dei posti di lavoro, o di permetterci di riqualificare gli stand e le attrazioni in modo da aumentare la qualità delle nostre attività, oppure, per chi volesse andare in pensione, una buona uscita di 5000 euro per metro lineare. L’Assessore Bordoni si è mostrato disponibile a risolvere la situazione – continua Cona – mettendo tutti attorno ad un tavolo. Per quanto riguarda i lavori non è ancora partito niente, e sì che si diceva che il Parco avrebbe riaperto prima dell’estate”. Quindi nessuna novità, nemmeno sul fronte dei lavori, nonostante i sei milioni di euro stanziati di cui 800.000 dovevano essere utilizzati in lavori di primo intervento. Il cantiere visibile attualmente fa parte di un’area adiacente, ma non compresa all’interno del lunapark. Inoltre ci siamo informati su com’è andata a finire la faccenda delle lettere di sfratto, visto che le giostre sono ancora tutte lì a prendere pioggia e polvere. “La Luneur Park aveva minacciato gli esercenti di sgombero forzato, che poi non è avvenuto. La cosa strana è che gli stessi, che hanno le attività di loro proprietà all’interno del Parco, non possono accedervi per effettuarne la manutenzione necessaria. – continua Cona – L’unico modo è firmare una dichiarazione per cui si accede all’area solo per rimuovere le attrazioni. Ciò non solo è inammissibile, ma provoca anche una situazione di pericolo”. Appunto, è legittimo chiedersi che cosa succederebbe se, mettiamo il caso più estremo, crollasse la ruota panoramica in mezzo a via delle Tre Fontane a causa di una manutenzione non effettuata. Di chi sarebbe la responsabilità? Ricordiamoci che la maggior parte delle attrazioni, che sono strutture anche grandi, sono a ridosso del perimetro del Parco, quindi sulla strada. È legale tutto questo? È ammissibile mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini, o poniamo il caso, di eventuali operai che inizieranno i lavori di bonifica? Abbiamo provato a chiederlo a Bordoni, che non ci ha fornito risposte, ma Antonio Gazzellone, consigliere comunale PdL, ci dice che “lo stesso Assessore Bordoni ha inviato una richiesta all’avvocatura del XV dipartimento per poter visionare la documentazione di Eur S.p.A. per verificare che sia tutto regolare. Tale lettera è partita da qualche settimana e presto dovremmo avere un riscontro”. Dal Comune rimane comunque l’impegno sia di maggioranza che dell’opposizione, che all’unisono sono preoccupati e attivi nella causa degli ex operatori. “Abbiamo una mozione in consiglio comunale che impegnava il Sindaco Alemanno, Eur S.p.A. e Cinecittà ad aprire un tavolo di discussione con gli operatori. – dichiara Antonio Stampete, consigliere comunale del PD – Con molta difficoltà sono stati fatti degli incontri, ma la società vincitrice della gara stenta a parlare del futuro dell’area. Si deve assolutamente trovare una soluzione, è un peccato vedere Roma privata del suo parco di divertimenti storico”. L’unica cosa da fare è ancora attendere di vedere qualcosa, ma la situazione è ancora in stallo. È molto triste, oggi, passare davanti al vecchio lunapark e non sentire più le urla dei ragazzi dagli ottovolanti o i bambini con lo zucchero filato tra le mani. Torneremo, prima o poi, a rivivere ciò che tanto ci appassionava da bambini?
Serena Savelli
Urloweb.com

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