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Montagnola: torna l’insediamento abusivo su via Laurentina

Residenti e commercianti in allarme per i roghi e il numero degli occupanti in crescita

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Tratto da Urlo n.152 dicembre 2017

MONTAGNOLA – Si torna a parlare di insediamenti abusivi nel territorio di Montagnola. Lungo via Laurentina, a poca distanza dall’incrocio con via Cristoforo Colombo, in un terreno già conosciuto per questo genere di fenomeni, si sta costituendo un nuovo accampamento che cresce di consistenza giorno dopo giorno. L’area in questione già in passato è stata oggetto di un considerevole sgombero e, durante la scorsa estate, ha subito un grosso incendio.

NUOVA SEGNALAZIONE – Nonostante l’attenzione crescente sul quadrante, già vittima di abusivismo commerciale, roghi di auto e rovistaggio indiscriminato, l’Associazione Terra di Confine Eur-Montagnola si è trovata costretta a denunciare nuovamente l’occupazione. Quello di cui parliamo è un territorio al confine tra due municipi. Al Municipio IX spetterebbe la competenza amministrativa, mentre i disagi vengono percepiti soltanto dai cittadini del Municipio VIII. “Dopo l’ultimo sgombero, ottenuto da noi con mesi di lavoro per mettere d’accordo due municipi e i privati – l’Acquamarcia, società in concordato fallimentare proprietaria dell’area, ndr – sono arrivati nuovi occupanti”, spiegano i cittadini.

L’INSEDIAMENTO – Segnalazioni di una situazione che sta diventando ingestibile arrivano anche dai commercianti, che denunciano i roghi di materiali, probabilmente con lo scopo di riscaldarsi e di recuperare il rame. Inoltre sempre i negozianti della zona raccontano come il numero degli occupanti, composti anche da interi nuclei familiari, stia crescendo a vista d’occhio. “I nuovi occupanti hanno ricostruito il capannone che prese fuoco – comunica l’Associazione Terra di Confine – e incendiano quotidianamente plastica”. Una situazione preoccupante che se non controllata per tempo potrebbe diventare insostenibile con il passare dell’inverno.

DALLA POLITICA – Intanto gli esponenti politici locali non mancano di sottolineare le difficoltà legate all’intervento in un territorio senza un formale governo municipale: “È innegabile che le proteste dei cittadini siano sacrosante – afferma il Vicesegretario municipale del Pd, Luca Gasperini – Il Municipio non è presidiato dalla politica a causa del commissariamento, quindi diventa difficile agire in maniera veloce e risolutiva. Quello che ci impegniamo a fare come Pd è di scrivere immediatamente a tutti gli organi competenti chiedendo di attivarsi per risolvere questa situazione”. Dal centro destra si punta invece il dito contro chi, dopo il primo sgombero, non ha lavorato e vigilato perché la situazione non si riproponesse: “Abbiamo ribadito più volte come situazioni di questo genere si vengano a creare dove le amministrazioni trovano più difficile intervenire – comunica il Vicecoordinatore romano di Fi, Simone Foglio – Nel Municipio VIII inoltre chi dovrebbe governare è assente. Non si può pensare di risolvere queste vicende sgombero dopo sgombero, bisogna lavorare per evitare che questi luoghi cadano nel degrado. La speranza è che la politica torni ad abitare il Municipio VIII e che i cittadini vengano nuovamente chiamati a scegliere”. Dare funzioni agli spazi per superare abbandono e degrado è l’idea dell’ex Consigliere Amedeo Ciaccheri, che guarda proprio alle associazioni e ai comitati di quartiere come motore di queste iniziative: “A Montagnola c’è stata una presa di coscienza del territorio da parte dei comitati e delle associazioni di quartiere per costruire dal basso le risposte ai problemi. Ricominciare a parlare di questo con i cittadini attivi è il primo passo per rimettere tutti gli spazi in uso e togliere il quartiere da una situazione di confine”.

L’ESPOSTO – Dall’Associazione Terra di Confine, in attesa che le istituzioni si facciano carico di questa criticità, si prepara una raccolta firme tra i residenti e un nuovo esposto. Ma l’azione dei cittadini resta complessa, sia per il carattere appunto di “confine” della zona, che a causa della situazione del terreno. Questo risulta di proprietà di privati e quindi non direttamente sotto la responsabilità del Comune che, in passato, riuscì ad attuare lo sgombero e la bonifica soltanto in danno.

Leonardo Mancini