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Occupazione Navigatori: sgomberato il palazzo di vetro

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Alcuni fermi durante lo sgombero, mentre in Municipio si discute sule occupazioni del territorio

L’OCCUPAZIONE – Il centro direzionale di Piazza dei Navigatori è stato sgomberato nel primo pomeriggio di oggi. Le azioni di occupazione contemporanee sono state portate a termine dagli attivisti dei movimenti per il diritto all’abitare nella mattinata di ieri. Tra le richieste avanzate dai movimenti, oltre all’applicazione della delibera regionale, c’è lo stop a sfratti e sgomberi, assieme all’apertura di un tavolo di confronto tra Regione, Comune e Prefettura. Durante lo sgombero le Forze dell’ordine avrebbero fermato alcuni migranti senza documenti. Al momento rimane in piedi la tendopoli organizzata sul piazzale antistante la Regione Lazio. 

LA MOZIONE IN CONSIGLIO – Intanto questa mattina la vicenda delle occupazioni è tornata ad animare il parlamentino di via Benedetto Croce, con una mozione del neo-consigliere di Lega dei Popoli con Salvini, Andrea Baccarelli, che ha presentato una mozione per richiedere lo sgombero immediato delle occupazioni. Il documento, non iscritto all’ordine dei lavori, non è stato però accettato alla discussione da parte del Pd e di Sel: “Il testo chiedeva lo sgombero immediato delle ultime occupazioni e di tutte le situazioni illegale presenti sul territorio – spiega Baccarelli – Il mio è un invito al decoro e alla legalità, anche per dare seguito alle istanze e alle richieste arrivate dai cittadini”. Sulla mancata discussione il consigliere Baccarelli è chiaro: “Lo trovo quasi un atteggiamento di favoreggiamento verso l’illegalità da parte di questa sinistra. Infatti il nostro è tra i Municipi di Roma dove più frequentemente vengono occupati degli stabili”. Con l’occasione il consigliere leghista annuncia una manifestazione sul territorio: “Contro il degrado e l’illegalità che ormai la fa da padrona”.

LA POSIZIONE DEL PD – Sulla vicenda abbiamo ascoltato il capogruppo del Pd in Municipio IX, Federico Raccio, per capire i motivi che hanno portato a non accettare la discussione sullo sgombero: “Quella che abbiamo visto in queste ore era soltanto un’occupazione simbolica, durata per questo meno di un giorno – spiega Raccio – Non si può negare che sulle vicende cui sono legati quei palazzi ci sia una carenza da parte dell’amministrazione. Abbiamo sul territorio delle strutture che sono delle vere e proprie cattedrali nel deserto, per le quali bisogna al più presto individuare una soluzione”:

DARE FUNZIONE A QUESTI SPAZI – Dello stesso avviso anche la capogruppo di Lista Civica, Eleonora Talli, che in una nota parla della necessità di trovare una funzione a questi spazi al momento inseriti in concordato fallimentare: “Sono sconcertata, in primis come cittadina e poi come consigliera, che il Curatore Fallimentare non si attivi per la risoluzione del problema nonostante i vari solleciti, e che il Comune non attivi una pratica per l’acquisizione al patrimonio comunale, anche del palazzo di Via Giustiniano Imperatore, problema del quale mi sto facendo portavoce anche tramite i comitati di quartiere”. Secondo la consigliera Talli una soluzione interessante potrebbe riguardare lo spostamento in zona di alcune componenti dell’amministrazione regionale e locale: “Sarebbe l’occasione per sistemare assessorati e uffici comunali nonché regionali, per eliminare lo spreco assurdo degli affitti – conclude -Sarebbe meraviglioso ottenere sulla Colombo la famosa area tanto agognata dalle vecchie amministrazioni per una zona destinata a palazzi comunali e regionali, quindi uffici pubblici”.

SI TUTELA L’INTERESSE PRIVATO – Abbiamo raggiunto telefonicamente il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci, per avere un commento sull’iniziativa di sgombero avvenuta questa mattina: “Oggi si è scelto di tutelare il principio di proprietà privata, utilizzando la forza verso quella che era stata annunciata come un’azione simbolica e dimostrativa, per questo chiedo di garantire, con la stessa solerzia, il rispetto degli interessi pubblici”. Il riferimento del Presidente è alle vicende urbanistiche legate agli edifici occupati nella mattinata di ieri: “Chi ha costruito quel palazzo doveva adempiere a 36 opere per la collettività delle quali non è stato realizzato nulla – aggiunge – Su 180.000mc privati sono già stati costruiti 130.000mc, ma nessuna opera”. “L’immagine dei blindati che proteggono i palazzi manifesta un dispendio di risorse pubbliche per proteggere un proprietà che sul nostro territorio ha portato degrado, abbandono, tante criticità e insicurezza. Cosa pensano di fare per tutelare l’interesse pubblico?”. Per il presidente le responsabilità di questa vicenda arrivano lontano, partono dalla fine degli anni Novanta, con le giunte di centro sinistra, passando poi per l’amministrazione Alemanno “che ha solo tutelato l’interesse privato, proteggendolo da ogni azione per il rispetto della convenzione. Sono due anni che c’è questa amministrazione, il Municipio ha fatto tantissimi appelli formali e informali – seguita il minisindaco – Questa situazione sta diventando responsabilità anche del Sindaco Marino e dell’Assessore Caudo, non si può più tergiversare, oppure si diventa responsabili”.

Leonardo Mancini