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Mafia Capitale: è scontro anche in Municipio VIII

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Catarci parla di ‘azione moralizzatrice’, mentre il M5S continua a chiedere il commissariamento

IL DIBATTITO SUI TERRITORI – Non era possibile che il dibattito sulle vicende che stanno scuotendo la politica romana restasse confinato al livello capitolino o nelle direzioni dei partiti. In ogni territorio della Capitale si sta infatti proponendo lo stesso scontro che si ritrova ad ogni livello istituzionale

L’OPERA MORALIZZATRICE – Mentre nel Municipio IX, il Presidente Santoro è arrivato a bloccare una gara d’appalto per portare a termine tutti gli accertamenti del caso, nel Municipio VIII il Presidente Andrea Catarci parla di ‘azione di moralizzazione’: “A prescindere dalle responsabilità che saranno confermate o scagionate, da quelli che sono finiti dentro e da quelli che si aggiungeranno all’elenco, è certo che c’è stato un ennesimo ’sacco di Roma’ e c’è un sistema clientelar-mafioso da smantellare”. Il minisindaco seguita parlando dell’attività messa in campo dal Sindaco Marino in questo primo anno di consiliatura: “Pur in mezzo a mille difficoltà ha avuto il merito indiscutibile di attuare un’azione ampia e decisa di moralizzazione della struttura capitolina e delle aziende pubbliche ad essa collegate, respingendo con forza le pressioni trasversali. È giusto, corretto e doveroso, proseguire in questa azione moralizzatrice, a cui dovrebbero dare sostegno tutte le forze politiche, sociali e civili della città – conclude – Non si tratta di sciogliere il consiglio comunale ma di proseguire sulla strada giusta, senza dar troppo peso a chi sciacallescamente oggi vuole speculare su Roma”. 

LA REPLICA DEI 5 STELLE – Il riferimento del Presidente Catarci alle richieste di scioglimento del Comune da parte del M5S è chiaro. Infatti non tarda ad arrivare anche la replica dei penta-stellati che ritengono ‘surreale’ l’opinione di Catarci riguardo l’azione moralizzatrice messa in atto dal Sindaco Marino: “Come se nell’inchiesta non fossero finiti pezzi della sinistra romana: Mirko Coratti, Presidente dell’assemblea capitolina, che si è dimesso; l’assessore alla casa Daniele Ozzimo, che si è dimesso; Luca Odevaine, ex vice capo segreteria del sindaco Veltroni – seguitano – Salvatore Buzzi, uno tra i maggiori indagati, già condannato per omicidio e numero uno della cooperativa “29 giugno”, appartenente all’universo Legacoop, non temeva affatto un cambio di maggioranza alla guida di Roma”. Il riferimento è all’intercettazione della primavera del 2013 in cui Buzzi affermava: “C’ho 4 cavalli che corrono col Pd, poi con la Pdl ce ne ho 3 e con Marchini c’ho rapporti con Luca – Odevaine, ndr – quindi va bene lo stesso”.

CORRUZIONE BIPARTISAN – Secondo il Movimento 5 Stelle il Sindaco Marino faceva “dormire tranquilli questi personaggi e quanto la continuità per i corruttori fosse garantita indipendentemente dalla destra e dalla sinistra – seguita la nota – Si stima che la corruzione rubi ai romani circa 500 milioni di euro l’anno e, al contrario di ciò che afferma il Presidente Catarci, non sono state intraprese misure di emergenza per risolvere questo stato di cose. Il sindaco ha continuato sostanzialmente le politiche che lo hanno preceduto. I soldi del pietoso bilancio presentato da questa maggioranza provengono sempre dalle tasche dei cittadini e non dalla lotta alla corruzione. Tasse ed aumenti indiscriminati vanno a coprire gli intoccabili interessi dei potenti che Marino, per incapacità o per impossibilità, non ha sfiorato”. La richiesta del Movimento continua quella del commissariamento: “Perché vuole istituzioni libere e oneste – concludono – non avendo nessun interesse a mantenere poltrone, a differenza di chi tenta di ridimensionare quello che la magistratura definisce un sistema così permeato e complesso da poter essere definito mafioso”. 

Leonardo Mancini