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Nuovi Comandanti: le prime polemiche dai Municipi

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Le nuove nomine fanno esplodere la polemica per la mancata consultazione dei municipi

 

ENTRO IL 15 GENNAIO – dovranno essere firmate dal Comandante, Raffaele Clemente, le nuove nomine per i Comandanti dei Gruppi di Polizia Municipale di Roma Capitale. Molte le indiscrezioni che si sono susseguite sui quotidiani romani nei giorni scorsi, con tanto di toto-nomi.

NON SONO MANCATE – le polemiche nei Municipi estromessi da qualsiasi considerazione in merito ai nomi dei candidati: “Sulle nomine dei Comandanti dei Gruppi Territoriali della Polizia Locale di Roma Capitale si va di male in peggio – afferma in una nota il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci – In passato si è sempre proceduto con il coinvolgimento dei Municipi per la scelta dei profili dei vertici chiamati a guidare i Gruppi territoriali. In questa occasione ciò non è avvenuto ed in una riunione convocata con poche ore di anticipo ci è stato comunicato che il giro di nomine è già pronto”.

I MOTIVI – della protesta riguardano principalmente la difficile situazione che i Gruppi e, di conseguenza i territori che servono, stanno vivendo da ormai troppo tempo: “In generale non si può ignorare quanto la collaborazione e la sintonia tra i Gruppi di Polizia Locale e gli Enti Municipali sia importante per affrontare al meglio le questioni territoriali – seguita Catarci elencando le varie criticità del Municipio VIII, in cui una forte presenza della Polizia Locale è da tempo richiesta – In particolare, dopo la mancata istituzione della ZTL al Gazometro, nel quartiere Ostiense, avviata lo scorso anno e ferma da ottobre per l’assenza di fondi e del personale necessario, dopo la cancellazione del ZTL storica di via Libetta sempre per carenza di risorse, ora sulla nomine il Comandante Clemente fa un altro regalo al Municipio Roma VIII: lo ignora totalmente. Non è ora di finirla con le scelte al chiuso di una stanza e con gli uomini soli al comando al posto della necessaria condivisione tra Municipi e Campidoglio?”.

LA CONOSCENZA – del territorio è il fattore che per primo, secondo il Presidente Catarci, avrebbe dovuto far propendere per la consultazione con gli enti di prossimità: “Con l’estromissione si va in senso contrario rispetto alle esigenze sociali, perché le richieste dei Municipi sono spesso le stesse che vengono dai cittadini, perché è sul territorio che si è consapevoli dei nodi critici relativi alla mobilità e alla sosta, all’abusivismo commerciale in aumento, all’abusivismo edilizio, alle nuove povertà e all’emarginazione anch’esse in crescita – seguita – Ma che ne sa il Comando centrale di quali strade vanno presidiate ogni giorno per contrastare la sosta su marciapiedi, scivoli e strisce o in doppia e tripla fila? O quanto è urgente avere le due mini ZTL all’Ostiense, nel mezzo della movida romana, o la chiusura domenicale dell’Appia Antica, entrambe vanificate dalle recenti scelte?”

UNA CITTA’ SFOCATA – lontana dalla realtà che tutti i giorni i cittadini vivono, soprattutto nei municipi periferici. È questa, secondo Catarci, la visione che si ha dal Campidoglio: “Se i Gruppi locali fossero più assimilati alle Unità Organizzative dei Municipi e dal centro ci si limitasse a questioni di indirizzo –conclude Catarci – forse in tema di efficacia degli interventi potrebbe cambiare qualcosa davvero”.