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Municipio VIII: va in pensione ‘l’anagrafico’

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marconi sportello

Dopo 42 anni va in pensione il Signor Marconi, colonna portante degli uffici municipali

LA MERITATA PENSIONE – 42 anni, 6 mesi e 1 giorno. Questo è lo ‘stato di servizio’ come dipendente pubblico del Signor Fabio Marconi. Ha visto passare sindaci, giunte e, ultimamente, anche loghi, prima di timbrare oggi il cartellino per l’ultima volta e godersi la meritata pensione. “Va in pensione non un semplice dipendente ma un pezzo della storia dei servizi anagrafici e del Municipio Roma VIII”, ci racconta Andrea Catarci, Presidente del Municipio in cui il Singor Fabio Marconi ha lavorato fino ad oggi.

LA CARRIERA – Prima di arrivare in via Benedetto Croce ha lavorato nei servizi demografici dell’anagrafe centrale, “poi arriva da noi – seguita Catarci – e diventa una colonna portante dei nostri uffici”. La lunga carriera passa anche per lo stravolgimento dei servizi offerti alla cittadinanza. Il Signor Marconi è infatti tra i primi ad utilizzare il sistema elettronico dei dati anagrafici, inaugurato sul finire degli anni ‘70.

I RINGRAZIAMENTI – “Fabio è la dimostrazione di quanto i dipendenti pubblici possano dare all’Amministrazione – aggiunge il Presidente – di quanto siano in grado di offrire servizi efficienti e di qualità alla cittadinanza. Il suo fascicolo è ricco di encomi e con lui si perde una risorsa umana di prim’ordine e un punto di riferimento per tutti i dipendenti più giovani”, ha detto Catarci. Che poi aggiunge: “A lui va l’augurio di una buona nuova vita. Dal canto nostro, non rinunciando a perderlo del tutto, si è proposto a Fabio di diventare uno dei consulenti gratuiti della Struttura Territoriale per quel che concerne l’offerta dei servizi demografici”.

SI PERDE UNA RISORSA – Se per chi raggiunge il pensionamento si apre una nuova vita, per l’amministrazione non mancano i problemi. Soprattutto con le difficoltà sul personale che vengono denunciate da tempo: “Va ricordato che oltre a Fabio il servizio demografico territoriale perderà altre cinque persone nei prossimi mesi per il meritato raggiungimento della pensione – conclude Catarci a margine – Se non si interverrà immediatamente con l’invio di nuovo personale diventerà al quanto complicato garantire l’apertura al pubblico dei servizi così come oggi organizzati”.