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Memorie d’Inciampo a Roma

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Pietre d’inciampo per ricordare le deportazioni e le morti della Seconda Guerra Mondiale

Il 12 e 13 gennaio 2011 in alcuni dei Municipi di Roma ha avuto luogo l’iniziativa “Memorie d’inciampo a Roma” a cura di Adachiara Zevi, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e promosso dall’Associazione Nazionale degli ex deportati e degli ex internati (ANED e ANEI), dalle organizzazioni ebraiche romane e nazionali, dal Museo Storico della Liberazione di Via Tasso e dal Municipio Roma XI (Assessorato alle Politiche per la Memoria). L’evento, alla sua seconda edizione, vede l’artista tedesco Gunter Demnig coinvolto nel posizionamento di 54 Stolpersteine (pietre d’inciampo) in cinque Municipi, fra cui l’undicesimo. L’idea di ricordare la tragedia delle deportazioni del secondo conflitto mondiale attraverso la posa di una Stolpersteine davanti la casa di un deportato, nasce nel 1993 quando l’artista trovatosi a Colonia per un’installazione in ricordo delle persecuzioni nei confronti dei Rom, si scontrò contro il revisionismo e la volontà di dimenticare di parte della popolazione.

Dalle prime installazioni (1995) ad oggi sono stati posati più di 22.000 Stolpersteine nei Paesi europei più interessati dalle persecuzioni. Queste pietre sono dei sampietrini di grandezza ordinaria (10X10) che interrati lasciano visibile la parte superiore, ovvero una placca in ottone su cui vengono incise le notizie riguardanti il deportato: nome, cognome, data di nascita, di deportazione e quando rintracciabile luogo e data di morte. Ogni Stolpersteine ha il costo di 100 euro e può essere richiesta da famigliari o amici di un deportato attraverso lo sportello attivo presso la Casa della Memoria e della Storia, con l’apposito modulo presente sul sito dell’organizzazione.
Nel Municipio XI è stata posizionata una pietra il 13 gennaio al numero 8 di Via Bossi, di fronte l’abitazione di Filippo D’Agostino figura fondamentale nella fondazione del Partito Comunista Italiano. Già sindacalista e Segretario della Camera del Lavoro di Bari, rifugiato in Svizzera, poi a Londra e in Russia, viene arrestato a Roma il 19 dicembre del 1943 da agenti della Pubblica Sicurezza del Commissariato San Paolo. Rinchiuso a Regina Coeli sarà deportato come “politico” il 4 gennaio 1944 con altri 330 uomini al KZ Mathausen, e assassinato il 14 luglio del 1944 nel Castello di Hartheim vicino a Linz. Erano presenti all’installazione, oltre alla nipote di Filippo D’Agostino, anche il Presidente Andrea Catarci del Municipio XI e il Presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici, che hanno voluto sottolineare le peculiarità dell’iniziativa. Delle pietre tutte uguali e tutte differenti, che riportano idealmente a casa la memoria dei deportati: un sistema poco invasivo ma certamente di forte impatto per “fare memoria”.

Leonardo Mancini