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Mercato Montagnola: gli scarti alimentari finiscono al Bioparco

Con l’annuncio dell’iniziativa volta a ridurre sprechi e rifiuti arrivano le polemiche sulla paternità del progetto

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MONTAGNOLA – Parte l’operazione per diminuire lo spreco alimentare a partire dal Mercato Rionale della Montagnola, ma con essa arrivano anche le polemiche relative alla paternità del progetto.

DAL MERCATO AL BIOPARCO – Nella serata di sabato l’Assessora capitolina all’Ambiente, Pinuccia Montanari, ha pubblicato sul suo profilo Facebook un breve post per spiegare l’iniziativa intrapresa. Con alcune fotografie del Mercato della Montagnola, ha spiegato come gli scarti alimentari qui prodotti “invece di finire nell’immondizia, sono diventati cibo per gli animali del Bioparco: il primo test per la lotta allo spreco alimentare e la riduzione dei rifiuti ha funzionato”.

MENO RIFIUTI – L’assessore ha poi dichiarato che da questo progetto pilota partiranno delle iniziative che coinvolgeranno anche gli altri mercati rionali della Capitale: “Grazie a questo successo, la Giunta Capitolina mi ha dato mandato per estendere ad altri mercati rionali, su proposta dei Municipi, un programma sperimentale di riduzione dei rifiuti organici avviando i beni alimentari invenduti a iniziative benefiche. La sperimentazione sarà condotta in collaborazione con l’Assessore con delega al commercio Adriano Meloni. Il risultato? – conclude Montanari – Meno rifiuti da smaltire, più risparmi per le tasche dei cittadini”.

LA POLEMICA – L’iniziativa è sicuramente lodevole e se messa a sistema potrebbe contribuire notevolmente alla diminuzione degli sprechi e della produzione di rifiuti. Ma proprio per questo nelle ore immediatamente successive alla dichiarazione dell’Assessore Montanari sono partite le polemiche sulla paternità del progetto. È l’ex minisindaco del Municipio VIII, Paolo Pace, uscito dal M5s e da poco approdato tra le file di Fdi, a richiamare una memoria di giunta municipale del 10 febbraio scorso che parla di spreco alimentare e buone pratiche da diffondere sul territorio. Secondo quanto dichiarato da Pace però il progetto conterrebbe anche le azioni virtuose annunciate dall’assessore Montanari: “Il progetto parte da una brillante e lungimirante idea dell’ex assessore all’ambiente del Municipio VIII Daniela Altera. Progetto ratificato poi da una memoria di giunta (la numero 3) dell’ottavo Municipio datata 10 febbraio 2017 ed era ben più articolato rispetto a quello mal copiato dall’assessore capitolino – seguita Pace – Di non poco conto è il fatto che nonostante i numerosi tentativi, da parte dell’ex assessore Daniela Altera, per condividere tutti i progetti con l’analogo assessore capitolino, la stessa non sia mai riuscita ad avere alcuna possibilità d’incontro se non sporadicamente con qualche componente dello staff. Non può quindi che sorprendere come ora, l’ipotesi di realizzazione solo di una parte minimale dello stesso progetto, rappresenti oltre ad un palese tentativo di appropriazione della sua paternità anche un motivo di vanto per l’amministrazione capitolina”.

LeMa