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Municipio XI: insulti razzisti indirizzati a Carla Di Veroli

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L’assessore alla Cultura e alla Memoria del Municipio XI, Carla Di Veroli, è stata vittima degli insulti provenienti dal forum xenofobo e ultrarazzista Stormfront.

L’idea della rete come interconnessione non è mai stata capita fino in fondo. Travisandone le potenzialità si è spesso apprezzato soltanto l’anonimato che internet offre. Se questo è declinabile nella possibilità di ottenere informazioni e, con l’ausilio proprio delle interconnessioni, costruire delle esperienze di socialità nuova, spesso viene invece identificato con la sensazione di invincibilità che alcuni individui sembrano assumere grazie all’ombra che li avvolge. Certamente se da un lato il comportamento di queste persone può risultare innocuo, anche se fastidioso, in altri casi può rasentare il comportamento criminale. È questo il caso degli insulti rivolti nelle scorse settimane a Carla di Veroli, alla Cultura e alla Memoria del Municipio XI. L’assessore è stata indicata, dal forum razzista e antisemita ‘Stormfront’, come una persona da aggiungere alla lista nera degli ‘ebrei italiani in vista’. Additata come ‘l’esemplare in questione’, viene letteralmente schedata: “Carla Di Veroli, come quasi tutti gli ebrei, è infiltrata nelle nostre istituzioni – la citazione è di un post anonimo sul forum Stormfront – sionista, femminista convinta, omosessualista sfegatata, coccolanegri e antifascista!”. Il post è inserito all’interno della discussione ‘Women’s group battles antisemitism in Italy’ (Gruppi di donne che combattono l’antisemitismo in Italia), è volto a denigrare tanto la persona quanto l’operato dell’assessore, tanto da descriverla come: “nipote di Settimia Spizzichino, ennesima olomiracolata”. Non è la prima volta che il sito di Stormfront arriva agli onori della cronaca, già nel dicembre dello scorso anno la procura di Roma aveva aperto un’indagine per diffamazione e incitazione all’odio razziale, a seguito della pubblicazione della lista nera di ‘ebrei italiani in vista’. “Va ricordato che questo non è il primo gesto infame di attacco antisemita subito – spiega il Presidente del Municipio XI, Andrea Catarci – già era successo nel marzo di questo anno in occasione dell’organizzazione del convegno ‘differenze insieme’, in un blog, dove si nascondono nostalgici dei pensieri Hitleriani e Mussoliniani, si erano alzati pesanti insulti e minacce verso Carla e il Municipio XI, rei di lavorare per il superamento di ogni discriminazione”. Il Presidente Catarci ha poi continuato spiegando come essere il bersaglio di fanatici nazifascisti fa intendere che nel Municipio XI si sta lavorando decisamente bene, sia sui versanti della salvaguardia della memoria storica che della difesa delle libertà individuali. “Tutto quello che hanno scritto di me in un’accezione negativa – dichiara l’assessore Di Veroli – non può che farmi sentire onorata, sono le mie scale di valori, quelli in cui credo e per cui mi batto. L’unica cosa che mi ha irritato molto è stata l’offesa rivolta a mia zia. Ma del resto – continua Carla di Veroli – cosa ci vogliamo aspettare da persone che evidentemente si vergognano talmente tanto di appartenere a quel gruppo da non avere neanche il coraggio di uscire dalla clandestinità che gli offre un nickname?”. Purtroppo non sempre le denuncie presentate per episodi di questo genere hanno un seguito positivo, spesso mancano gli strumenti normativi ed operativi per sanzionare questi comportamenti: “Questa mattina ho presentato la denuncia alla Polizia Postale, il mio intento è stato quello di aggiungere una voce contro questi atti. Dobbiamo smettere di avere paura e denunciare queste atroci diffamazioni”. Purtroppo come spiega la stessa Di Veroli, in Italia non ci sono i mezzi legislativi appropriati a perseguire questo genere di reati. “Quello che serve per dotare le forze di Polizia degli strumenti adeguati è la ratifica da parte del Governo del Protocollo addizionale della Convenzione di Budapest sui crimini informatici”. La Convenzione del 2001 è stata firmata e successivamente ratificata dal nostro Paese, ma quello che manca è la ratifica di questo Protocollo del 2003 con il quale verrebbero adeguatamente individuate e sanzionate, indipendentemente dalla posizione geografica dei server, le incitazioni all’odio razziale e religioso attraverso il web. “Le leggi vigenti non prevedono i mezzi tali a sanzionare questo tipo di reato – Continua Carla Di Veroli – è la politica a doversi fare carico della costituzione di strumenti ad hoc per contrastare questi fenomeni. La rete – conclude l’assessore – è uno strumento di diffusione potentissimo, purtroppo non conosce ancora filtri e regole, che ne vietino l’utilizzo per la diffamazione e per la diffusione dell’odio”.
Dalla politica romana non sono mancate le manifestazioni di solidarietà per l’assessore Di Veroli, il consigliere capitolino del Pd, Dario Nanni, ha anche richiesto che “venga oscurato immediatamente il sito web antisemita ‘Stormfront’ che si fa portatore con la sua aberrante ideologia del peggiore squallore umano. Questi sedicenti nipotini di Hitler – continua Dario Nanni – con le loro lugubri liste nere feriscono e offendono i sentimenti e la coscienza non solo della comunità ebraica ma di ogni sincero democratico – conclude il consigliere – Invito quindi tutte le istituzioni ad intraprendere tutte le azioni legali affinché sia cancellata ogni traccia di questo farneticante sito web che impunemente si permette di minacciare e stilare liste di proscrizione”. Anche il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo, definisce folle l’attacco a cui è stata sottoposta Carla Di Veroli, e spiega che “il livello di attenzione verso fenomeni come questo va tenuto alto e vanno messe in campo tutte le forme di contrasto più adeguate”. Lo stesso Sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, in occasione della partenza per il viaggio della memoria, ha voluto manifestare tutta la sua solidarietà all’assessore Di Veroli: “Il problema dell’odio razziale e dell’antisemitismo sui siti internet è oggi purtroppo sempre più attuale, dal momento che non è facile perseguire e far tacere una volta per tutte gli autori di questi forum farneticanti. Per questo, auspichiamo che sia approvato al più presto il disegno di legge presentato al Senato per introdurre il reato di negazionismo”
Nonostante le prese di posizione bipartisan degli esponenti politici romani e la solidarietà rivolta a Carla di Veroli dal mondo dell’associazionismo e da privati cittadini, non si sono fermati gli insulti provenienti dal forum. Quando poi Carla di Veroli, attraverso la stampa, ha fatto sapere di voler presentare una denuncia alla polizia Postale contro il forum razzista e antisemita, gli utenti hanno rispondono con un “E’ andata dalla polizia postale! – scrive l’utente anonimo in tono derisorio – Ce li saluti, sig.ra (si fa per dire) Di Veroli!”.
Quello che sconvolge in questo tipo di avvenimenti, oltre all’impossibilità di procedere per via legale, è la terminologia e i metodi utilizzati: una vera e propria schedatura, una sorta di dossier virtuale. Bisogna dissipare l’ombra che avvolge questi commentatori occulti, continuare a denunciare e impegnare il Governo perché doti il nostro Paese dei mezzi per perseguirli.

 

 

Leonardo Mancini