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Municipio VIII: cosa succede nella maggioranza?

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Lotte interne da risolvere oppure rimpasto di giunta necessario? Il M5S verso la sfiducia al Presidente Pace

LA ‘QUESTIONE PAOLO PACE’- A quanto pare nel Municipio VIII si sarebbe aperta la ‘questione Paolo Pace’, così definita in un post sul suo profilo Facebook dalla Consigliera Cinzia Piacentini. Durante una riunione degli attivisti del Municipio VIII, alcuni consiglieri eletti hanno presentato un documento in cui si chiede un rimpasto di Giunta, senza il quale si minaccia la sfiducia alla Presidenza. “Ormai sono mesi che stiamo combattendo una battaglia nel nostro interno del Municipio – scrive la consigliera Piacentini – Abbiamo provato e stiamo provando a risolvere la questione “Paolo Pace”, ma non sembra essere collaborativo né in linea ai principi e valori del movimento e per i quali lui era stato da tutti noi votato”.

LE CRITICHE – Le critiche dei ‘consiglieri ribelli’ si concentrerebbero su alcuni comportamenti tenuti in questi mesi dal Presidente Pace: “La situazione sembra ormai raggiungere l’insostenibile a causa dei suoi comportamenti da “capo” e mancanza di condivisione e lavoro di squadra: ha fatto affidamenti diretti e altro ancora – prosegue Cinzia Piacentini – Siamo consapevoli di cosa voglia dire “sfiduciare” come siamo consapevoli che non siamo qui per salvarci la poltrona né per riscaldarla ma per portare avanti l’intento del cambiamento. Se andiamo avanti con questo Municipio e alla maniera di Paolo non ci sarà più tanto a differenza con la vecchia politica”.

LA VERA CRISI – Il post in questione è stato pubblicato nella giornata del 4 gennaio, alla vigilia dell’incontro con gli attivisti, il giorno dopo una difficile riunione di maggioranza: “Ieri sera in riunione di maggioranza in difesa degli I-60 – conclude la consigliera Piacentini – e di fantascientifici attacchi al nostro assessore alla Urbanistica che come Berdini sta facendo un lavoro ammirevole, siamo arrivati alla rottura”. La ricostruzione di quanto sta accadendo in Municipio VIII non può prescindere da questa affermazione, sarebbe infatti proprio nei rapporti con l’Assessorato all’Urbanistica che si starebbe consumando la crisi.

IL CONTRASTO CON L’ASSESSORATO – “Ora si stanno scannando dopo l’atto sul Fosso delle Tre Fontane e contro l’edificazione I60 Grottaperfetta, che abbiamo presentato lo scorso mese”, afferma su Facebook il consigliere d’opposizione Andrea Catarci. Ma ancora di più si starebbero ‘scannando’ sul metodo con cui è stato nominato il nuovo CTP (Consulente Tecnico di Parte) del Municipio all’interno del procedimento aperto al TAR sulla vicenda del Fosso delle Tre Fontane. In questo caso a chiedere maggiore chiarezza sono stati i consiglieri di centrodestra. I forzisti Maurizio Buonincontro e Andrea Baccarelli, assieme ad Alessio Scimè di FdI, da alcuni giorni aspettano delle spiegazioni: “A quanto pare questo tecnico esterno al Municipio è stato indicato direttamente dall’Assessore all’Urbanistica, che non ha tempo per venire in commissione a riferire ma lo trova per fare ricerche di personale. A quanto abbiamo appreso – spiegano i consiglieri – la stessa Avvocatura Capitolina avrebbe negato la possibilità di indicare questo professionista. Prima si sarebbero dovute ricercare figure all’interno del personale, poi si sarebbe dovuta predisporre un’evidenza pubblica – un bando Ndr – ma nulla di questo è stato fatto”. Secondo i consiglieri d’opposizione quindi l’indicazione di questo esperto sarebbe arrivata unilateralmente dall’Assessorato: “A che titolo questa persona ha lavorato? – si chiedono i consiglieri – Perché proprio lui e non qualcun altro? Perché non c’è stato un bando? Quanto costerà la sua prestazione? Chi la pagherà?”. Tutte domande che nei prossimi giorni potrebbero ottenere una risposta, soprattutto perché il consigliere Buonincontro, presidente della Commissione Controllo e Garanzia, ha già annunciato una seduta per fare chiarezza su tutti questi aspetti.

LO SCONTRO CON LA PRESIDENZA – Lo scontro tra il Presidente Paolo Pace e parte della sua maggioranza si sarebbe consumato proprio su questo tema. Con il gruppo degli sfiducianti convinti nel difendere l’operato dell’Assessore in tutta la vicenda dell’I-60. La speranza a questo punto è che tutti i passaggi di questa nomina vengano spiegati al più presto, per fare chiarezza e non inficiare quanto fatto in questi mesi sull’edificazione di Grottaperfetta.

LA SFIDUCIA – A quanto apprendiamo da fonti della maggioranza quelli che abbiamo definito ‘consiglieri ribelli’ sarebbero sette, un numero non sufficiente per richiedere una votazione di sfiducia (per il Regolamento d’Aula servono infatti i 2/5 dei Consiglieri). Al momento quindi la sfiducia, a meno di pescare tra le fila dell’opposizione, sembra difficile da raggiungere. Anche perché tutt’altro gioco sono la votazione e lo scenario che questa aprirebbe. La votazione positiva, e quindi l’uscita di scena di Paolo Pace, porterebbe al commissariamento del Municipio, una situazione simile (anche se per motivazioni diverse) a quella vissuta ad oggi da Ostia. L’eventuale sconfitta degli sfiducianti aprirebbe invece scenari complessi, in cui la tenuta della maggioranza sarebbe messa in forte crisi e le dimissioni, questa volta non quelle del Presidente, potrebbero essere l’unica via d’uscita.

Leonardo Mancini