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Montagnola: nasce il “triangolo dell’abusivismo”

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mercato abusivo montagnola

Continuano i mercatini abusivi, senza che si riesca ad arginare il fenomeno

Tratto da Urlo n.130 dicembre 2015

MONTAGNOLA – Ci siamo più volte occupati dell’abusivismo commerciale su strada, così come abbiamo spesso parlato della situazione venutasi a creare a Montagnola con la continua presenza di mercatini illegali lungo i marciapiedi. In particolare sono tre le strade dove quasi quotidianamente si può osservare questo fenomeno: via Spedalieri, via Acri e via Baldassarre Castiglione. Un “triangolo” dal quale riceviamo decine di segnalazioni ogni settimana circa la presenza di mercatini abusivi con esposta merce di dubbia provenienza. Mail, chiamate e tweet che non arrivano soltanto alle redazioni dei giornali locali, ma che raggiungono anche le Forze di Polizia, il Municipio e i consiglieri municipali. “Le segnalazioni sono giornaliere ed esasperate – ci dice il Consigliere di Noi con Salvini in Municipio VIII, Andrea Baccarelli – Tra le priorità arrivate al Commissario Tronca sarebbe stato utile ricordare questi fenomeni che non solo sono illegali, ma rappresentano un degrado mostruoso sul territorio. Sulle periferie – aggiunge – servono interventi di legalità e questi secondo me devono essere i primi”. Basta una veloce passeggiata lungo queste vie per rendersi conto della tipologia delle merci esposte. C’è un po’ di tutto, dai vestiti usati, spesso in pessime condizioni, fino a generi alimentari e piccoli elettrodomestici ancora imballati. Il tutto attorniato da soprammobili, utensili da cucina e pezzi di ricambio usati (?) per auto e moto. La nostra passeggiata l’abbiamo fatta con i primi veri freddi di quest’anno, così la sorpresa è stata trovare vari tipi di catene da neve.  

Tra i più indignati e attivi nel segnalare questo fenomeno ci sono i cittadini che fanno capo all’Associazione Eur-Montagnola Terra di Confine: “Ciò che spaventa i residenti è l’immobilismo delle istituzioni che ricevono quotidianamente segnalazioni da parte di cittadini che non si sentono più sicuri. La sensazione è che non si abbia più il controllo del territorio, vista la propagazione di fenomeni abusivi di cui il mercatino è purtroppo solo la punta dell’iceberg”. Dall’Associazione infatti non manca l’analisi del processo che ha portato questo fenomeno ad essere tanto visibile e difficile da ostacolare. Si parte con molti insediamenti abusivi in aree periferiche ed abbandonate del territorio, per poi passare al rovistaggio nei cassonetti e all’accumulo di questi materiali in autovetture e roulotte che fungono da punti di smistamento, assieme ad alcune aree verdi della zona che, invece, sono divenute dei veri depositi. “Ci stiamo muovendo quotidianamente per combattere anche persone e attività conniventi che forniscono merce deperibile – seguitano dall’Associazione – permettendo di rifornire un mercato che si allarga a macchia d’olio e che pare essere più potente di chi dovrebbe vigilare”. “Ci sono persone arrabbiate e schifate, così come ci sono i clienti fedeli – ci racconta la Consigliera municipale del gruppo misto, Alessandra Bonaccorsi – Ho interpellato la Polizia Locale che mi ha spiegato come non sempre si riesce ad intervenire sul posto, perché spesso non ci sono unità disponibili, anche per il dirottamento di molte pattuglie verso il centro città. Inoltre ci sono difficoltà nel multare chi vende queste merci, spesso persone nullatenenti e senza documenti. Sarebbe quindi il momento di iniziare a multare chi questi mercatini li fa prosperare, cioè gli avventori”. Sulla necessità di fornire alle Forze di Polizia gli strumenti adeguati a combattere questo tipo di fenomeno, è tornato il Consigliere Pd, ex delegato alla Sicurezza, Luca Gasperini: “Recepiamo tante lamentele da parte dei cittadini e spesso ci troviamo a fare da cuscinetto e da filtro nei confronti della Giunta municipale. Bisogna investire sulla Polizia Locale – spiega – Dato che con il Giubileo si riverseranno su Roma circa 300 milioni di euro, ogni Municipio dovrebbero avere dei fondi per migliorare l’operatività della Polizia Locale, partendo dalle autovetture inutilizzabili e dal pagamento degli straordinari, altrimenti non ci si può scandalizzare se la risposta che ci arriva è che non ci sono i mezzi per i sequestri”. 

Ma poco conta per i cittadini che vogliono delle risposte immediate, fattive e di lunga durata nei confronti di questo fenomeno che invece sembra espandersi. La speranza, che ha più il sapore di una sfida alle istituzioni, è che il clima politico della Capitale possa favorire una soluzione di questa situazione: “Crediamo che nel clima da campagna elettorale che comincia a crearsi potremo avere maggiore ascolto: non si dimentichi infatti che anche noi siamo elettori e che siamo fortemente delusi – scrivono dall’Associazione – In quanto cittadini trascurati guardiamo a realtà come Napoli dove De Magistris con un’ordinanza ha vietato il rovistaggio nei cassonetti e la rivendita dei materiali così ottenuti. Qui la differenza: il suddetto Sindaco tenne a precisare quanto l’ordinanza non avesse alcun risvolto razziale o etnico, ma solo di decoro e pulizia della città, mentre qui invece chi chiede pulizia ed equità viene tacciato di razzismo”. 

Sulla vicenda abbiamo voluto sentire anche il Presidente del Municipio VIII che, ci dice, si è fatto portavoce della situazione nel corso del tavolo per l’ordine e la sicurezza pubblica messo in piedi dal Prefetto Gabrielli in tutti i Municipi. “Abbiamo segnalato l’aumento della frequenza di questi mercatini. Purtroppo gli interventi delle Forze dell’Ordine sui marciapiedi non sono fruttuosi – spiega Catarci – segnano il passo davanti ad un fenomeno molto organizzato”. Gli interventi e i sequestri di queste merci infatti non sembrano inficiare assolutamente l’ampiezza del fenomeno. Tutt’altro discorso sarebbe se si insistesse nel rimuovere e controllare i punti di stoccaggio dei materiali. “Ci sono stati interventi nel Parco di via Trezza, ma ancora non basta – seguita il Minisindaco – Soprattutto se si scopre che un parco funge da magazzino e che due o tre roulotte fisse servono a smistare i materiali, se si vuole smantellare il fenomeno – spiega – l’azione deve concentrarsi ed intervenire sulle basi d’appoggio. Altrimenti si toglie roba dai marciapiedi e dopo un quarto d’ora sono nuovamente pieni”. Sarebbero proprie queste le richieste avanzate dal Municipio al Prefetto Gabrielli: un maggiore controllo sulle aree verdi circostanti assieme ad interventi che non colpiscano il singolo mercatino, ma che puntino a scoraggiare il fenomeno. 

Sono molte le difficoltà che si riscontrano nel contrasto ad un fenomeno di questo tipo. Si parte dalla capillarità degli interventi che devono essere messi in campo, fino alla necessità di studiare azioni mirate e sostenibili che portino soluzioni non solo concrete, ma anche continuative. I rischi in questi interventi ci sono, si può arrivare a spostare semplicemente i mercatini di qualche centinaio di metri, lasciando quindi il problema ad un altro quartiere, oppure arrivare ad un clima che non rende possibile mantenere l’ordine pubblico. Sta di fatto che la sensazione percepita dei residenti del quartiere, quando alle loro chiamate non corrispondono interventi, è sempre la stessa: frustrazione e rabbia. 

Leonardo Mancini