Home Municipi Municipio VIII

Navigatori-‘bidet’ di via Costantino: il Municipio torna a chiedere l’acquisizione

SHARE
hotelcostantino

Sedici opere per il quadrante mai realizzate e 130mila mc nel degrado, questo il risultato ad 11 anni dalla Convenzione

LA STORIA – Una vicenda di cui ci siamo occupati in più occasioni è tornata alla ribalta con una intervista rilasciata al Corriere della Sera dal Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci. Si tratta delle edificazioni di piazza dei Navigatori e del collegato hotel di via Costantino, il cosiddetto ‘bidet’. Opere che nascono da una Convenzione che risale al 2004, tra Comune di Roma e alcuni soggetti privati come Acqua Marcia, Confcommercio Immobiliare ed Ulisse Igliori spa che poi delegò Mezzaroma. Undici anni durante i quali le edificazioni non sono state concluse ma, molto più grave, non si sono iniziate nemmeno le opere previste in compensazione per le cubature da realizzare. 

LO STATO DELLE AREE – Su entrambi i versanti al momento regna il degrado e l’incuria, nonostante alcuni piani di uno degli edifici di piazza dei Navigatori siano occupati dalla Confcommercio in controtendenza rispetto ad una Sentenza del Consiglio di Stato che lo vieterebbe. In particolare il cosiddetto ‘bidet’ è stato più volte segnalato come moltiplicatore del degrado e dell’illegalità, con la recinsione in molte parti divelta oppure assente e l’interno della struttura saccheggiato in cerca di rame o di altre parti metalliche. La situazione negli ultimi mesi è diventata realmente insostenibile, tanto da costringere i curatori fallimentari di Acqua Marcia ad istituire una guardiania h24 sull’area. Non diversa la situazione degli edifici di piazza dei Navigatori, anch’essi lasciati al degrado con rovi e sterpaglie che crescono ovunque e delle micro discariche abusive sorte ai limitare dalla recinsione. 

LE OPERE – Le opere pubbliche da realizzare hanno un valore complessivo di circa 20 milioni di euro. Inizialmente si era parlato persino di un interramento di via Cristoforo Colombo, con la creazione di un parco dove oggi c’è il frequentatissimo incrocio di piazza dei Navigatori. Opera questa accantonata e sostituita da due sottopassi carrabili, un cavalcavia pedonale per collegare i due lati della Colombo, l’ampliamento dell’area verde, mille posti auto, un asilo nido e un circolo bocciofilo. Queste solo le più rilevanti tra le sedici opere promesse e mai costruite. Al Corriere il Presidente Catarci ha spiegato che qualche parcheggio è stato pure costruito: “Vengono considerati pubblici dagli imprenditori ma sono pertinenziali ai palazzi costruiti”.

LA POSIZIONE DEL MUNICIPIO – Dal Municipio VIII è stata anche presentata una denuncia alla Procura e alla Corte dei Conti: “Bisogna capire com’è stato possibile – spiega l’assessore municipale all’urbanistica, Massimo Miglio, al Corriere – che per dieci anni nessuno abbia vigilato e preteso che le opere per la collettività fossero realizzate”. Per entrambe le opere dal Municipio VIII si torna alla carica chiedendo l’acquisizione, da parte del Comune, degli edifici già costruiti. Questo per compensare i venti milioni di opere mai realizzate. Abbiamo voluto ascoltare il Presidente Catarci per capire quali possano essere gli usi da prevedere, una volta che l’Amministrazione Comunale decidesse di lasciare la strada del rimborso economico, per imboccare quella dell’acquisizione: “A Roma persiste la necessità di avere un ostello della gioventù, ma anche quella di mettere mano fattivamente al disagio abitativo – ci spiega Catarci – Inoltre Roma Capitale ha assoluto bisogno di spazi, quindi perché non utilizzare parte di quelle edificazioni per uffici?”. 

Leonardo Mancini