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Ortolino: l’orto urbano rimasto senz’acqua

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Una controversia, tutta amministrativa, rischia di bloccare lo sviluppo del progetto

Tratto da Urlo n.133 marzo 2016

TINTORETTO – Quando si supera il cancello in legno, costruito da uno dei soci, la prima cosa che si incontra, in basso sulla destra, è un cubo, un metro cubo di cemento. “Quello è il nostro monumento – ci racconta Giovanni Fattorini di Ortolino – è il simbolo di cosa era quest’area prima che la sistemassimo ad orti”.

Lo spazio è incastonato tra viale del Tintoretto e via Ballarin, un triangolo di 7800 mq che fino a qualche mese fa altro non era che una discarica di calcinacci e un nugolo di rovi. Ora la situazione è ben diversa. Lo spazio è stato organizzato in 123 lotti, ognuno di 50 mq, dove pian piano stanno sorgendo degli orti. Il colpo d’occhio, per chi l’area la ricorda abbandonata, è notevole: “La bonifica della scorsa estate è stata un lavoro enorme, con un costo di circa 7.000 euro pagati dai soci – ci raccontano – In alcune parti perimetrali non abbiamo nemmeno potuto piantare la siepe d’alloro perché il terreno è lastricato di cemento”, probabilmente, aggiungiamo noi, derivante dalla costruzione dei palazzi vicini. “Poi, terminata la bonifica macroscopica, ogni orto è stato setacciato a mano, e con quanto recuperato siamo riusciti a costruire addirittura un muretto di contenimento”.

L’idea di questa iniziativa nasce nel marzo del 2013, su ispirazione dell’Arch. Rossella Sinisi. Ortolino è un orto dipartimentale, in quanto l’area è in carico al Dipartimento Ambiente del Comune di Roma. Nel 2015 l’Associazione inizia a prendere le adesioni dei soci in attesa dell’approvazione da parte del Consiglio Comunale (avvenuta a giugno) e della divisione dei lotti. Viene effettuata la difficile bonifica dell’area e tra settembre e ottobre si inizia a coltivare. “Fino ad ora i soci hanno speso circa 20mila euro, mancano alcuni lavori e arriveremo probabilmente alla cifra di 35mila euro – ci spiegano – ma il problema è un altro”. È così che veniamo a conoscenza della criticità maggiore alla quale i cittadini stanno cercando di far fronte: Ortolino non ha acqua.

“Ad oggi i soci si sono organizzati con delle taniche, ma questo non basta, tra un mese e mezzo il problema sarà irrimediabile, si dovranno seminare gli orti e con l’arrivo dei mesi più caldi la nostra esperienza rischia di… naufragare” (anche senza acqua…!). Ma la soluzione ci sarebbe. Infatti a poche decine di metri c’è un pozzo di circa 70 metri con una pompa funzionante. “Il problema è che non abbiamo il permesso di usarlo – seguitano – sono sei mesi che ne abbiamo chiesto l’utilizzo, il risultato è stato solo quello di farci rimpallare da un ufficio all’altro”. Dal servizio giardini del Comune, all’INPDAP (che sembrerebbe avere in carico il pozzo), fino all’autorità di Bacino del Tevere, una trafila lunghissima che non ha ancora dato il risultato sperato. “Noi intanto stiamo costruendo l’impianto di irrigazione, seguendo le tecnologie più avanzate dal punto di vista della sostenibilità e degli sprechi, ma se non abbiamo l’acqua – aggiungono – non possiamo nemmeno testarlo”. I cittadini di Ortolino sono disposti a tassarsi per ottenere tutte le prove tecniche e collegare il pozzo al loro impianto, un’operazione che al Comune di Roma non costerebbe un euro, ma anche a fronte di questa disponibilità gli uffici sembrano essere stati inamovibili. Intanto il tempo scorre e i mesi caldi, inesorabilmente, si avvicinano.

Su questa realtà recentemente si è espresso anche il Consigliere municipale del Pd, Luca Gasperini, che in una nota diretta all’Assessorato all’Ambiente afferma: “Con l’avvicinarsi della stagione primaverile, la necessità di irrigare i campi aumenta e qualora non fosse reso operativo l’allaccio al pozzo si andrebbe probabilmente incontro alla chiusura di questa bellissima realtà”. Il Consigliere, sentito in merito alla vicenda, afferma: “Serve fare pressione perché si raggiunga una soluzione. Non ci possiamo permettere il rischio di perdere un’esperienza di questo tipo. Quando i cittadini si rimboccano le maniche e creano qualcosa lottando contro le difficoltà della burocrazia, dobbiamo metterci al loro fianco”. Tempi brevi nella risoluzione di questa controversia, tutta amministrativa, li auspica anche l’opposizione municipale, con il Consigliere di Ncs, Andrea Baccarelli, che afferma: “Sta finendo l’inverno e aumentano le necessità di irrigazione per questa esperienza. È come se il Comune di Roma desse ai cittadini una macchina gratuita ma senza benzina – aggiunge – Chiedo immediatamente un tavolo di confronto tra il Municipio e il Dipartimento per trovare una soluzione, visto che non dobbiamo cercare il petrolio, ma l’acqua, e sappiamo anche dov’è”.

In ogni caso una soluzione si andrebbe profilando. È l’Assessore municipale all’Ambiente, Emiliano Antonetti, a parlarci dell’incontro programmato con il Commissario delegato all’Ambiente, Camillo de Milato: “A lui presenteremo la situazione di Ortolino e la necessità di giungere finalmente ad una soluzione. Abbiamo percepito delle difficoltà nella gestione dei pozzi – aggiunge Antonetti – sicuramente legate a cattive abitudini del passato. In ogni caso abbiamo intenzione di spiegare che la vicenda di Ortolino è facilmente risolvibile, anche perché i cittadini coinvolti sono pronti ad intervenire in autonomia qualora ricevano i permessi necessari”.

Bloccare un’esperienza di questo tipo sarebbe una mancanza enorme da parte dell’Amministrazione: “Il fine ultimo di Ortolino non è quello di far risparmiare qualche euro – continua Fattorini – ma quello di fare comunità. Quest’area, che una volta era impraticabile, sta diventando un punto di aggregazione della zona. Abbiamo fatto una piccola festa e c’è stata una grande partecipazione. I bambini hanno piantato i loro alberi, e altri ne arriveranno con le scuole della zona per il nostro orto didattico”. Un’attenzione anche alle persone con disabilità: “Siamo inclusivi per natura, quindi stiamo realizzando un orto rialzato per permettere a tutti di avvicinarsi a questo mondo – concludono – Il nostro obiettivo è realizzare tutto questo, e per farlo dobbiamo dare agli orti l’acqua. Il Comune non ha speso un euro, ci siamo tassati e abbiamo lavorato. Ci serve solo un pezzo di carta per usare il pozzo. Soltanto quello”.

Leonardo Mancini

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