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Occupazione Municipio VIII: forte l’indignazione dell’opposizione

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Dopo lo sgombero a Montagnola, l’occupazione della sede municipale e il fallimento della mediazione, rimangono gli strascichi politici della vicenda

Tratto da Urlo n.115 maggio 2014

MONTAGNOLA – Questa storia inizia con dei petali rosa sospinti dal vento nella mattinata del 16 aprile scorso, tra le cariche della polizia impegnata nello sgombero di un edificio, di proprietà dell’Inarcassa in via Baldassarre Castiglione alla Montagnola, occupato dai Movimenti di lotta per la casa il 7 aprile scorso. Un centinaio di agenti fronteggiano per ore un presidio contro lo sgombero di circa 200 nuclei familiari. A seguito delle cariche ci sono stati dei feriti trasportati immediatamente in ospedale. Una situazione tesa, anche per il gran numero di bambini presenti nell’edificio, che in poche ore ha portato all’occupazione della sede del Municipio VIII (distante poche centinaia di metri). La volontà iniziale era quella di fare un’assemblea, tramutatasi presto in occupazione. Accampati negli angoli con mezzi di fortuna circa 200 persone hanno passato la notte nel Municipio, aspettando l’incontro con il Vicesindaco, Luigi Nieri, previsto per il giorno successivo. Una mediazione attesa anche dai vertici municipali che, inizialmente, avevano contattato il solo commissariato locale, sperando in una soluzione: “Quando questa possibilità è naufragata il Municipio è rimasto solo – spiega il suo Presidente, Andrea Catarci – Con gli occupanti abbiamo chiarito l’impossibilità di proseguire l’occupazione ed è stato chiesto l’intervento della questura centrale visto il fallimento della mediazione politica. È da quel momento che abbiamo denunciato l’interruzione di pubblico servizio, anche se già dal primo giorno abbiamo spostato i servizi a via dei Lincei e a via delle Sette Chiese”. Molte infatti le difficoltà riscontrate anche dalla cittadinanza, come affermato anche dall’ex Delegato alla Sicurezza e Consigliere del Pd al Municipio VIII, Luca Gasperini: “In questo caso non si possono attuare politiche aggressive, ma bisogna sperare in una mediazione. È impensabile che una istituzione municipale si faccia carico, con la sua sede, di accogliere 200 persone – seguita – questo limita l’operatività del Municipio”. L’occupazione però continua, con lo spostamento degli occupanti in una tendopoli nel parcheggio antistante il Municipio: “Dopo Pasqua e Pasquetta si è palesata una situazione difficile tra gli occupanti e i dipendenti che non si sentivano sicuri – afferma il Presidente – Se ci fossero stati dieci Vigili avrei chiesto ai dipendenti di entrare, ma durante tutta l’occupazione non ci sono stati i presidi necessari. Ci siamo sentiti molto soli, questo è stato un segno di trascuratezza da parte dell’Amministrazione”. Ma tutto tace, soprattutto sul fronte dell’amministrazione capitolina, e intanto il 22 aprile c’è un nuovo colpo di scena, con l’occupazione estemporanea, poi trasformatasi in presidio, dell’ex Istituto Alberghiero di via Tor Carbone 218, già oggetto di un bando che dovrebbe riaprire la vicenda degli afgani, ora ospitati in una tensostruttura al San Michele: “Nostra intenzione è quella di mostrare una strada, un percorso alle istituzioni per suggerire alcuni dei luoghi abbandonati e che potrebbero essere utili per affrontare il problema dell’emergenza abitativa – spiega Luca Fagiano, uno dei leader del Coordinamento di lotta per la casa – L’occupazione di un edificio di proprietà di Roma Capitale dimostra che le soluzioni, qualche volta, sono a portata di mano, basta la volontà politica”. Ancora poche ore e anche la tendopoli nel parcheggio del Municipio VIII scompare. “È incomprensibile la violenza con cui si è intervenuti sul palazzo di Montagnola – dichiara Catarci – è incomprensibile la latitanza con cui è stato trattato il Municipio e la decisione di contrastare l’occupazione a Tor Carbone. Questo dimostra che queste situazioni non può governarle la questura. Ad oggi il risultato è stato l’interruzione dei servizi a Benedetto Croce, scontri violenti, un edificio a Montagnola ancora vuoto e un presidio a Tor Carbone”.
Intanto la Commissione Controllo e Garanzia del Municipio VIII, in seduta congiunta con l’omologa Commissione capitolina, ha iniziato a richiedere tutti gli atti messi in campo dall’amministrazione municipale e capitolina per far fronte all’emergenza. “Il lavoro delle Commissioni – spiega il Presidente dell’organo municipale, Maurizio Buonincontro – non ha portato a nulla perché all’audizione si sono sottratti sia il Sindaco che il Vicesindaco, non abbiamo potuto visionare gli atti del Campidoglio. Dal Municipio invece abbiamo saputo che le note, rimaste senza risposta, sono partite già dal 16 aprile. Avremmo sperato in una maggiore incisività, con il coinvolgimento immediato della questura. In ogni caso – seguita Buonincontro – abbiamo sollecitato i parlamentari a formulare interrogazioni in merito all’assenza di un presidio con uno sgombero in atto a 150 metri. Perché non è stata richiesta anche una sola pattuglia dei Vigili Urbani davanti l’ingresso del Municipio?”. La scelta non è casuale secondo Buonincontro: “La vicinanza politica tra vertici municipali e movimenti è innegabile. Catarci è stato messo in difficoltà nell’osteggiare l’occupazione, ma le vittime sono i cittadini del municipio, con due occupazioni violente in pochi giorni. Oggi la sinistra deve chiedersi se è possibile concordare politiche abitative con chi compie azioni illegali”. È poi il Capogruppo di Ncd, Andrea Baccarelli, a rimarcare i danni non solo economici che il Municipio ha subito, come alcune porte forzate, finestre rotte e telecamere staccate: “Ci chiediamo a chi verranno imputati questi danni, visto che non è stata fatta nessuna identificazione da parte delle autorità giudiziarie, che non hanno nemmeno richiesto le immagini delle telecamere stesse”. Quello che Baccarelli si chiede è quando la sinistra condannerà ufficialmente questi gesti: “Negli anni i movimenti sono stati assecondati da chi guida il Municipio, fino a quando questo tira e molla è sfuggito al controllo, con l’interruzione di pubblico servizio, rispetto alla quale non si è messo in campo nulla, e l’assoluta disattenzione dell’amministrazione”. Alza il tiro il Capogruppo di Fi al Municipio VIII, Simone Foglio, indicando le responsabilità oltre che del Comune anche della Regione Lazio: “Dopo aver spalleggiato le occupazioni abusive nel corso di questi anni la situazione è sfuggita di mano, con il risultato che contro ogni principio di legalità e di buon senso viene addirittura occupata la sede Municipale. Il tutto – seguita Foglio – mentre Comune e Regione fanno a scarica barile strumentalizzando la sofferenza della gente a fini politici: governano tutto e non danno nessuna risposta. E i movimenti legati alla sinistra radicale ora gli si rivoltano contro perché non hanno ottenuto nulla di quanto loro promesso”. È un parallelo con l’occupazione degli ex Bagni Pubblici di Garbatella, quello che viene avanzato dal M5S: “In quel caso avevamo un partito che, appoggiando l’occupazione, riusciva in sei giorni ad ottenere 1 mln di euro. Cosa si fa capire ai cittadini? Che solo l’occupazione raggiunge gli obiettivi – dichiarano i Consiglieri, Valentina Vivarelli e Carlo Cafarotti – questa consuetudine si è ripetuta anche per la sede Municipale, con Sel che questa volta però non ha potuto appoggiare o tollerare l’occupazione, seppur legata a temi molto più importanti”. Temi questi che il M5S vuole ben distinguere dalle occupazioni: “Perché non possono diventare lo strumento per appoggiare atti illegali – spiegano – In questi anni non si è voluto risolvere il problema, così da appoggiare le occupazioni costruendo consenso, anche questa è una consuetudine ormai”. Secondo i pentastellati l’unico atto da mettere in campo sarebbe proprio quella “anagrafe immobiliare” promossa dal Movimento: “Vediamo quali sono gli immobili e come sono assegnati, questo è il vero ginepraio”.

Leonardo Mancini