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Nomadi Montagnola: continua lo scontro sugli sgomberi

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Parte la petizione per riqualificare l’area di via Perna con un progetto fermo da tempo

Tratto da Urlo n.118 ottobre 2014

MONTAGNOLA – Una situazione veramente complicata quella in cui si è trovato il quadrante di Montagnola negli ultimi mesi. Ancora una volta torniamo a parlare degli insediamenti abusivi sorti, a più riprese, al limite del Municipio VIII, lungo via Laurentina. Una storia che parla dei disagi percepiti dalla cittadinanza, ma anche di incuria e di difficoltà nel governare degli spazi vuoti lasciati all’abbandono nel cuore della città. Questi insediamenti sono infatti sorti all’interno di aree perlopiù private e non utilizzate. Dal lato destro della Laurentina un terreno della Acquamarcia, al momento in concordato fallimentare, mentre sul lato sinistro una porzione costituita da varie proprietà e dall’ex centro sportivo Colombo oramai in abbandono da anni. Le polemiche sulla gestione di questa vicenda non sono mancate, partendo proprio dalla cittadinanza sentitasi tradita dai ritardi nello sgombero, ma anche dai risultati a dir poco deludenti di questa operazione. Se infatti il primo sgombero dall’area di Acquamarcia, all’inizio dell’estate, portò ad un nuovo insediamento in meno di 48 ore, il secondo intervento ha visto gli occupanti attraversare la strada andando ad ingrossare l’insediamento già presente in area privata dietro il distributore di benzina. Le segnalazioni anche fotografiche dei residenti sono continuate per tutta l’estate, esplodendo con la bocciatura di una mozione in Consiglio municipale che chiedeva al Presidente di sollecitare Roma Capitale e le Forze di Polizia per un nuovo sgombero.
Andrea Baccarelli, Capogruppo di Ncd e proponente del documento, dopo la bocciatura aveva dichiarato: “L’unico risultato ottenuto è quello di togliere le maschere. Il centrodestra è compatto contro la presenza degli insediamenti abusivi, mentre la maggioranza è evidentemente favorevole, a discapito dei cittadini della Montagnola che vengono presi in giro. Stiamo lavorando perché si arrivi finalmente ad una soluzione – seguita – se non ci sarà organizzeremo una manifestazione sul posto”. Sul testo della delibera bocciata il Consigliere Pd ed ex Presidente della Commissione Sicurezza, Luca Gasperini, è convinto che sarebbe stato opportuno apportare delle modifiche: “L’area, soprattutto in risposta alle richieste dei cittadini, va liberata immediatamente, deve essere predisposto un intervento soprattutto in questo caso in cui ci sono stati accumuli di immondizia e roghi notturni, entrambi pericolosi per la salute. Le aree – aggiunge – vanno però contestualmente valorizzate, altrimenti è naturale che il fenomeno continuerà a riproporsi. Purtroppo c’è da dire che il Municipio non ha tutte le forze di uomini e mezzi per portare avanti azioni, è il Comune che deve dare tutto il sostegno necessario”. Dopo le molte critiche ricevute dalla cittadinanza anche il Presidente Catarci è intervenuto, spiegando le ragioni della bocciatura: “Affinché questi interventi siano risolutivi serve ampliarne la portata predisponendo un’immediata riqualificazione delle porzioni di territorio interessate, se non sono pubbliche vanno richieste ed imposte ai proprietari”. Vicende come queste secondo il Presidente non si governano solo con gli sgomberi: “Bisogna tenere il conto morale ed economico degli interventi che non portano a nulla, discernendo tra politica e propaganda”. Secondo il Presidente una ulteriore mozione per lo sgombero non risolverebbe la situazione: “I cittadini hanno sperimentato questa differenza, con interventi che non sono serviti a nulla. Non è solo una questione di Polizia, in questa vicenda entra anche la riprogrammazione di funzioni, l’urbanistica e i percorsi di integrazione”. Nonostante questi tentativi di mediazione i cittadini dell’Associazione Eur-Montagnola terra di Confine, attraverso il loro legale, hanno voluto sottolineare gli obblighi della presidenza municipale in merito alle occupazioni abusive: “Bisogna prendere atto che il Presidente Catarci ignora completamente gli obblighi derivanti dalla qualifica di Pubblico Ufficiale”. In particolare il legale dell’Associazione cita l’obbligo di sporgere denuncia alla Procura ogni qual volta venga occupato un terreno pubblico all’interno del Municipio, e quello di emanare ordinanze, anche su segnalazione dei residenti dopo gli opportuni riscontri, per rimuovere le situazioni di abusivismo commerciale e per sgomberare le aree pubbliche occupate: “La risoluzione di questi problemi – seguita il legale – non è ascrivibile al potere discrezionale del Presidente, bensì agli obblighi prescritti dalle leggi penali e dall’ art. 97 della Costituzione in materia di buon andamento della Pubblica Amministrazione”.
Intanto i cittadini si sono organizzati con una petizione, non per lo sgombero, ma per la riqualificazione dell’area dell’ex centro sportivo Colombo in via Perna. “Di questo progetto come di tanti altri che riguardano il nostro municipio si parla da troppo tempo – spiega Baccarelli – sicuramente è necessario riqualificare l’area e per farlo bisogna coinvolgere i privati. Oggi la priorità è restituire decoro ai cittadini e questo progetto non può che trovarci favorevoli. La mia paura è che se ne continuerà a parlare per molto tempo prima che inizino i lavori”. Un progetto, quello di cui si parla, che ha subìto molti stop, con tre differenti versioni prima di ottenere il parere favorevole del Municipio circa due anni fa. La proposta della proprietà riguarda il rifacimento del campo sportivo con dei parcheggi interrati, una piscina per i centri estivi, il rifacimento dei servizi e degli spogliatoi, più un gruppo di negozi: “Il progetto iniziale era molto invasivo – racconta Catarci riferendosi al piano che interessava entrambi i lati della Colombo ricongiunti con un ponte pedonale – mentre la seconda versione, tutta concentrata sull’area di via Perna, conteneva una cubatura per noi eccessiva. Il terzo progetto non era perfetto, ma lo scenario dell’abbandono di uno spazio sarebbe stato peggiore. E nonostante le cubature arrivò il parere positivo, anche per rimettere in moto un meccanismo socio-sportivo importante per il quartiere”. Ad oggi però il progetto risulta ancora fermo nell’Assessorato capitolino all’Ambiente che, come ci ricorda Catarci, iniziò una Conferenza di Servizi che non diede esito: “Noi – aggiunge il Presidente – abbiamo aperto il dialogo sul progetto, ora il Comune ci dica cosa dobbiamo farne. Il non pronunciarsi implica un vuoto urbano enorme, protetto dalla Colombo che crea per la Montagnola un elemento di enorme disagio”.

Leonardo Mancini