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Nasce il “Villaggio Artistico” di Tor Marancia

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Sono 18 le facciate dedicate alla street art, un progetto accolto da quasi tutti i residenti

Tratto da Urlo n.122 febbraio 2015

TOR MARANCIA – È partito il progetto “Big City Life”, curato dalla galleria romana 999 Contemporary. Fino al 27 febbraio, 18 street artist, da otto diversi paesi, dipingeranno le facciate delle palazzine dell’Ater di via Annio Felice. Un’operazione che punta a trasformare i lotti in un museo a cielo aperto, con la collaborazione dei residenti. “Big City Life” gode del sostegno della Fondazione Roma e dei fondi del Bando Roma Creativa, è stato salutato con favore anche da Daniel Modigliani, commissario straordinario Ater, che dopo la firma del protocollo parlava della “convinzione che l’arte urbana sia uno strumento efficacissimo per dare valore culturale agli interventi di rigenerazione degli edifici e degli spazi pubblici”. Molti dei cittadini di Tor Marancia hanno preso l’abitudine di fermarsi ad osservare queste facciate che prendono forma sotto le mani esperte degli street artist. I bozzetti delle opere sono anche stati concordati con la cittadinanza, che nella maggior parte dei casi è stata ben felice dell’intervento. Non sono però mancate le voci discordanti. Tra le critiche c’è soprattutto lo stato dei palazzi dell’Ater che in alcuni casi avrebbero bisogno di interventi importanti. Tetti in pessime condizioni, infiltrazioni d’acqua e la necessità di opere di ristrutturazione, che fanno pensare ad alcuni che sarebbero ben altri gli interventi necessari. Parla di “bisogni irreali” il Capogruppo di Fi in Municipio VIII, Simone Foglio: “Non si può pensare di fare riqualificazione soltanto attraverso questo tipo di interventi. Il Municipio deve capire che i cittadini sono stanchi di vedersi imposti dei ‘bisogni’ che in verità non hanno. Per molti sarebbe stato più utile impiegare queste energie per spingere l’Ater a riparare dei tetti, oppure a limitare i danni causati dall’umidità. Poi – seguita il Consigliere Fi, Maurizio Buonincontro – non sia mai che si pensi agli ascensori, soprattutto dove ci sono anziani e portatori di handicap – e, conclude Foglio – La cittadinanza potrà anche essere contenta di guardare queste opere, ma non potrà certo gioire rientrando in cortili e androni fatiscenti”. A rispondere a queste perplessità è il Presidente Andrea Catarci, che parte dal valore estetico delle opere: “Possono piacere o meno, sono nuovi modi di esprimere la creatività. A Roma siamo stati dei precursori, cercando i partner più seri e artisti di fama riconosciuta, perché vogliamo delle opere di grande qualità. L’impegno è fare il meglio per Tor Marancia”. Il Presidente parla anche delle ricadute sociali del progetto, con la formazione di un’associazione di ragazzi del quartiere e con il coinvolgimento degli studenti del Liceo Artistico di zona, che si occuperanno di una facciata e della manutenzione delle opere. Inoltre, ha aggiunto Catarci, questo tipo di interventi rientrerebbe nella pratica di ottenere manutenzioni senza spendere fondi, che comunque non ci sono: “Sono interventi che non siamo in grado di fare in altro modo”. Altro tema riguarda il rapporto con l’Ater e con le manutenzioni generali degli stabili del quartiere: “Rifare una facciata potrebbe permettere all’Ater di concentrare risorse su altro, su interventi più sostanziali”. Ultima critica che è stata mossa riguarda la possibilità che gli appartamenti aumentino di valore, rendendo più difficile per gli inquilini l’acquisto qualora l’Ater li mettesse in vendita. Su questo il Presidente Catarci non si sbilancia, sottolineando però che una delle battaglie del Municipio rimane la totale discrezionalità degli acquisti: “Ad oggi sicuramente non aumenta il valore, ma se tra uno o due anni Tor Marancia diventasse meta di turismo culturale grazie alla street art potrebbe succedere. Questo però – conclude – coinvolgerebbe sia l’Ater che gli altri inquilini proprietari”.

Leonardo Mancini