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Municipio VIII: il ricordo di Libero De Angelis

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Nel 70esimo della Liberazione cittadini e istituzioni rendono omaggio ad un ‘figlio della Garbatella’

IL RICORDO – Ieri, nel 70esimo della Liberazione di Roma, le istituzioni municipali assieme ad alcuni cittadini hanno ricordato la figura di Libero De Angelis: figlio del Lotto 28 alla Garbatella, patriota socialista e partigiano delle Brigate Matteotti. Dopo aver riparato in Grecia per scappare dalla deportazione nazista, questo figlio della Garbatella tornò a Roma per entrare nella resistenza delle Brigate Matteotti. Il 4 aprile del 1944 venne arrestato, per essere poi ucciso a La Storta a soli 22 anni il 4 giugno. Una delle ultime vittime della ritirata nazista del giugno 1944. 

 

TRA RICORDO E MEMORIA – Il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci, assieme all’Assessore alla Cultura Claudio Marotta e al Presidente della Commissione Cultura, Flavio Conia, hanno reso omaggio ponendo una nuova corona al fianco della targa commemorativa nel lotto 28 della Garbatella “Ieri eravamo alla Centrale Montemartini in occasione del settantesimo della Liberazione di Roma – ha spiegato l’Assessore Marotta – abbiamo voluto commemorare e festeggiare questo momento con una importante esposizione dei ragazzi del nostri licei che hanno portato settanta opere legate ai temi della liberazione. Pensiamo che la memoria e la cultura siano materie vive e non possono ridursi alle sole commemorazioni. Vogliamo che i temi legati alla memoria siano vissuti nella scuola, il terreno dove ci si forma. Oggi – seguita – abbiamo voluto rendere omaggio a Libero de Angelis, ci sono molte iniziative come queste in cantiere, un impegno preso che vogliamo rispettare, per omaggiare la memoria e guardare al futuro, sapendo quello che è stato il sacrificio di tanti” Una corona o una targa, per quanto siano importanti, non bastano. È questa la sollecitazione che ha voluto accogliere il Presidente Catarci: “Tra le cose che abbiamo fatto ci sono state le passeggiate della mobilità culturale, sicuramente saranno ampliate con altri percorsi riguardanti la memoria dei luoghi e dei personaggi che hanno animato queste strade. È assolutamente necessario – ha continuato il Presidente – perchè questo, come tanti altri luoghi del nostro territorio, parlano molto, e raccontano la nostra storia. Facciamo ogni anno il percorso della memoria – aggiunge – che non riguarda solo il corteo del 24 marzo, ma ospita laboratori nelle scuole che partono a settembre e finiscono a giugno. L’anno scorso abbiamo posto una targa alla Villetta, oggi siamo qui, per creare sempre più una viva dimensione del ricordo”. I ringraziamenti delle istituzioni sono poi andati a Mirella Arcidiacono de Il Tempo Ritrovato, nota ai più come Fata Garbatela, per l’impegno dimostrato nel ricorso e nel racconto della storia dei luoghi.

LE INIZIATIVE PER IL 70° ANNIVERSARIO – Due iniziative inserite all’interno dello spettacolare scenario della Centrale Montemartini. L’archeologia industriale, gioiello del quartiere Ostiense è stata scelta come sede di queste celebrazioni proprio perchè è situata a due passi dai luoghi simbolici della difesa di Roma, l’8 settembre del 1943 a Porta San Paolo, nonché il quartiere della Magliana. La prima iniziativa si è svolta martedì 3 giugno: “Abbiamo tentato di far vivere la memoria del nostro territorio per non lasciare che sia relegata ad un feticcio, alle solite messe laiche, ad un rito che diviene stanco e incomprensibile alla città – ha dichiarato l’Assessore Marotta – Ieri abbiamo inaugurato alla Centrale Montemartini ‘70 anni per 70 opere’, un progetto attraverso cui gli studenti del Liceo Cavour, dell’Istituto Artistico Caravaggio e dell’Istituto Superiore di via Delle Sette Chiese, hanno realizzato 70 opere per riscoprire e attualizzare la resistenza nella nostra città. Un programma articolato – conclude – che ha voluto porre attenzione alle realtà del territorio, perchè aver cura di questi temi vuol dire tenere unita la comunità”. Questa mostra, realizzata con il finanziamento della Regione Lazio, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale, dell’IRSIFAR(Istituto Romano per la storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza), del Municipio Roma VIII, curata dall’Associazione Culturale Controchiave, sarà visitabile fino al 6 giugno. Il secondo incontro con la memoria è invece previsto per venerdì 6 giugno a partire dalle ore 17.00 con “ROMA LIBERATA”, una manifestazione organizzata dall’AAMOD, dal Museo della Centrale Montemartini e dalla Fondazione Don Luigi Di Liegro. In questa occasione, come si legge nella nota di presentazione dell’evento, verranno rievocate con alcune iniziative, la memoria della liberazione di Roma e dei terribili nove mesi di occupazione nazista. “L’iniziativa – si legge nel programma – vedrà coinvolti il Museo Centrale Montemartini dove, dopo la visita guidata, si svolgerà un’introduzione storica; la Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro, che ospiterà una meravigliosa installazione di sagome umane in cartapesta, opera collettiva di artisti internazionali, dedicata a bombardamento di San Lorenzo; la Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, che proietterà il film Roma Occupata, di Ansano Giannarelli”. Memoria come ricordo, ma non solo. È questo il sentimento che spinge il Consigliere Pd, e Presidente della Commissione Cultura, Flavio Conia: “Quando si mettono in campo queste iniziative – spiega -si rischia sempre di essere guardati come le solite istituzioni che tendono a ricordare in modo passivo e ridondante ceri temi. Dobbiamo cercare di invertire questa visione, perchè le ricorrenze sono le nostre tradizioni, generazione dopo generazione. Non è un ripetere – aggiunge – ma un consolidare la storia di un territorio. Esiste la retorica secondo la quale i giovani d’oggi non conoscono, ma non conoscono se nessuno gli fa conoscere. Sfido chiunque a trovare una generazione che spontaneamente è andata a conoscere il proprio passato. In questa – conclude – come in altre vicende, serve una guida, che ricordi, racconti e insegni”.

Leonardo Mancini