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Ostiense: dai Mercati al Ponte il quartiere aspetta di risorgere

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mercati generali ott 2014

Consegnato il Centro Anziani di via Negri, i cittadini vogliono risposte e previsioni sulle altre opere

Tratto da Urlo n.119 novembre 2014

OSTIENSE – Il quadrante Ostiense gode in questo periodo di un’attenzione speciale. Partendo dalle passeggiate culturali fino ai tanti interventi di street art che ne colorano i muri. Non mancano però i problemi di un quartiere sorto per le esigenze industriali di una città allora in espansione. Costruito lungo il fiume, perché da lì arrivavano le materie prime, ingrandito con i Mercati Generali e le tante abitazioni realizzate per l’esigenza abitativa di tanti romani impegnati nell’area. Senza una scuola o punti d’aggregazione. Ad oggi tutto questo si sente. Soprattutto quando l’amministrazione cerca di riprogettarne gli spazi senza ottenere delle reali riqualificazioni. Era stato il Sindaco Marino a stimolare la ripresa dei lavori sugli ex Mercati, lanciando a maggio un ultimatum al costruttore: “Penso che siccome sono passati sette anni dalla concessione o si avviano i lavori o il Comune seguirà altre strade”. Una possibilità, quella espressa dal Sindaco, che sicuramente non aveva lasciato indifferenti i costruttori: “Abbiamo fiducia nel fatto di completare l’opera nei prossimi due anni, massimo due anni e mezzo – aveva risposto l’Ing. Toti – Stiamo valutando con l’Università Roma Tre di portare alcune funzioni universitarie dentro la Città dei giovani”. Il cronoprogramma proposto dal Sindaco era poi stato ben spiegato dall’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Giovanni Caudo, durante l’incontro con la stampa all’interno del cantiere: “Entro il 30 giugno il Sindaco vuole vedere il Progetto preliminare per l’area centrale dei Mercati”. Passata l’estate era sempre Caudo a sottolineare come “Il progetto degli ex Mercati semplicemente non c’era. Le varianti concesse negli anni hanno modificato il progetto originario e noi abbiamo obbligato il concessionario a consegnarci un progetto aggiornato, cosa che ha fatto nel mese di luglio”. L’attesa però non ha lasciato indifferente l’Amministrazione municipale, costretta a governare un territorio segnato da un cantiere che sembra eterno: “A giugno quando è stata approvata la nuova variante ci si impegnò a concludere il tutto entro 24-36 mesi – ricorda Andrea Catarci, Presidente del Municipio VIII – La variante seguente dopo l’idea dello studentato è rimasta impigliata nella Soprintendenza nazionale e il cronoprogramma è in discussione. Il Sindaco aveva dato qualche segnale serio sulla trasformazione – aggiunge Catarci – ma essa è ferma da troppo tempo”. Torna poi a soffermarsi sulla Convenzione che regola l’intervento, spiegando la possibilità di una modifica al progetto per il riequilibrio economico e finanziario dello stesso a causa di eventi sorti in corso d’opera (Art.4): “A questo sono dovuti la gran parte dei ritardi. Si eliminò il teatro e adesso si parla di uno studentato perché dopo l’apertura di Eataly i ristoranti non sono più convenienti – seguita Catarci – La prima trasformazione l’abbiamo subita, sullo studentato siamo stati favorevoli, però non si può pensare di cambiare ulteriormente destinazione. Abbiamo chiesto che l’imprenditore si impegni a non cambiare più”.

Unica opera consegnata ai cittadini finora è il Centro Anziani di via Negri, ricavato all’interno degli edifici perimetrali dei Mercati. L’inaugurazione è avvenuta il 16 ottobre alla presenza del Sindaco per il quale il cantiere non concluso rappresenta “una ferita aperta nel cuore della città, uno spazio che da tanti anni attende una trasformazione. Ho voluto che almeno questo posto fosse ultimato subito – ha sottolineato il Sindaco rivolgendosi ai frequentatori del centro, dicendosi – contento che questo sia avvenuto, anche se ora bisogna proseguire con i lavori”. I locali sono accoglienti e dotati di tutti i comfort, unica pecca l’assenza di uno spazio esterno, in cui gli utenti possano rilassarsi soprattutto durante le lunghe giornate estive: “Con la trasformazione in atto dei Mercati Generali – spiega Dino Gasparri, Assessore alle Politiche Sociali del Municipio VIII – ci saranno anche degli spazi esterni, con una piazza pedonale. Il centro ad Ostiense era necessario, è il primo punto di riferimento nel quadrante in previsione dell’apertura del nuovo polo dei Mercati. Dovrà diventare un luogo aperto al territorio”. Gli utenti del Centro sono stati gli ultimi ad uscire dai Mercati ma anche i primi a rientrare, a loro abbiamo chiesto quali siano le speranze per quest’opera: “Che serva a risolvere il problema delle notti che distruggono il sonno degli abitanti, che diventi il polo della movida ma che sia ben organizzato. È importante – aggiunge un altro utente – che questo sia un luogo di memoria per quello che rappresentava, ma anche una piazza per noi e per il quartiere”. Una sola apertura per il Capogruppo di Fi, Simone Foglio, non vale i trionfalismi dell’Amministrazione: “Il quartiere Ostiense non può più tollerare la promesse seguite dal lassismo di questa Amministrazione. Ogni occasione è buona per annunciare opere che non vengono mai portate a termine. Si visitano gli ex mercati in pompa magna con tanto di assessori al seguito, si annuncia un cronoprogramma che non arriva e si lascia tutto così com’è – seguita Foglio – Poi si inaugura un ponte pedonale che per dei cavilli non porta da nessuna parte. Mentre si continua a tollerare la movida scatenata, la doppia fila selvaggia e ad eliminare quel briciolo di legalità dato dalla sperimentazione sulla ZTL. Questa – conclude – è la realtà della sinistra colpevole di essere inefficiente a tutti i livelli dell’amministrazione, dal Municipio fino al Parlamento, passando per Comune e Regione”.
Sulla vicenda del Ponte della Scienza, ci sono alcuni aggiornamenti che avvicinano al ricongiungimento con l’Ostiense, ma lasciano alcune preoccupazioni. Nel mese di luglio spiegavamo come una volta attraversato il ponte pedonale non si può che andare verso sinistra, verso il Ponte di Ferro, dato che a destra è ancora presente una tramoggia dell’Italgas pericolante. In poche parole il ponte sul lato dell’Ostiense permette solamente di raggiungere via del Porto Fluviale. Approfondendo la questione, avevamo scoperto che il Municipio VIII in più occasioni aveva interpellato la proprietà per risolvere la vicenda, ma anche che la struttura all’interno delle Centrale Montemartini è inserita in un vincolo di archeologia industriale che non ne permette la semplice demolizione, se non a fronte del benestare della Soprintendenza. Inoltre un progetto per il ricongiungimento con l’Ostiense esiste, e passa proprio per un cancello situato oltre la tramoggia, per il quale Caudo ha spiegato anche i costi: “Realizzare questo percorso costa 65mila euro. Non possiamo ancora farlo a causa della tramoggia, ma intanto non abbiamo dormito, il tracciato è già progettato”. Nelle ultime settimane ci sono state delle novità, tanto che l’Assessorato ai Lavori Pubblici del Municipio VIII ha convocato una riunione urgente di tutti gli interessati: “Abbiamo convocato la riunione perché la Sovrintendenza comunale non era favorevole alla demolizione, quella nazionale avrebbe dato l’ok e infine i proprietari rivoltisi al Dipartimento Urbanistica del Comune avrebbero ottenuto i permessi alla demolizione – ci spiega l’Assessore Municipale Paola Angelucci – Molte delle critiche rivolte all’opera riguardano il fatto che finisce contro un muro, quindi tergiversare non è più sopportabile”. L’Assessore Angelucci non nasconde però una preoccupazione relativa all’abbattimento: “Avremmo preferito un’azione conservativa, perché se iniziamo a demolire l’archeologia industriale si stravolge il senso dei luoghi. Il sogno sarebbe di aprire un passaggio di fronte al ponte, magari con una pedana rialzata dove la zona non può essere bonificata”. Una vicenda ancora lunga dal risolversi, assieme ai problemi legati al cantiere dei mercati e alle tante problematiche di decoro e vivibilità del quadrante. Qualche passo in avanti è stato pur fatto con l’apertura del Centro Anziani, ancora una volta vera risorsa di questa città.

Leonardo Mancini